Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha comunicato i dati ufficiali definitivi relativi alla partecipazione al voto dei cittadini detenuti.
I votanti alla consultazione elettorale del 24 e 25 febbraio sono stati complessivamente 3.426, pari a circa il 5,2% dei 65.900 presenti.
Considerando che non tutti i 65.900 presenti nelle carceri avevano diritto al voto, ma circa un 50%, la partecipazione reale al voto non ha comunque superato il 10%.
Una bella lezione che la popolazione detenuta propone alla popolazione “libera”. 
Le detenute e i detenuti hanno capito che da quel versante, quello degli equilibri istituzionali, delle dinamiche parlamentari e governative, non hanno nulla di buono da aspettarsi.
Sono altri i terreni cui bisogna rivolgere la propria attenzione e le proprie energie, ad esempio quello dell’organizzazione dal basso, delle comunicazione e del legame tra chi sta dentro e chi sta fuori, poiché l’obiettivo di ogni lotta, dentro le carceri o fuori, è quello per conquistare più libertà, sempre più libertà, su tutti gli ambiti della realtà sociale.
In carcere ogni giorno, ogni ora, si vota, ma per… evadere!!!































