Giornata del ricordo. Ma quale?

cancellare-i-brutti-ricordiVisto che oggi è la “Giornata del Ricordo“, ricordiamo le barbarie italiche, come questa:

– brevi stralci della famigerata “Circolare 3C” del Gen. Mario Roatta. Nel 1944 e nel 1945 fu denunciato

sia per la mancata difesa di Roma, sia per crimini di guerra e per l’omicidio dei fratelli Rosselli. Ma il 4 marzo 1945 con l’aiuto dei servizi segreti inglesi, del Vaticano e di alti ufficiali, evase e raggiunse la Spagna dove fu accolto calorosamente dal fascista Francisco Franco.

CAPITOLO II°
MISURE PRECAUZIONALI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE
15 – Quando necessario agli effetti del mantenimento dell’O.P. e delle operazioni, i Comandi di G.U. possono provvedere:
a)  – ad internare, a titolo protettivo, precauzionale o repressivo, famiglie, categorie di individui della città o campagna, e, se occorre, intere popolazioni di villaggi e zone rurali;
b)  – a “fermare” ostaggi tratti ordinariamente dalla parte sospetta della popolazione, e, – se giudicato opportuno – anche dal suo complesso, compresi i ceti più elevati;
c)  – a considerare corresponsabili dei sabotaggi, in genere, gli abitanti di case prossime al luogo in cui essi vengono compiuti.
16 –  Gli ostaggi di cui in b) possono essere chiamati a rispondere, colla loro vita, di aggressioni proditorie a militari e funzionari italiani, nella località da cui sono tratti, nel caso che non vengono identificati – entro ragionevole lasso di tempo, volta a volta fissato – i colpevoli.
Gli abitanti di cui in c), qualora non siano identificati – come detto sopra – i sabotatori, possono essere internati a titolo repressivo; in questo caso il loro bestiame viene confiscato e le loro case vengono distrutte.
CAPITOLO X°
CONTEGNO DEI MILITARI IN GENERE DAL PUNTO DI VISTA DELLA SICUREZZA.
41 – Si sappia bene che eccessi di reazione, compiuti in buona fede, non verranno mai perseguiti.
Generale COMANDANTE DESIGNATO D’ARMATA
F.to (Mario Roatta)
KersevanI°) Misure  di  prevenzione  e  di  repressione
Da parte nostra le operazioni di rastrellamento, iniziate, com’è noto, il 23 febbraio sono continuate con ritmo intenso durante il mese di aprile.
Gli individui arrestati e deferiti al tribunale militare dall’inizio delle operazioni ad oggi – circa un migliaio – rappresentano una frazione delle forze del Fronte Liberatore, il quale in lunghi mesi potè prepararsi ed organizzarsi sotto gli occhi delle autorità civili.
IV°) PROBLEMI CHE MERITANO PARTICOLARE ATTENZIONE
Per normalizzare la situazione sarebbe consigliabile:
-a) l’allontanamento o la riduzione dei funzionari sloveni nei pubblici uffici;
-b) l’internamento di tutti i disoccupati e degli studenti per farne unità di lavoratori.
Comandante Designato d’Armata
F.to Mario Roatta

foibe_revisionismo700Secondo gli storici James Walston [History and Memory of the Italian Concentration Camps] e Carlo Spartaco Capogreco [I Campi Del Duce], il tasso di mortalità annua nelcampo di concentramento di Rab (Arbe) superava il tasso di mortalità medio nel campo di concentramento nazista di Buchenwald (che era il 15%). Monsignor Joze Srebnic, vescovo di Veglia (Krk), il 5 agosto 1943 riferì a Papa Pio XII, che “secondo i testimoni, che avevano partecipato alle sepolture, il numero dei morti avrebbe superato le 3500 unità“.

Sui Campi di Concentramento italiani in Jugoslavia vedi quiqui,  e  qui

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3 risposte a Giornata del ricordo. Ma quale?

  1. Pino ha detto:

    Riconoscenza profonda alla tua attività di diffusione storico-politica!!

  2. Gavino ha detto:

    http://www.targatocn.it/leggi-notizia/argomenti/al-direttore/articolo/il-giorno-del-ricordo-non-dimentichiamo-i-crimini-della-pulizia-etnica-in-istria-e-dalmazia-comm.html#.URtKH2eWHSQ
    “Non volete la Resistenza? Allora volevate Hitler. La storia e’ una selva intricata, dove non vi e’ talora che un piccolo sentiero che conduce all’aperto. Nei momenti cruciali ci pone di fronte a dure alternative. O di qua, o di la’. ” (Norberto Bobbio)
    Il 10 febbraio è anche la data che ricorda il giorno del trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, quando venne ufficializzato il passaggio dell’Istria e della Dalmazia alla nascente Jugoslavia dopo anni di soprusi fascisti in territori mai storicamente italiani.
    Sarebbe storicamente corretto ricordare anche quest’anno i martiri della dittatura fascista nei territori sloveni e croati dell’Istria e della Dalmazia con le popolazioni vittime di quei Paesi. Il ricordo dei crimini di guerra fascisti sul confine est è un gesto di dignità sociale che ricorda le migliaia di morti tra partigiani e comunisti italiani che, insieme alle indifese popolazioni slovene e croate, difesero quei territori dall’odio fascista verso chi non accettava la violenza della dittatura mussoliniana.
    Le morti delle foibe, causate dal sanguinario Benito Mussolini e dall’ideatore di quella barbara colonizzazione, lo spietato generale fascista Mario Roatta, sono state le uniche responsabili delle tante tragedie personali d’italiani portati con l’inganno in territori fascistizzati. Il dramma di quegl’italiani, sloveni, e croati innocenti lo si può leggere nella circolare di Mario Roatta del 19 aprile del 1942 dedicata al trattamento da riservare ai partigiani ed alla popolazione civile slovena e croata che contemplava l’incendio di case e d’interi villaggi, la deportazione degli abitanti, l’internamento, il fermo e la fucilazione di ostaggi. “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. […] I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.” (Discorso tenuto da Benito Mussolini a Pola, Dalmazia, Croazia, il 24 settembre 1920).
    Anche quest’anno è giusto ricordare che i martiri della dittatura fascista non avevano colore politico od identità nazionale in Istria come in Dalmazia, e perciò non bisogna revisionare quella che è stata una tragica pagina storica delle barbarie fasciste, per riabilitare il fascismo ed i suoi carnefici in Italia. Nel giorno del 10 febbraio non ci sono cerimonie, vie, giardini, o piazze cuneesi che non possano non ricordare i martiri italiani, sloveni, e croati durante la dittatura fascista sul confine est. Una dittatura sconfitta allora, come in Italia successivamente, dal coraggio dalla Resistenza jugoslava e dagli eroi comunisti di Tito. La verità sulle violenze fasciste non può essere infoibata.
    “Chi non conosce la verità e’ uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, e’ un delinquente.” (Berthold Brecht)
    Alain Fissore – Partito Comunista

  3. Alain Fissore. ha detto:

    Grazie per la menzione sul vostro blog che è ricco di verità storica sul viscido tentativo di revisionismo storico che i fascisti, con i loro simpatizzanti anti-comunisti, da troppo tempo fanno in Italia! Saluti resistenti, Bella Ciao, Alain.

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