97 anni fa la classe operaia in Germania poneva fine alla 1° guerra mondiale e si incamminava verso la rivoluzione

In questa fine di ottobre ricordiamo con interesse il percorso rivoluzionario del movimento dei Consigli nella Germania dopo la prima guerra mondiale che prese il via quel 28, 29 ottobre 1918 e proseguì nel 1919 e negli anni successivi.

97 anni sono passati, eppure quegli avvenimenti presentano una grande attualità e un portentoso insegnamento per l’oggi.

Certo, molte cose sono cambiate da allora, ma il senso profondo e i passaggi di quel movimento rivoluzionario possono ispirare percorsi dell’oggi, se vogliamo incidere e trasformare l’esistente.

Il movimento dei Consigli, strumento indispensabile per costruire una società a misura delle masse nullatenenti, per affermare una democrazia proletaria, ben chiarisce il significato di “dittatura proletaria” come percorso per evitare che gli interessi egoistici delle classi proprietarie e sfruttatrici inquinino, prevalgano e annullino la prospettiva rivoluzionaria.

Ecco cosa successe:

«Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 1918 iniziò la grandiosa rivolta dei marinai tedeschi, che mise fine al primo massacro mondiale.

Dalle fila della classe operaia più cosciente, attiva e organizzata d’Europa, partì un secco rifiuto alla continuazione di quella porcheria omicida. Il massacro, di cui erano co-responsabili i dirigenti dello stesso movimento operaio (socialdemocratici) avendo votato i crediti di guerra e appoggiato la borghesia dei rispettivi stati nazione per rilanciare l’economia in crisi con un massacro di vite e di ambienti umani, doveva cessare. Così gridarono i marinai in quella notte della fine di ottobre del 1918.

Con grande lucidità e coscienza di classe, sulle navi da battaglia del Primo Squadrone la “Thuringen” e la “Helgoland” si verificarono veri e propri atti di ammutinamento e sabotaggio.

La rivolta, quando ha buoni obbiettivi si diffonde, così la mattina del 4 novembre gruppi di rivoltosi si mossero per la città coinvolgendo le numerose caserme del territorio. Karl Artelt organizzò il primo consiglio dei soldati, cui presto ne seguirono altri. I soldati e i lavoratori presero il controllo delle istituzioni civili e militari di Kiel. Il governatore della base della marina Wilhelm Souchon si vide costretto a negoziare e ritirare le accuse ai marinai imprigionati. Ma i potenti hanno la lingua biforcuta e, nel mentre si trattata e si raggiungeva l’accordo, truppe di terra avanzavano per stroncare la ribellione. Ma questa era ormai ben organizzata e le truppe furono intercettate dagli ammutinati, i soldati dell’esercito in parte si ritirarono, in gran parte si unirono al movimento dei rivoltosi. Così la sera del 4 novembre 1918 Kiel era saldamente nelle mani di circa 40.000 marinai, soldati e lavoratori ribelli e organizzati in Consigli.

Il motivo di questa sconfitta dei rivoluzionari non fu dovuta solo alla capacità oratoria degli emissari della Spd di conquistare la maggioranza nei Consigli, ma alla concezione “democraticista” diffusa tra la classe operaia tedesca, grazie alla quale la dirigenza Spd pretese che nei Consigli ci fossero i rappresentanti dei 2 partiti socialisti, dei sindacati, delle cooperative, del commercio, ecc., svuotando così il consiglio, organismo della espressione autentica dell’autonomia della classe operaia, del suo potere decisionale!»

 vedi alcuni post di approfondimento:   quiquiquiqui  e  qui

Germania 1918 A

Zentralbild Die Revolution in Deutschland 1918 Am 4. November 1918 kam es zu Befehlsverweigerungen innerhalb der deutschen Flotte. Kundgebungen zur Beseitigung des Krieges schlossen sich an. In dieser, für die Regierung kritischen Situation, waren der Rechtssozialist Noske nach Kiel geschickt um die Revolution im Keime zu ersticken. UBz.: Blick auf eine Friedenskundgebung der Matrosen in Kiel.

Zentralbild
Die Revolution in Deutschland 1918
Am 4. November 1918 kam es zu Befehlsverweigerungen innerhalb der deutschen Flotte. Kundgebungen zur Beseitigung des Krieges schlossen sich an. In dieser, für die Regierung kritischen Situation, waren der Rechtssozialist Noske nach Kiel geschickt um die Revolution im Keime zu ersticken. UBz.: Blick auf eine Friedenskundgebung der Matrosen in Kiel.

 

 

 

 

 

Oggi l’aggressione capitalista ha preso le sembianze liberiste della privatizzazione spinta, dell’abolizione del welfare, del tentativo di azzeramento delle conquiste operaie e proletarie dei decenni passati, del peggioramento e dell’impoverimento delle masse.

«…dal giugno 2014 al giugno 2015 altre 30mila persone sono entrate nel bacino dei deboli in Italia: complessivamente, adesso, si tratta di 9 milioni e 246 mila soggetti in difficoltà che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. È questo uno dei dati più interessanti e nel contempo drammatici che emerge da un’interessante analisi di Unimpresa sulla povertà in Italia presentata domenica 11 ottobre».

Per far fronte a questo attacco le masse proletarie oggi, pur con difficoltà ma con grande determinazione e coscienza di classe, si stanno organizzando in alcuni territori, costruendo solidarietà e sostegno reciproco tra le lotte per la casa e di alcuni posti di lavoro, per ora con operai della logistica, intrecciando le lotte e cercando di costruire quell’unità di classe e quel contro-potere territoriale in grado di resistere agli attacchi di multinazionali, palazzinari, governo e altre istituzioni, e predisporsi ad una necessaria offensiva proletaria.

ADN-ZB/Archiv Novemberrevolution 1918 in Deutschland. In Berlin beginnt am Morgen des 9. November 1918 der Generalstreik und der bewaffnete Kampf. Die Soldaten verbüdern sich mit dem revolutionären Proletariat. Die Monarchie und die kaiserliche Regierung wird gestürzt.  Demonstrationen am 9.11. in Berlin, Unter den Linden, in Höhe der Universität, (Unter den begleitenden Kindern befindet sich Arno Munter, dritter Junge von links).

ADN-ZB/Archiv
Novemberrevolution 1918 in Deutschland.
In Berlin beginnt am Morgen des 9. November 1918 der Generalstreik und der bewaffnete Kampf. Die Soldaten verbüdern sich mit dem revolutionären Proletariat. Die Monarchie und die kaiserliche Regierung wird gestürzt.
Demonstrationen am 9.11. in Berlin, Unter den Linden, in Höhe der Universität, (Unter den begleitenden Kindern befindet sich Arno Munter, dritter Junge von links).

 

CONTINUIAMO CON MAGGIORE ENERGIA

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