Ancora sul 12 dicembre 1969 -“Strage di Stato”

http://nutopia2sergiofalcone.blogspot.com/2009/10/12-dicembre-1969-12-dicembre-2009.html

Qui trovate numerosi contributi e valutazioni sulla “Strage di Stato tra cui il comunicato dei compagni del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, di Ludd, l’intervista a Pietro Valpreda, l’elenco degli aderenti alla Loggia P2, e anche documentazione degli atti giudiziari del giudice Salvini, e tanto altro.

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Dopo Ancona si ribella anche il carcere di Parma

Violenta protesta nella serata del 10 dicembre in un reparto del carcere di Parma. Intorno alle 20.30. La notizia è arrivata dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria: “I detenuti hanno gettato nei corridoi non solo bombolette di gas, ma anche bastoni, scope e generi alimentari – ha scritto il segretario Giovanni Battista Durante in una nota -. Poi hanno dato fuoco alle lenzuola, creando una grossa nuvola di fumo, tanto da intossicare il poliziotto in servizio nella sezione detentiva”.
Nelle carceri italiane ci sono 68.047 detenuti, a fronte di una capienza di 45.636 posti.
L’Emilia Romagna è una delle regioni più affollate d’Italia, con una percentuale di oltre il 180%: i detenuti presenti sono 4.041, a fronte di una capienza di 2.394 posti.
Il carcere di Parma può contenere 350 detenuti, ma ne ospita circa 490. L’Istituto è principalmente una Casa di Reclusione (per detenuti condannati in via definitiva) ed ospita anche un Centro Diagnostico e Terapeutico e una sezione paraplegici (ma che ci fanno i paraplegici in carcere?).
Recentemente la Regione Emilia-Romagna ha deciso di tagliare ben il 50% dei finanziamenti relativi alla struttura sanitaria del carcere parmense.

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Lunedì 12 dicembre saranno passati 42 anni dalla “Strage di Stato”

Strage di piazza Fontana, Strage di Stato.  Non è il caso di commemorare. È il caso di trarre insegnamento e farci alcune domande indecenti:

prima domanda: la strage è stato un evento straordinario oppure era, ed è, il modo di rispondere delle istituzioni di fronte a un movimento che pone il problema della trasformazione rivoluzionaria ed opera per realizzarla?

– seconda: abbiamo capito dunque qual’è la funzione dello Stato? Mantenere l’ordine sociale capitalistico ad ogni costo e con qualsiasi mezzo! Sta a noi prenderne atto.

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“Basterebbe che in questi giorni in qualche manifestazione di piazza si ammazzasse qualche poliziotto e comparisse tra i dimostranti qualche arma da fuoco. La situazione potrebbe precipitare in poche ore. Toccherebbe al governo e al Capo dello Stato dichiarare lo stato d’emergenza. In alcuni Stati federali americani non si è fatto del resto lo stesso proprio in questi ultimi mesi?”

[Dichiarazione rilasciata da un alto funzionario del Ministero dell’Interno apparsa sul settimanale «Panorama» nel mese di luglio 1969, in: La strage di Stato, 1970 ]

Nella prefazione a questo libro-inchiesta gli autori Marco Ligini, Edoardo Di Giovanni, Edgardo Pellegrini affermano:

“Per questo non ci stupisce né ci indigna il ricorso dei padroni alla strage e la trasformazione di 16 cadaveri in formula di governo; né che l’apparato ne copra le responsabilità con l’assassinio e con l’incarcerazione di innocenti.      Lasciamo ai democratici il compito di scandalizzarsi.”

La strage di Piazza Fontana NON arriva come un fulmine a ciel sereno;

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Chi c’era “dietro ” lo Stato?

Per anni, per decenni, una enorme pletora di scribacchini e mezzobusto TV hanno ripetuto fino alla nausea, dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, il più squallido e falso stereotipo: “chi c’era dietro le Br?“. Oggi, possiamo con serenità girare quella frase: “chi c’era dietro lo Stato?”  ma possiamo anche rispondere con certezza: “C’erano i torturatori!“.

Dunque non è vero che lo Stato ha sconfitto la lotta armata utilizzando gli strumenti dello Stato di diritto… Non è vero! BUGIARDI!!!!

Aspettiamo dunque il pentimento dei vari Caselli, Calogero, Flamigni… la lista è lunga, molto lunga:   magistrati giudicanti e prefetti, pubblici ministeri e giuristi,  giornalisti e scrittori, funzionari di partito e bonzi sindacali, poliziotti e carabinieri, bottegai e imprenditori… e tutto il resto…

Ditelo dunque!!! Urlatelo ad alta voce!!!  Che ovunque si sappia!!!  In ogni strada, piazza e contrada…  sui banchi di scuola, negli uffici e nelle fabbriche, nei giardini e nei mercati… ovunque si gridi:

Lo Stato italiano, coadiuvato dal sistema dei partiti , nel contrastare l’insorgenza armata ha usato la tortura”                              leggete:

http://baruda.net/2011/12/10/torturetana-per-de-tormentis-e-ora-che-il-mastro-torturatore-ditalia-si-faccia-avanti/

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Roma locuta, causa finita


Roma ha parlato, la causa è definitivamente chiusa, dicevano i latini. Roma era il potere militare, ben rappresentato dalle potenti legioni, ma anche potere economico; era difficile sopravvivere dignitosamente in quest’area del mondo se non eri alleato o docile sottomesso al potere di Roma.

Questa locuzione è stata poi ripresa da Sant’Agostino nei suoi Sermones, per le sentenze emanate dalla Curia romana o dal pontefice, con lo stesso significato: potere assoluto della chiesa.

Se si fosse mantenuto l’uso del linguaggio latino, il primo ministro Mario Monti, presentando il suo decreto “salva Italia” avrebbe usato la stessa espressione. Ed è un peccato che non l’abbia fatto, perché tra i suoi pregi la lingua latina ha quello di presentarci un tono schietto, icastico, che non lascia spazio a inutili orpelli, a lacrime, a contrizioni, alle chiacchiere da bar dello sport del giorno dopo.

Il potere ha detto ciò che deve essere fatto, basta chiacchiere: o ti adegui oppure ti ribelli, insorgi.

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Oggi 9 dicembre: Rivolta nel carcere di Ancona

Rivolta nel carcere di Ancona in fiamme alcune celle

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/09/news/rivolta_carcere_ancona-26345023/
ANCONA – Nel carcere di Montacuto, ad Ancona, è scoppiata una rivolta che coinvolge una ventina di detenuti. Alcune celle sono state incendiate. Nessuno, secondo le prime informazioni, sarebbe rimasto ferito, né tra i carcerati né tra gli agenti di polizia penitenziaria. Per riportare l’ordine sono intervenuti anche poliziotti in assetto antisommossa.

La protesta era iniziata nella tarda serata di ieri, quando i detenuti avevano dato fuoco a delle lenzuola, ed è proseguita questa mattina. A renderlo noto il segretario del Sappe Aldo Di Giacomo, che da tempo denuncia la situazione di emergenza del carcere anconetano, afflitto in primo luogo da seri problemi di sovraffollamento. La protesta, a quanto se ne sa, è divampata anche a causa della mancanza di riscaldamento. I detenuti si sono barricati nelle celle con delle lamette, sbattono le gavette contro le grate e alcuni avrebbero dato vita a delle risse.

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Uno dei peggiori carceri quello di Montacuto in Ancona.

Nel carcere di Montacuto, ad Ancona, i detenuti dormono anche per terra, su materassi di fortuna, stipati in quattro in celle da uno. Il carcere ospita 440 detenuti, su una capienza regolamentare di 178. La situazione è così critica che neppure l’igiene è assicurata: le docce si fanno ogni due giorni, non più quotidianamente.

Il 24 settembre scorso un detenuto, Eugenio R. di 46 anni, era morto in cella nella tarda notte dopo aver accusato un malore nella mattinata del giorno prima: si era sentito male ed era stato accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette per le visite e gli accertamenti del caso a seguito dei quali l’uomo e’ stato dimesso poche ore piu’ tardi. Nella notte però, il detenuto aveva accusato ancora un malore che gli e’ stato fatale. Il pubblico ministero non ha disposto l’autopsia essendo considerata la morte di Riccio di origine naturale.

Ieri 8 dicembre c’era stata una visita a sorpresa del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta, al carcere di Montacuto ad Ancona, la cui situazione di sovraffollamento era stata piu’ volte denunciata.

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Occupare le stazioni? Organizzare i lavoratori alla base!

1971 nasce il Comitato Unitario di Base dei ferrovieri a Roma

ascolta una breve storia orale del CUB (15 minuti):

http://www.archive.org/download/CubFs1971/CubFs71.mp3

1976 i ferrovieri occupano i binari della stazione di Roma Termini

 

 

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Dal 24 novembre scorso, lavoratori e lavoratrici del servizio ferroviario cuccette e treni letto, (ex Wagon Lits) occupano un edificio ferroviario in Via Prenestina 135 a Roma, per denunciare il loro licenziamento dal prossimo 11 dicembre e l’abolizione del servizio.

Massima solidarietà con la loro lotta. La loro lotta e di tutti noi che utilizziamo il trasporto ferroviario.

 

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Quando i NO pesano!

Correva l’anno 1955 in California.   Era il 1 dicembre in una cittadina, Montgomery, una ragazza che lavorava in una sartoria stava tornando a casa in autobus e, poiché l’unico posto a sedere libero era nella parte del mezzo riservata ai bianchi, andò a sedersi lì. Ma lei era di colore scuro e, quando salirono sull’autobus alcuni passeggeri bianchi, il conducente dell’autobus James Blake le ordinò di alzarsi e andare nella parte riservata ai neri.

Rosa disse NO e rimase seduta al suo posto. Il conducente fermò così l’automezzo, e chiamò i poliziotti per risolvere la questione.

Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Il giorno successivo da parte della popolazione nera e antirazzista cominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu cancellata quella legge segregazionista. Le proteste da lì si moltiplicarono e investirono tutto il paese, iniziando a incrinare la cultura razzista degli Stati Uniti.

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Venerdì 2 dicembre a Genova

Venerdì 2 dicembre 2011

presso il Centro Documentazione Il Grimaldello


in via della Maddalena, 81rGenova
alle ore 18,30,  presentazione del libro Maelstrom di Salvatore Ricciardi.

Con l’autore e Gino Tedesco

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