Numeri “da paura”; sono i dati che segnalano lo stato di sofferenza imposto da questa classe dirigente a chi viene gettato in galera

Numero dei penitenziari (giudiziari e penali): 206 Nel 2011: 66 suicidi e circa MILLE tentati, 1023 suicidi negli ultimi 11 anni. Nel 2011 186 morti per “cause naturali o da accertare”: un’altra strage di Stato.

Circa 6.000 atti di autolesionismo praticati durante l’anno da detenuti/e

Detenuti/e imprigionati/e:  68.000 (di cui 2.880 donne)  in una capienza di circa 45.000 posti letto.

53 donne sono in carcere con 54 bambini e bambine da zero a tre anni.

Detenuti/e  NON ancora condannati con sentenza definitiva: 28.600 (il 36.9% del totale; Francia 14.5%; Germania 15,1%;: Spagna 26,2%; GB 15,4%)

Dei 37.400  già condannati con sentenza definitiva:  2.500 a pena inferiore a UN anno,  inferiori a TRE anni sono 10.660.     Hanno un residuo pena inferiore a UN anno: 10.100; un residuo pena inferiore a TRE anni: 23.000  

IN ITALIA SI INCARCERA LA POVERTA’

32.991 sono dentro per reati contro il patrimonio;

28.100 sono dentro per reati previsti dalle leggi sulle droghe: 41% (media EU 16%);

In Italia solo 18.391  detenuti/e in misure alternative al carcere; in Francia 123.000;  in Germania 120.000;  in Spagna 112.000;  Inghilterra e Galles 197.100

IN ITALIA SI SONO BLOCCATE LE MISURE ALTERNATIVE: a causa della legge Cirielli (esclude dalle misure alternative i recidivi) e della cultura forcaiola e fascista che attraversa i partiti di destra e di sinistra.

Detenuti/e “tossicodipendenti” (dichiarati tali) sono 16.200

detenuti/e  “stranieri” in Italia sono il 37% del totale (Fr. 18.1%; Ger. 26.4; Sp. 34.6%; GB 12.6%)

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Contro il carcere

SE NON TI OCCUPI DI CARCERE È IL CARCERE CHE SI OCCUPA DI TE

Non voltarti dall’altra parte quando ascolti delle brutture del carcere!

Non far finta di nulla!

Il carcere è lì, e ti insegue nella tua vita quotidiana.

Non puoi sottrarti. La forme di controllo, le istituzioni totali si moltiplicano.

Alcuni anni fa il carcere ha partorito i Cie (Centri di Identificazione ed Espulsioni), per controllare e sottomettere la forza lavoro migrante.

Ogni comportamento è sottoposto a controllo e sanzione, e così, dopo 33 anni dalla chiusura dei manicomi, si attua sempre più il Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso), con effetti devastanti, spesso omicidi, come il caso di Franco Mastrogiovanni, ucciso il 4 agosto 2009 dopo aver trascorso 90 ore legato al letto del reparto psichiatria  all’ospedale San Luca a Vallo della Lucania.

Negli Opg (Ospedali Pscichiatrici Giudiziari) vi sono rinchiuse oltre 1500 persone ancora oggi, nonostante il gridare allo scandalo dei benpensanti, dopo che la TV ha mostrato le sevizie e i trattamenti degradanti cui sono sottoposte le persone incatenate in quei lager.

Si intensificano i controlli per chi lavora attraverso normative restrittive sullo scioperodisciplina interna; mentre per chi non lavora oltre al controllo “economico”, dovuto alla necessità, vengono predisposti controlli da parte delle agenzie interinali.

I controllo su chi va allo stadio si moltiplicano, è stato introdotto il Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) e la “tessera del tifoso”; controlli per chi va in discoteca e per chi viaggia sulle strade; divieto di bere una birra dopo una certa ora in alcuni quartieri delle città.

Lo stesso carcere, ormai vecchio di 4 secoli, si rinnova differenziandosi sempre più per colpire comportamenti diversi. Oltre ai reparti a Elevato indice di Vigilanza (Eiv) e quelli strettissimi del 41 bis, fino all’ergastolo ostativo (obbligo di restare in carcere fino alle ultime ore di vita), una vera e propria condanna morte differita e altre differenziazioni vengono predisposte.

Nella scuola e nella famiglia il controllo e la disciplina assumono la forma di un bieco moralismo. Perfino nel momento della morte, lo Stato si arroga il diritto di decidere i tempi e le modalità di ogni intervento sul morente.

Restrizioni e controlli all’insegna dell’“emergenza” e della “sicurezza”. Capisaldi dell’ideologia dominante con cui si cerca di azzerare i problemi sociali, riducendoli a problemi di ordine pubblico. Isolando ogni volontà di lotta per farla passare come fatto patologico, malattia, malanno, disturbo, morbo, da curare e isolare perché può infettare.

Quindi “emarginazione” ed “espulsione” dal consesso sociale sono le azioni di controllo sociale verso tutti quei soggetti portatori di un qualsiasi problema: che sia una manifestazione di piazza, lo sbarco di persone senza documenti, l’opposizione alla costruzione di una nuova discarica e dell’Alta Velocità, l’occupazione di uno stabile da parte di chi non ha una casa, la lotta contro la disoccupazione, ecc.

Occuparci di carcere, oggi non è un optional, è una necessità per ciascuna e ciascuno di noi, se vogliamo liberare la nostra vita e non diventare passive propaggini di un sistema di potere sempre più totale.

PROSSIMI ANNI SENZA GALERE !!!                                            RadiOndaRossa

Volantino distribuito da RadiOndaRossa il 31 dicembre scorso durante l’appuntamento sotto il carcere di Rebibbia in Roma, in solidarietà con i detenuti e le detenute.

							
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Antonio Gramsci. Odio i capodanni

“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante. Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca. Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati”

 Antonio Gramsci, Avanti!, edizione torinese, 1° gennaio 1916, rubrica “Sotto la mole”.
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BUON ANNO…

BUON ANNO… A  QUELLE  E  QUELLI  CHE …

credono chela CRISI, come l’influenza, con un’aspirina  passa

“…vedrai che stavolta i sacrifici li fanno fare a tutti“…

“…un governo di tecnici onesti è quello che ci vuole“…

“…in fondo siamo tutti sulla stessa barca“…

“…un po’ di sacrifici e l’economia riparte“…

“…tutta colpa dei ladri… che fanno alzare lo SPRED“…

“…è che i giovani non hanno voglia di lavorare“…

“…tutti questi immigrati che ci tolgono il lavoro“…

“…è che in galera in Italia non ci va nessuno”…

“...ci vuole ordine, perdio! troppa tolleranza!“…

“…meridionali scansafatiche… e il deficit cresce!“…

“…e che c… di governi… dalla gnocca alla Passera“…

“…ma chi sono ‘sti  speculatori? Impicchiamoli!“…

“…togliamo il superfluo!“…

“…non c’è più religione!“…

… ma si!… Buon Anno pure a te piccolo italiota! Un giorno ti risveglierai!

Ma soprattutto Buon Anno a chi si arrabatta e, tra mille difficoltà, cerca di organizzare la lotta per non subire più!

Per abolire il sistema del lavoro salariato!(Wage system)

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Facciamo gli auguri ai padroni e ai governanti

Buon 2012 !

Che sia un anno di ripresa della lotta di classe!

 

 

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Non paghiamo i trasporti!

Aumenta il costo del trasporto pubblico.  E’ un’altra stangata ai nostri già magri salari.

Perché pagare ancora? 

2012 inizia il  Salto del Biglietto….

(ricorda il “salto della scocca” una modalità molto efficace di sciopero non “regolamentare” della classe operaia negli anni Settanta per piegare i padroni.)

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Suggerimenti per uscire dalla crisi (quella nostra)

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La crisi ?

…e allora:

SABOTAGGIO! e RIAPPROPRIAZIONE!

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E’ ‘na tale rottura…

Ma quale “natale”!, ma quale buonismo caritatevole!

Gli  AUGURI  li  facciamo a:

– quelli e quelle per cui il carcere sta lì che li aspetta…
– quelli e quelle che anche se non ci vanno direttamente, ci vanno per trovare l’amico, il compagno, la parente…
– quelli e quelle per cui il carcere è un deterrente terroristico…
– quelli e quelle che il carcere lo vogliono distruggere…
– quelle e quelli che in carcere ci stanno… ( e noi li/le vogliamo tirare fuori, far evadere!!!)

TUTTE  E  TUTTI  LIBERI

 

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Liberazione dal capitalismo

“Continuerà o se ne libererà?”  (1919)

Che aspettiamo a liberarci della classe dei parassiti ignoranti? Ossia dei capitalisti, dei padroni, degli sfruttatori ?                                                                    Rapidi, rapidi… che non c’è tempo da perdere!!! 

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