Guerriglia in Germania: colloquio con un compagno del “movimento 2 giugno”

Intervista a Norbert Kröcher detto Knofo realizzata nel dicembre 2008 da Sergio Rossi sulla Berlino ovest del periodo ’65 – ’75

 (Norbert Kröcher, redattore della rivista FIZZ  della sinistra radicale berlinese, di tendenza anarchica, insieme a Ronald Fritzsch e P.P. Zahl. Tutti confluiti successivamente nel “Movimento 2 giugno”)

Introduzione:

(Benno Ohnesorg, ucciso dalla polizia durante una manifestazione del movimento a Berlino nella Rft contro il macellaio Reza Pahalevi lo Scià iraniano, il 2 giugno 1967 da cui il “movimento 2 giugno” ha preso nome)

A riguardo del Movimento 2 Giugno è importante per prima cosa  dire che quelli che vi sono confluiti  venivano da un milieu (ambiente) completamente diverso da quello della RAF. Noi eravamo in massima parte proletari mentre la Raf era di estrazione piccolo-alto borghese. Il loro era un mondo completamente separato  e per di più le “classificazioni “ sociali erano molto più marcate di allora. Oggi sono solo tra ricchi e poveri , allora erano suddivisioni in classi in senso marxista. Il ceto, la condizione sociale dalla quale uno proveniva giocava un ruolo importante. C’erano i lavoratori, gli impiegati, i commercianti e i bottegai, la piccola e grande borghesia e poi c’eravamo noi ; il proletariato, lo strato infimo della società. Tra noi c’erano anche alcuni sottoproletari che quando noi ci siamo politicizzati, abbiamo iniziato come capelloni, loro sono rimasti a cazzeggiare.  Avevamo capelli lunghi e nessuna voglia di lavorare. Lo facevavamo solo quando era assolutamente necessario. In maggioranza lavori umili presso gli schiavisti: scaricare sacchi di farina dalle navi, trasportar merci in furgoni, portare pietre ecc. In quest’ambiente c’erano sottoproletari che dopo sono diventati alcolizzati o tossici. Gente che una volta  che la sovrastruttura politica gli ha portato via i “Gammler” (capelloni”) è diventata solo  “vagabonda” /”Barbona” (Penner) ed è  decaduta di brutto.

Ancora sulle classi: C’è una disputa del 1970 tra Marcuse e Hans Magnus Enzensberger su come fosse la  società di classi nella RFT, se ci fossero ancora le classi e come fosse strutturata la società. In quell’occasione i due hanno postulato una cosa interessante, cioè che i tradizionali colletti blu si sono trasformati in colletti bianchi. Se uno prima stava in tuta da lavoro al tornio oggi sta in camicia a una fresa computerizzata e  programma il pezzo che deve venire fuori. Ciò ha portato alla scomparsa dell’operaio in tuta blu.

Per chiarire le condizioni di nascita della 2 Giugno attraverso esempi personali raccontaci la tua infanzia. Dove sei nato e cresciuto?. Che ricordi hai? Com’era la scuola e la formazione lavorativa?

Sono nato a Falkensee, un paese fuori Berlino a Ovest di Spandau, e sono cresciuto a Neukölln.  Falkensee era nella DDR ma siamo scappati nel 1953 perchè dopo il 17 Giugno (giorno dell’insurrezione degli operai a Berlino est NDT) mio padre ebbe problemi con la polizia e dovemmo fuggire a Berlino ovest. I miei genitori erano originari di Kreuzberg e si trovarono a Falkensee per sfuggire ai bombardamenti. Poi ci siamo spostati ed abbiamo vissuto in dei ricoveri provvisori a sud di Neukölln poi ci siam trasferiti nella Kottbusserdamm (strada tra Kreuzberg e Neukölln NDT ). Ho sempre vissuto in questa zona tranne i periodi all’estero , al gabbio e ora(sic!) dopo la caduta del muro ho vissuto 16 anni a Prenzlauerberg . Ma adesso sono da qualche anno a Neukölln perchè Hic Rhodos hic salta[1]

Poi Prenzlauerberg è diventata molto cara…

Sì è diventato impossibile. Là avevo occupato una casa nel 1990, ma ora quel quartiere è una merda solo Yuppie e stronzi arrivati dalla Germania Ovest.  Qui invece vivono persone.

In seguito ho fatto la scuola superiore, dovevo andare al liceo scientifico (Realgymnasium) ma i miei genitori hanno detto di no perchè non c’erano soldi così ho fatto la scuola media formativa a caraterre tecnico (Realschule). Poi l’ho interrotta perchè a 15 anni avevo sempre noie con i professori. Era pesante; avevamo molti insegnanti nazi. Quando a metà anni 60 acquistai coscienza politica la cosa mi faceva di molto schifo e ho mollato la scuola ed ho iniziato un apprendistato. Mia madre era casalinga e mio padre camionista per tutta la vita.

Ho iniziato un apprendistato alla posta come tecnico delle telecomunicazioni. Allora c’erano posti d’apprendista a non finire. A Tempelhof eravamo 500 apprendisti in un’enorme ex caserma. Iniziarono subito i problemi. Ci fu distribuito un regolamento da firmare  per accettazione nel quale ci obbligavano ad esempio ad aver capelli corti ed aspetto curato in pubblico in quanto come tecnici rappresentavamo la posta.

Naturalmente io e i miei genitori non l’abbiamo firmato ed ho scritto un contro regolamento appellandomi alla costituzione perchè era mio diritto avere i capelli lunghi e a loro non doveva importare un bel nulla. Così divenne critica, volevano buttarmi fuori ma alla fine non l’hanno fatto. Ero già “malfamato” nell’apprendistato, ero l’estremista di sinistra , pur non sapendo ancora cosa volesse dire.

Ebbi sempre problemi: L’ultimo anno mi avevano piazzato un venerdì con un vecchio operaio che non sapeva nulla della tecnica moderna. Eravamo il venerdì pomeriggio in un ripartitore principale[2] verso le 1500. Volevamo far festa quando apparvero due funzionari del VS(servizi segreti) e due ufficiali americani che volevano avere un intercettatore in questo ripartitore . Dovevo cercare una connessione (il vecchio non ci capiva un’ acca) per poter ascoltare  questo collegamento e ricostruire le comunicazioni precedenti.

Gli ho detto “é illegale, non lo faccio”. Telefonarono e fui licenziato. Da allora ebbi sempre noie.

C’era per esempio un tirocinio su un ripetitore[3] a Schäferberg al quale non mi era permesso partecipare perchè ero un rischio per la sicurezza. Questa parte di tirocinio mi era preclusa. In un modo o nell’altro mi hanno lasciato terminare l’apprendistato, avevo scarsi risultati perchè non avevo più voglia di tutte quelle cazzate, mi hanno lasciato finire per sbarazzarsi di me. Hanno assunto tutti quelli della mia annata nel servizio pubblico. L’unico lasciato fuori ero io. Naturalmente ho provato a lavorare nelle aziende private del settore perchè c’era molta richiesta, tutti volevano avere un telefono allora. I giornali erano sempre pieni di annunci. “Cercasi tecnici telefonici anche da formare”. Quando telefonavo e dicevo: “ho la formazione necessaria e l’attestato” rispondevano “Sì venga subito! 1800 Marchi mensili netto! Come si chiama? “. Dicevo il mio nome e seguiva subito un “Ach vedo adesso che non abbiamo più posti disponibili”. Il giorno successivo ritrovavo l’annuncio della ditta per 20 posti. Così mi sono annunciato sotto falso nome così che mi hanno chiamato al colloquio. Lì mi dicevano “Fantastico cerchiamo proprio persone come lei”. “Si ma probabilmente avete scritto male il mio nome io mi chiamo Tal de Tali” “e così seguiva un “Ciaooo”(ride). Ero sulla lista nera. Questo alla fine del mio apprendistato, iniziato nel 1966 e terminato nel 1970.

Proprio nei 60 è iniziato il movimento dei “capelloni” (Gammler”). Com’erano i rapporti con i proletari , gli operai nelle birrerie e in strada.

Così così. Da una parte non eravamo studenti ma appartenevamo a loro, avevamo per così dire dei “punti in più”, dall’altra eravamo diversi perchè avevamo i capelli lunghi e poca voglia di lavorare. Talvolta ci insultavano, diventavano maneschi o dicevano semplicemente”o vi tagliate i capelli o vi buttiamo oltre il muro. Andate laggiù all’est se vi piace, almeno il pizzetto (si riferisce a Ulbricht NDT) si prenderà cura di voi.”.

C’era stress con loro ma poteva andare. Tra gli edili c’erano diversi di destra, conservatori e reazionari. A volte c’erano risse con i tassisti, che si comportavano un po come sceriffi ausiliari ma anche con gli edili.

Com’erano i rapporti con gli studenti?

Con gli studenti era peggio. Non avevamo pressochè punti di contatto. Ci apparivano troppo rigidi e parlavano un linguaggio che ci era estraneo, utilizzando parole che noi lavoratori e apprendisti non conoscevamo.  Alcuni portavoce ci trattavano dall’ alto in basso. Quando volevano fare “agit prop” predicavano e basta. Quel tono l’avevamo già sentito dai genitori.

Andavamo alle manifestazioni ma eravamo diversi; eravamo militanti e non ci attenevamo alle loro regole, ma ce ne davamo di nostre. Ci incontravamo qualche volta con loro; per le studentesse noi giovanotti con i capelli lunghi eravamo il massimo (ride).

Per il resto avevano le proprie birrerie, i propri divertimenti e parlavano una lingua che non era la nostra.Fuori dell’università  non ci accomunava molto. Avevamo sì delle convergenze ma c’era l’orgoglio di classe che giocava un ruolo importante. La maggioranza degli studenti veniva dalla piccola o alta borghesia e solo un decimo era di provenienza proletaria.  Naturalmente  quando ci hanno invitato “Venite, facciamo una lettura su Marx, Freud” ci siamo andati per sentire ciò che avevano da dire. Ci hanno fatto la corte, era il periodo che si formavano i partitini comunisti che consistevano di regola di un consiglio direttivo di 35 persone e di circa 3 persone di “massa”. Naturalmente ci volevano. Noi eravamo il proletariato quest’oggetto sconosciuto di piacere per gli studenti comunisti. Ma gli abbiamo ben presto chiarito  che non ci lasciavamo comprare da loro. Da allora eravamo già separati dagli studenti politici.

Naturalmente c’erano anche quelli che erano a posto, coi quali abbiamo puntualmente collaborato , ma in genere non avevamo niente a che fare con gli studenti, all’infuori che utilizzavamo l’infrastruttura universitaria quando volevamo fare un volantino o se si aveva bisogno di avvocati.

Anche gli studenti volevano avere la loro parte di libertinaggio, cosa che qualche volta scadeva nel ridicolo. In qualità di “proletario da esposizione” visitavo strani gruppi di lavoro, per esempio uno dove hanno letto Marx e Freud parallelamente. Il terzo volume de “il capitale” lo trovavo emozionante benchè il linguaggio ricercato mi stancasse un po’. La cosa si fece pittoresca quando affrontammo “Tre trattati sulla teoria sessuale di Freud” : gli studenti l’ intesero come istruzioni per il sesso di gruppo. Dopo una discussione di un’ora e mezzo si invocarono i fatti. Si pomiciava l’un l’altro e qua e la si vedeva un seno o una coscia ma nessuno si spingeva ad arrivare veramente al punto. Era tremendo. Presi appuntamento con una studentessa quasi normale per fottere e lasciai quello strano incontro. Nella nostra cerchia era diverso. Eravamo sciovinisti belli e buoni ma ancora non lo sapevamo. Però eravamo attraenti con i nostri capelli lunghi e le barbette ed eravamo liberi e selvaggi. Ciò evidentemente piaceva alle ragazze. Tutti scopavano con tutti e mi ricordo di poche relazioni stabili. Con le nostre comuni e progetti collettivi  nacquero i veri spazi liberi. Se tutti furono felici poi è un altro discorso.

Com’era l’aggregazione giovanile a Berlino?

La cultura giovanile proletaria era presente in tutta la città. Era il proseguimento di quella del dopoguerra, quando ancora ero troppo giovane, poi dagli anni 50 arrivarono i Rockers, che non sono paragonabili con quelli di oggi. Questi ascoltavano Elvis, Bill Haley i Fat Domino. Loro erano già malvisti dall’ambiente circostante, in particolare dagli adulti, perchè il mondo era pieno di Nazi. Qui da noi agli elementi tradizionali della contestazione del 68 si aggiungeva un’altro elemento, il “Non ti fidare di chi abbia più di trent’anni” che non era certo rappresentazione di arroganza giovanile ma che era quintessenza della domanda , ma il tipo che ora ha 40 anni, che ha fatto al tempo dei nazi?”. Faceva lo stesso se era tranviere, dentista. Con tutta questa gente bisognava mettere in conto che se avevano una certa età, avevano anche un passato losco. Non tutti certo, però considera che pochissimi sono stati condannati. Gli alleati hanno eseguito 3000 condanne a morte sino al 1947. Se fosse stato per me ne avrei appesi 300000.

Come accennato, c’era una spiccata sottocultura giovanile che non disponeva però di molta cultura, ma aveva il proprio stile che è cambiato col tempo. Per esempio mio fratello, 8 anni più vecchio di me, aveva i capelli corti  ingelatinati e un ciuffetto a coda d’anatra dietro.

Dal 1965 fummo il primo gruppo con i capelli lunghi e che sentivano altra musica che Elvis e  Bill Haley che trovavamo un po’ noiosi. Era questa la differenza.

Ricordi il famoso concerto degli Stones del 1965 o simili episodi di rivolta giovanile pre 1968?

I primi tafferugli iniziarono proprio a metà anni60 inqueste occasioni, quando suonavano queste Band che adoravamo . Ma che razza di biglietto che chiedevano : 20 marchi. A qualcuno venne l’idea: ci raduniamo là davanti e appena siamo abbastanza entriamo. La prima avvenne al concerto di Waldbühne dove non ero presente, ne ho sentito il racconto da mio fratello che era stato arrestato. Gli Stones poi contribuirono al casino finale: provocarono il pubblico e negarono il bis: alla fine furono evacuati con un elicottero militare inglese. Gli sbirri presenti non poterono evitare la devastazione del teatro.  Anche dopo continuarono le devastazione e anche la metropolitana ne fece le spese. L’idea dell’entrare gratis si fece strada tra la gente e fece sì che ci fosse sempre guerriglia urbana all’entrata dei concerti.. Per quanto riguarda gli episodi simili c’erano i cosiddetti “assembramenti” come si chiamano in gergo giuridico. C’erano alcuni posti cioè dove si riunivano prima 5 persone , poi 20 e quiando ce n’erano 100 arrivavano gli sbirri e c’erano schermaglie.

L’esperienza che con la violenza si potesse ottenere ciò che  era altrimenti sarebbe stato irraggiungibile fu la prima e più importante politicizzazione di noi “capelloni” il “Blues,” come noi ci chiamavamo.

Quelli un po più grandi di me, la prima generazione dei Rocker erano militanti nei confronti degli sbirri e provocavano la società nel suo complesso, per quanto avessero tutti una qualifica lavorativa o un apprendistato alle spalle. Non erano disoccupati, ciò si verificò con il passo successivo della cultura giovanile, quando si lavorava ,malpagati, 2-3 giorni la settimana dagli schiavisti, così chiamavamo i datori di lavoro privati. Però bastava.

Poi rubavamo di brutto. Ci serviva cibo e carbone, e abbiamo rubato quasi tutto. Come gruppo di consumatori non eravamo particolarmente utili(ride).

Le prime forme di autoorganizzazione come quella dei “punti rossi”(iniziativa di boicottaggio dei mezzi pubblici contro il rincaro dei prezzi. Chi esponeva tali adesivi nelle auto,indicava la disponibilità a caricare passeggeri NDT) iniziò nel 1968 ad Hannover e noi la importammo a Berlino. Avevano tutti dei punti rossi all’auto, qualcuno anche pugni chiusi rossi. Per un buon periodo ha funzionato. Per il resto comunque viaggiavamo sempre facendo autostop.

Com’era il movimento anarchico allora?

C’erano ben pochi anarchici organizzati in quel periodo. I vecchi erano stati assassinati tutti dai nazi e le oranizazioni comela FAU(anarcosindacalisti) erano qualcosa di marginale. Constavano di 5 persone e nessuno di noi le conosceva. Erano vecchi reduci della guerra di Spagna che ci erano estranei perchè ci disprezzavano per i capelli lunghi considerandoci vagabondi.

L’ organizzazione anarchica è iniziata nel 1969 quando si formarono i gruppi che avevano letto i classici. Ci siamo orientati alle vecchie organizzazioni anarchiche comela CNT e la FAI in Spagna. Poi ci fu naturalmente una divisione: i più giovani erano simpatizzanti della FAI e quelli un po’ più anziani trovavano megliola CNT. Questiultimi erano un po più orientati verso il comunismo. Non abbiamo fondato grosse cose comela FAU ma abbiamo formato piccoli gruppi,cellule  di 5-6-7 persone. Gli studenti formavano le cellule rosse, noi di riscontro le  cellule nere, era l’unica forma di organizzazione che c’era per gli anarchici. I comunisti erano ordinatamente organizzati,avevano la loro disciplina di partito,il loro capo e cosi via. Non c’interessava,per noi erano sufficienti queste cellule dove si potevano fare benissimo cose illegali, che gli studenti non arrischiavano o che consideravano persino reazionarie.

Noi facevamo piccole azioni che si facevano meglio in un gruppetto. Poi ci organizzavamo in occasione di grossi avvenimenti come manifestazioni. Là avevamo il nostro blocco Nero, giovani delle cellule nere che si difendevano militanti, quando serviva , come davanti al consolato greco in occasione del primo anniversario del golpe die colonnelli nel 1968. Gli studenti si erano messi lì a tenere discorsi e dar volantini. Noi abbiam sfondato i loro cordoni e volevamo occupare il consolato,ma non ci è riuscito.

Tra le elite studentesche , per mela SDS era già diventata obsoleta nel 1967, quando con motivazioni assurde buttarono fuorila Kommune1. Inessa c’erano le persone più strane. Ci andai alcune volte come uno dei numerosi visitatori. Era formata in maggioranza da studenti, ma era diversa dalle altre formazioni del periodo. Era ispiratrice dell’opposizione extraparlamentare, era intelligente, divertente e imprevedibile. Opposizione extraparlamentare , studenti e non, lo eravamo tutti. Loro erano figure insostituibili e vere. Questi della SDS e i loro quadri dirigenti  , tranne poche eccezioni , erano gente che dopo i loro congressi erano invitati nei salotti borghesi a farsi leccare il culo dalla borghesia liberale.

Nel nostro blocco qualche volta avevamo bandiere che confondevano i comunisti, ad esempio apparivamo con una gigantesca bandiera lillà oppure un bandierone rosso con una gigantesca foglia verde di ganja nel mezzo,oltre naturalmente alle bandiere nere e rossonere. Agli studenti questo non piaceva e a volte c’erano risse con i gruppi comunisti specialmente conla SEW(unità socialiste di Berlino Ovest) che erano una propaggine della SED (partito di unita socialista tedesco,il partito stato della Germania orientale)il 1 Maggio del 1970.

Persino qualcuno tra gli studenti capì che protesta e resistenza si stavano mutando in una condizione duratura e non era più una protesta studentesca, ma un’insurrezione giovanile che scuoteva i pilastri della società. Oltre alle libertà individuali si lottava contro oppressione e sfruttamento in scuole università e fabbriche. Il nemico ricevette i nomi: imperialismo,capitalismo. La grossa cornice che racchiudeva tutto era la criminale guerra in Vietnam assieme alla lotta di liberazione in 3 continenti. La gioventù dell’allora mondo occidentale ribolliva ed era in fermento.

C’erano poi organizzazioni che erano una via di mezzo tra i gruppetti comunisti studenteschi, ce n’erano 5/6 a Berlino Ovest e noi,le cellule nere, organizzati in maniera più elastica, teoreticamente tra anarchismo e anarcosindacalismo. C’era un gruppo che si

chiamava PLPI( iniziativa per un partito proletario della sinistra). Erano quasi tutti giovani lavoratori ma non capelloni come noi , bensì con capelli corti. C’erano punti di contatto perchè venivamo tutti dallo stesso strato sociale. Erano in gamba, non hanno fondato l’ennesimo partito comunista ma hanno detto „noi fondiamo l’iniziativa per il partito, magari ad un certo punto il partito non lo vogliamo più,per questo fondiamo solo l’iniziativa per il partito“. Con loro c’era una collaborazione puntuale perchè erano molto convincenti. Ci siamo aiutati molto, anche alle manifestazioni. Tra loro c’erano anche seguaci del sindacalismo. Non erano dogmatici ma eccessivamente marxisti. Anche noi abbiamo letto Marx. É un economista che può servire e a cui fumano i coglioni[1] .

L’anarcosindacalismo era così diffuso come oggi?

È cresciuto col tempo. All’inizio eravamo un mescolone di varie tendenze. In maggioranza la gente si definiva anarchica, mentre la sovrastruttura ideologica che si aveva era molto differente. C’erano anche i socialisti libertari che si orientavano a Pannekoek e i comunisti consiliari secondo il modello olandese, Karl Korsch ecc. Gli anarcosindacalisti si sono formati a fine anni 60. Sono apparsi questi che prima della guerra si chiamavano FAUD e poi si sono riformati come FAU(unione lavoratori liberi).

Loro leggevano i classici che erano a sinistra di Pannekoek, molti olandesi e anche italiani come Malatesta.

Come si arriva all’esplosione della contestazione?

Già a metà del 1967 il clima era molto teso, nulla era come prima. A Pasqua 1968 poi la situazione escalò. I giornali di Springer incitavano di continuo alla violenza contro i capelloni in generale e Dutschke in particolare. Attraverso queste provocazioni delle teste calde della stampa un fanatico neonazista sparò a Dutschke che rimase a lungo in pericolo di vita. Per noi era subito chiaro: Anche Springer ha sparato. Il vignettista che provocava nei  giornalacci di Springer , era competente in materia . Già negli anni 30 e 40 faceva la stessa cosa per la famigerata stampa razzista del regime. In molte città fu impedita con la violenza la consegna di quel sudicio fogliaccio. Nel tentativo di assaltare il grattacielo di Springer , in quella che oggi èla Dutschkestrasse, fui arrestato per la seconda volta.

 

C’erano contatti con i gruppi esteri e quelli clandestini?

Clandestini solo con gli spagnoli. Avevamo punti d’appoggio in tutta la città ed eravamo riconoscibili come capelloni, in maggioranza con le stelle o i simboli contro l’atomica.

Se per esempio arrivava un gruppo di anarchici spagnoli alla stazione, cercavano per prima cosa i „capelloni“,poi domandavano da dormire, si entrava nel discorso, si fumava una cannetta e veniva fuori che erano anarchici di Barcellona che volevano visitare la città. C’erano poi precisi contatti. Con gli spagnoli era più difficile perchè c’era ancora Franco. Non avevano certo i capelli lunghi, erano più „discreti“.

A Berlino ovest venivano socialisti libertari da tutto il mondo. Ho conosciuto anarchici inglesi,australiani,scandinavi e persino un’anarchica islandese (ride). Naturalmente anche dagli USA e dal resto d’Europa, tranne che dal blocco orientale.

C’erano molti contatti con persone estere. Era un misto di persone politicizzate e non potiticizzati, elemento connettore era la cultura giovanile di andare meno possibile al lavoro, aver capelli lunghi, farsi canne trincare e scopare fino a che non viene il dottore. In questa sottocultura c’erano naturalmente anche  persone acculturate con le quali si potevano tenere lunghe ed interessanti discussioni. Non era così semplice ma si usava l’inglese.

Ho conosciuto un gastarbeiter(=lett. lavoratore ospite), per quanto trovo più appropriato il termine dei nazi „(Fremdarbeiter“=lavoratore straniero),perchè gli ospiti non lavorano è un controsenso. Insomma questo tipo era più giovane, però gli anarchici che ho conosciuto di Milano e Torino non volevano aver niente a che fare con i lavoratori immigrati perchè per loro erano troppo reazionari. C’erano dei figli di lavoratori della mia età che avevano più problemi con  loro, di noi con i nostri genitori nazi.

Hai ricordi di quel 2 Giugno 1967?

Il 2 Giugno lo scià di Persia era atteso in visita ufficiale a Berlino. Sul suo regime di polizia sapevamo già qualcosa, mentre il popolino lo conosceva solo per la sua sgualdrina , beniamina dei rotocalchi rosa. La gente sapeva benissimo che lui aveva ripudiato la prima moglie  che non poteva avere figli e tutte queste sciocchezze di corte, ma che razza di delinquente fosse, la maggioranza lo ignorava. La sera prima all’università vidi e sentii Rudi Dutschke, una persona di grande valore che mi lasciò una durevole impressione. Chiamò apertamente alla resistenza violenta, alla quale avevamo diritto, ma di cui avevamo anche il  dovere.

Ero alla manfestazione e fui arrestato. Eravamo davanti al municipio di Schöneberg quando arrivarono lo Scià e la sua sgualdrina.

Il borgomastro Albertz non riuscì a farlo entrare nel municipio senza che fosse bersagliato dalle grida “ assassino assassino”. Molti studenti avevano sacchetti di carta con su stampato le facce dello scià e della moglie con buchi per gli occhi.

C’erano poi i cosiddetti „persiani esultanti“ agenti del SAVAK con i loro bastoni dei cartelli che hanno iniziato a bastonarci. Naturalmente ci siamo difesi.

La polizia impiegò la sua tattica “a salsiccia”: quella cioè di ficcarsi nel mezzo del gruppo di dimostranti per poi dividerlo in due tronconi. Il risultato furono molti feriti e uno studente in fuga ucciso da un poliziotto in borghese.

Gli sbirri hanno lasciato fare a questi agenti del SAVAK. Da lì si è sviluppata una simpatica amicizia tra sbirri e agenti del SAVAK. Per esempio nel 1968/69 c’era un collegamento stretto tra sbirri e criminalità organizzata persiana. Erano persiani quasi tutti ex SAVAK che poi sono diventati grossa criminalità organizzata. Gli ufficiali di polizia che poi gli erano amici si pigliavano le loro mazzette.

Dopo la carica mi ritrovai pigiato contro un portone e preso a manganellate. Poco dopo mi ritovai in questura. Là incontrai anche Fritz Teufel, che era stato arrestato dopo di me. Per la prima volta feci tutta la trafila: mi presero le impronte e mi fecero le foto di fronte e di profilo. Sbirri incazzosi picchiavano coi manganelli sulle sbarre e ci urlavano. Poco a poco si fece strada la notizia che i dimostranti avevano sprangato a morte un poliziotto, davanti all’opera dove lo Scià e il borgomastro volevano allietarsi con “il flauto magico” di Mozart. Per noi  la musica era ben diversa “Con una marmaglia come voi Hitler avrebbe fatto un processo lampo” ecc. Dopo un po si seppe invece che non era morto un poliziotto ma lo studente Benno Ohnesorg ucciso da una pallottola di uno sbirro in borghese.

Riguardo alla collaborazione tra ex SAVAK e sbirri si trova un volantino degli Haschrebellen intitolato “Distruggi il Park”

Sì. il “Park” era sulla Kudamm ed era di proprietà di un ex agente del SAVAK e gli sbirri lo proteggevano. Là vendevano droghe tagliate con il beneplacito della polizia e quando gli sbirri facevano una retata, i grossi spacciatori persiani non c’erano mai e quelli piccoli berlinesi avevano noie. In questo periodo molti ex SAVAK hanno fondato una specie di mafia con la protezione della polizia e hanno tentato di far fuori la mafia tradizionale berlinese. C’era per esempio la banda Speer, due fratelli molto famosi del crimine organizzato. I loro affari erano droghe,prostitute,armi. Tra i due gruppi si arrivò alla resa dei conti: ci fu una sparatoria nella Bleibtreustrasse, una via laterale pressola Kudamm. Sisono affrontati per 20 minuti con i mitra e gli sbirri non sono intervenuti. Gli sbirri hanno chiusola Kudammall’altezza della Knesebeckstrasse e li hanno lasciati sfogare. Ci furono morti e feriti. In seguito i titoli sui giornali riportavano le dichiarazioni del capo della polizia Neubauer “i ragazzi non avevano queste intenzioni”.

Cioè una sparatoria di 20 minuti con morti e feriti e lui se ne esce con “non era nelle loro intenzioni”. Neubauer era fortemente sospettato di avere rapporti privati con questa mafia , ma un processo non ci fu mai.

Da parte nostra abbiamo assaltato anche spacciatori d’eroina,prendendogli la roba e gettandola nel canale proprio nel punto dove vi avevano gettato Rosa Luxemburg. Era il nostro piccolo omaggio a Rosa Luxemburg. Ne abbiamo buttata via per un paio di centinaia di migliaia di Marchi ,perché nella mia cerchia era tabù. C’erano naturalmente altri Haschrebellen che fumavano anche oppio e si facevano le pere.

Con i persiani abbiamo avuto grossi problemi. Era una situazione critica. In un nostro punto d’appoggio hanno sparato dentro con i mitra. Abbiamo pensato “ok, rimaniamocene buoni”. Non avevamo ancora pensato ad armarci. Con loro non volevamo attaccar briga. Da queste schermaglie era chiaro che da una parte c’era l’ambiente dei cannaioli dove molti di noi stessi portavano il fumo dall’India,Afghanistan o Marocco,mentre l’eroina era sin dall’inizio una roba di mafia, soprattutto USA e persiana. Con loro non volevamo avere nulla a che fare.

Come e quando nacque il “consiglio centrale dei ribelli dell’hashish vaganti?”

Fu quasi un caso. Eravamo svaccati sulle aiuole a rollare e visto che allora c’erano una mezza dozzina di “consigli e comitati centrali” di questi partitini studenteschi ci siamo detti “anche noi dobbiamo fondare un comitato centrale”. Non ricordo più chi ha inventato il nome. Forse era Kunzelmann. Abbiamo anche firmato volantini con quel nome anche se erano scritti da gruppi differenti. Ci fu anche un consiglio centralle degli alcolizzati(Wermuthbruder, lett fratelli del vermut). Come già detto ai margini si sconfinava col vagabondaggio, molti erano apolitici ed avevano in comune solo i vestiti colorati oltre alla provenienza sociale. Questi ultimi non erano interessati ai cambiamenti ed avevano in testa solo le droghe o i loro affarucci. Questa realtà marginale si sfilacciava. C’era un nucleo di gente politica e poi ai margini questo substrato di proletari.

Ricordi il famoso Smoke-In A Tiergarten dell’estate 1969?

Sì fu molto divertente. In quell’occasione arrestarono Georg von Rauch. Gli sbirri non ci hanno capito nulla. La gente portava in giro enormi joint, naturalmente erano imitazioni e gli sbirri non capivano. Ci furono poi anche schermaglie, loro erano in giro a cavallo e ci fu qualche pestaggio, ma Georg fu il solo ad essere arrestato. Lui era completamente sballato. Giaceva in un cespuglio. Aveva mangiato dei biscotti all’hashish troppo potenti. Così gli hanno fatto la lavanda gastrica e trovato 0,3 grammi di Fumo . Per questo finì in carcerazione preventiva.

Avevamo sempre noie con loro. Per esempio c’era “l’impenetrabile tetto per viandanti” nella Fasanenstrasse a Charlottemburg. Era un punto d’appoggio per fumatori. Così gli sbirri vi fecero una retata arrestando 80 minorenni e portandoli in riformatorio. Non l’abbiamo lasciata correre. Il giorno successivo eravamo là in 200 e bruciarono le auto degli sbirri e si arrivò al dunque.

Tali “negozi” erano solo temporanei. Non avevamo posti dove eravamo soli. Per questo iniziammo a occupare(o ci provammo).

Poi a Dicembre 1971 occupammola Georgvon Rauch Haus a Mariannenplaz. Lui era stato ucciso il 4 Dicembre. Prima avevamo già occupato una fabbrichetta vuota  lì vicino. Era sui 200 mq2 uno o due piani. Era una fabbrica che era fallita, ma i locali erano ancora buoni. Abbiamo potuto tenerla solo un paio di giorni poi ci hanno cacciato. Oltrela Rauchhausci fu anche un’altra storia, il Drugstore nella Motzstrasse. Quello che c’è oggi (Potsdamerstr180) è l’erede. Avevamo fondato un club giovanile . Ci chiamavamo  ASI Kommune 2. Dove ASI poteva significare sia AnarcoSindacalisti ma anche Asociali. Una ASI 1 però non ci fu mai. Giocavamo sempre con le parole perché non è che prendevamo tutto sul serio.

Avevamo dabbasso una birreria e di sopra una sala da tè ed un negozietto del commercio solidale. Pensa , già allora nel 1971. Poi c’era una libreria con testi quasi esclusivamente anarchici che ho organizzato io. Gli altri hanno pensato a Birreria, sala da te e bancone. Ci davamo il cambio.

All’inizio avemmo problemi coi papponi del luogo perché pensavamo che avremmo portato gli sbirri, cioè che ci sarebbero stati più sbirri per la nostra presenza. Avemmo un paio di contrasti con loro , ma tutto si risolse bene.

Poi smettemmo di pagare l’affitto e tenemmo il posto per altri 6 mesi.(48.00)

Prima di chiamarsi ribelli dell’hashish ci chiamavamo semplicemente „il blues“. Quella dei ribelli dell’hashish era solo una spiritosaggine, una farsa. Gli altri invece ci chiamavano capelloni o vagabondi. Quando Georg von Rauch fu ucciso davanti casa mia, c’era già uno sviluppo diverso:la RAFsi era costituita con la liberazione di Baader il 14/5/70. Noi lo trovammo giusto e il dibattito iniziò in maniera concitata. Anche nei giornali della sinistra radicale-allora collaboravo con 883,poi ho partecipato alla fondazione di FIZZ,il giornale successivo. Allora si ponderava in maniera molto marcata la lotta armata. Questo condusse al termine dell’esperienza dell’883,perchè una parte della redazione non voleva portare avanti questo dibattitoper quanto fossero anarchici. Così fondammo il FIZZ dove la cosa fu ampiamente discussa e si iniziò ad acquisirne le tecniche necessarie.

Abbiamo provato un paio di volte a far un colpo di mano per appropriarsi del giornale ma non ci è riuscito. La redazione dell’883 si è sciolta e alcuni di loro tra i quali il sottoscritto ha fatto FIZZ così che c’era un quotidiano dove tutti potevano discutere.

Di 10 numeri di FIZZ 9 furono vietati. Del giornale c’è una ristampa. Di questo libro ho scritto l’introduzione.

Poco tempo dopo è stato ucciso Tommy Weissbecker ad Augusta(2/3/72). Allora c’era giàla RAF. Unpaio di loro li conoscevamo e ci furono tentativi di reclutamento, come nel caso di Georg von Rauch. Bisogna purtroppo dire che Georg veniva da una famiglia altoborghese. Suo padre era uno storico molto famoso. Ciononostante era uno di noi ,per così dire. Ovviamentela RAFvoleva gente così.

Hanno provato a reclutare anche noi,persino con la forza qui a Berlino Ovest. Adesso eravamo costretti pure noi ad agire. Da una parte c’erala RAF,le cui azioni all’inizio le trovammo ok. “Finalmente succede qualcosa” ci dicemmo. Ma non volevamo fare le cose con loro perché per noi erano troppo rigidi, con tutta quella paccottiglia di Lenin, Mao Tze Tung ecc. Noi invece abbiamo letto i classici anarchici. In particolare Lenin ci faceva proprio schifo.

Così si era arrivati a dover agire pure noi. Eravamo una mezza dozzina di gruppi anarchici militanti  a Berlino Ovest: Ratti Neri, Tupamaros Berlino Ovest e molti altri nomi per la stessa cerchia di gente. Un po di mimetismo no?

Poi all’inizio del 1972 abbiamo concordato un incontro clandestino in una ex panetteria di Kreuzberg nella Waldemarstr o Wranglerstr , non ricordo bene.

Qualcuno l’aveva affittata e ne aveva fatto una sorta di comune. C’erano delle officine e una cantina che ci era stata messa a disposizione. Là ci incontrammo con 7/8 persone dai vari gruppi. All’incontro fu deciso di rimanere in contatto con quelli della RAF ma di non esserne membri.

Si decise cioè di agire per conto proprio e di farlo chiamandosi “movimento”.

All’epoca io ero già illegale. Sono andato in clandestinità nel Gennaio 1972. Ebbi un incidente con una BMW rubata in Germania Ovest e in un guanto c’era un visto perla DDRcon la mia carta d’identità. Ci fu una sparatoria in un campo e me la dovetti squagliare. Così ero all’improvviso clandestino. All’epoca stavamo guardandoci intorno,procurandoci armi,falsificando documenti rubando auto ecc. Dovevamo tirar su l’infrastruttura auto,armi , munizioni, macchinari per la falsificazione di documenti . Questa fase iniziale mi ha sorpreso, ma quando ci fu quest’incontro c’erano già un paio di persone in clandestinità e si erano fatti i primi colpi in banca.

Dopo aver deciso per “movimento” qualcuno arivò all’idea del 2 Giugno credo che fosse Gabi Kröcher Tiedemann e da allora ci muovemmo in clandestinità.

Con lei ci sposammo a fine 1971 perché il senato Berlinese dava 3000 marchi di credito a ogni coppia che si sposava a Berlino. Quei soldi ci servivano per comprare armi(ride). Al mio processo principale(1979/80) ho sporto denuncia in tribunale contro il senato berlinese per “fiancheggiamento a unione/associazione temeraria” perché senza soldi non avremmo potuto aver le armi (ride).

Com’è la storia del “Programma della 2 Giugno?”

Viene da me (sorride alla mia espressione stupita). Orso e Ronny sono pure morti dalle risate in tribunale quando gli è stato letto(1976/77). Loro hanno risposto “Benissimo. Vogliamo anche noi sapere chi l’ha scritto!”.

Lo scrissi assieme ad un compagno ma non eravamo ancora arrivati a distribuirlo.

Poi a fine 1972 sono andato all’estero per fondare una “filiale” a Stoccolma. A metà1972 l’abbiamo scritto ma non l’avevamo ancora sottoposto a discussione generale. Anche gli altri Ralf,Ronny ed Inge Viett dicono che riflette lo stato della discussione e qualcuno l’ha portato su carta. Non era una mia idea, io l’ho solo formulata per iscritto.

A metà 1972 ci furono i primi arresti, il nostro gruppo se l’era già squagliata in Germania Ovest. Ci siamo detti “per prima cosa facciamo un po di banche, ci servono soldi”. Qualche volta abbiamo lasciato volantini per confondere le tracce , es “L’armata rossa della Ruhr” che di fatto non esisteva. Non volevamo firmarci “Movimento 2 Giugno” ma bensì volevamo che gli sbirri seguissero una pista falsa.

Ci sono degli stolti che oggi credono che sia esistita davvero, mentre ci fu solo negli anni 20.

Io stesso ho pensato che la “Rote Ruhrarmee” fosse il gruppo attorno a Werner Sauber

No ,noi eravamo nella Ruhr. Il gruppo attorno a Werner Sauber era nella Germania del nord (Werner Sauber fu però ucciso nella Ruhr, a Colonia il 9/5/75 ndt). Eravamo due gruppi distinti con contatti solo informali. Il gruppo attorno a Sauber non aveva nome. A parte lui, che veniva dalla 2 giugno, gli altri venivano da altri ambienti ed avevano come modello le Brigate Rosse. Anche Ralf e Ronny hanno saputo solo dopo 20 anni che l’armata rossa della Ruhr non esisteva. Pure loro la rammentano nel loro libro.

Come si può definire il movimento 2 Giugno?come anarchico?che frazioni c’erano al suo interno?

No, anarchico non si può definire. L’idea di se stessi delle persone era troppo differente. Io mi sono definito anarchico così come altri, ma c’erano anche comunisti consiliari ed anarcosindacalisti. Non eravamo una realtà omogenea. Ciascuno aveva la sua valutazione ad esempio sulla guerra civile spagnola o sulle lotte operaie degli anni 20.

Come furono le prime azioni?avete cercato di saldarvi alle lotte per la casa o ai conflitti operai? Fai degli esempi….

Le prime azioni non furono sotto il nome di 2 Giugno ma di questi gruppi che già c’erano. Abbiamo partecipato alle manifestazioni , attaccato le varie mafie(banche ecc). Quasi ogni notte uscivamo per incendiare una banca. Poi il Vietnam. Abbiamo incendiato veicoli militari USA. Iniziammo nel 1967, poi dopo il massacro USA di Mi Lai la cosa si intensificò. C’erano poi altri conflitti come quello dell’occupazione  inglese nell’ Irlanda del Nord.

Parli di azioni in riferimento al Bloody Sunday(Febbraio 1972)?

Sì. Prima ci fu un altro attentato ma la bomba non esplose. Poi un gruppo del 2 Giugno ha piazzato un estintore preparato davanti alla sede dello Yachtclub, che era frequentato non da soldati semplici ma da ufficiali. Loro avevano un portiere tedesco che ha visto che era una bomba e l’ha messa in morsa provando ad aprirla con martello e scalpello. Così è saltato in aria. Naturalmente è brutto che finisca così con la morte di uno che è solo stupido ma che non c’entra niente e non meritava certo di morire. Avrebbe potuto chiamare sbirri ,pompieri o che so io, invece di fare una stupidaggine del genere.

Abbiamo tentato di innestarci sui conflitti di classe che c’erano ,secondo il nostro programma. Per esempio a Berlino c’erano ditte che si sono istallate a Berlino ed hanno ottenuto sovvenzioni estremamente alte. Questi erano modelli d’ammortamento, poi hanno licenziato tutti o una parte degli operai, oltre a fare mobbing.

Così abbiamo più volte fatto attentati incendiari o dinamitardi contro queste ditte, oltre a bruciargli le auto.

Poi c’è la storia della REFA [4]. Funziona così: sei alla catena e dietro ti sta attaccato uno con penna e cronometro. Per andare al cesso devi comunicarlo così che venga un sostituto, perchè la catena non si può fermare. Il sostituto prende il tuo posto e quando torni dal cesso , trovi questo tipo che dice: sei stato 7 minuti ed è troppo. Avresti dovuto farcela in 5.

Così ci siamo occupati di questa gente in modo un po manesco. Le legnate le hanno meritate. Erano anche loro proletari; il classico esempio di trascuratezza del proletariato, per quanto avessero un trattamento migliore.

Abbiamo anche saccheggiato i supermercati in una decina, ma queste erano azioni da Haschrebellen e non da 2 Giugno. Facemmo anche programmi pirata con un paio di persone. Gli ci volle un bel po’ prima di scoprire il trucco. Ci rilevavano subito; una trasmissione pirata era scoperta in 15/20 minuti.

Mettevamo sempre il trasmettitore su un tetto, attaccavamo lo stereo e l’antenna e via. Gli sbirri la trovavano in seguito, rilevando il segnale.

Eri al campeggio anticarcerario di Ebrach e al successivo viaggio in Italia e Palestina?

No ma già nel 1970 sono stato da solo in Libano, perchè avevo contatti con il PFLP, che era in amicizia con Al Fatah pur essendo un’ organizzazione distinta.

Ho aiutato alcuni palestinesi con documenti e permessi di soggiorno falsi. Li ho conosciuti in una birreria e ho deciso di aiutarli . In quel periodo c’era molta collaborazione internazionale. Ho aiutato anche dei compagni greci.

Con i palestinesi fu una breve parentesi[5] perchè mi hanno invitato ad una formazione militare, mentre di solito si doveva pagare 20000 Marchi per fare un addestramento militare in Libano. Sono rimasto solo una decina di giorni perchè non potevo sopportare il loro antisemitismo. Quando sapevano che ero tedesco mi dicevano “Ahla Germania. Voi con Hitler avete preso la strada giusta con gli ebrei”. Dopo una settimana di pacche sulle spalle e motteggi del tipo “Che grand’uomo quell’ Hitler. Questi ebrei li dobbiamo buttare in mare ” mi avevano proprio rotto le palle. Non li potevo sentire più.

L’antisemitismo dei palestinesi faceva schifo perchè si rivolgeva contro la gente comune, i sopravvissuti all’olocausto, non contro il regime di assassini, ma contro la gente normale. Non dicevano “lo stato d’Israele è una merda” bensì” gli ebrei sono delle merde”. Questo non potevo accettarlo ; così mi son dato alla macchia e sono tornato in europa. In quel periodo c’era la guerra civile.  A Beirut comandava Al Fatah e in quel periodo c’erano sparatorie continue coi falangisti. I palestinesi erano cristiani e non mussulmani , ma c’erano comunque scontri con i falangisti di destra. Anche il PFLP pur non essendo islamici erano antisemiti. Avevano una specie di cortocircuito della sinapsi . il loro ragionamento era Palestina→palestina occupata da israeliani→gli israeliani sono ebrei→gli ebrei sono delle merde. Il loro orizzonte cognitivo era così semplificato. Io che mi ero interessato molto sul nazismo e sui sopravvissuti dell’olocausto non potevo sopportarlo e dopo 10 giorni ero gia a Cipro. L’avrei fatta volentieri questa formazione militare ma a sentire certi discosi ti veniva il magone.

Riguardo alla nostra organizzazione c’è da dire che dovevamo procurarci una sovrastruttura teorica e  imparare dai gruppi esistenti : i Tupamaros, il MLN, ALN ecc.

Il manuale di Marighella era come una bibbia, ma c’erano anche altri testi di guerra di bassa intensità o come si dice oggi di “guerra asimmetrica”.

Ci siamo impegnati su questo piano costruendo l’infrastruttura illegale necessaria: appartamenti, auto, cperture. Ma al tempo avevamo ancora buoni contatti con la base legale. Col tempo le cose sono cambiate, anche loro come noi avevano i primi “pentiti”. Da quando Brockmann si è messo a cantare, la cosa divenne più precaria. Uscirono subito i manifesti segnaletici e in quelli c’ero anch’io. Lui ha fatto arrestare un po di gente e tra loro anche quelli  nella cerchia dei simpatizzanti.

Ci furono anche un paio di ragazze tossicomani che sono state ricattate dagli sbirri che gli sventolavano davanti la bustina in cambio di una firma sul verbale.

Hella Maher e Annekatrin Brunn sono però del periodo degli Haschrebellen e hanno inguaiato in particolar modo Von Rauch. Brockmann fu arrestato nel 1973, su indicazione di Sommerfeld e Schmücker.

Con quei due nessuno voleva aver a che fare. Li ho conosciuti anch’io. Era chiaro sin dall’inizio che con quei tizi non bisognava nemmeno parlarci, semplicemente erano sospetti. Altri , come Inge Viett si sono fidati di loro. Lei era di animo fiducioso. Quando furono arrestati a Maggio1972 aBad Neuenhar; iniziò la carriera di Schmücker come agente del Verfassungsschutz.

Avevo conosciuto Sommerfeld e Schmücker già nel 1970/71. Vennero alle assemblee aperte di Fizz nel Centro Socialista, facendoci subito una brutta impressione.

Qualcuno poi  ha sparato a quell’idiota di Schmücker. La cosa non è chiara ancor oggi, ma è probabile che un altro agente gli abbia sparato: Jürgen Bodeux. Era parte di quel gruppo con quella stupida vacca di Ilse Schwipper Jandt che si improvvisò tribunale della Fema (così si indicava nel medioevo gruppi che uccidevano chi era stato condannato dall’opinione pubblica).

Ciascuno può far ciò che vuole ma questi volevano mettersi in risalto uccidendo questa spia che tutti conoscevano, che era assolutamente tagliato fuori e che era sempre preso a puntate nella scena. Così lo fecero fuori, penso che fosse Bodeux. Al mio processo avevo diritto come accusato a fargli delle domande. Gli chiesi solo : “Signor Bodeux, come si è sentito quando ha assassinato Schmücker?”. Lì ha sbroccato di brutto. Gli cadde la penna di mano e sembrava un folle. Era la reazione tipica di uno che si sente sgamato.

Non lo posso provare però…per lo meno è quello che ha portato l’arma che poi è rimasta per anni nella cassaforte del Verfassungsschutz.

Pensi che Bodeux fosse già una spia , perchè se ne leggono delle belle su di lui (spacciava di tutto , rubò i soldi al soccorso rosso di Colonia ecc) oppure è diventato dopo l’arresto?

Si sapeva già che in questo gruppo attorno a Ilse Jandt erano infiltrate delle spie, per questo non li abbiamo incontrati da clandestini. Penso che Bodeux fosse stato infiltrato lì ed abbia partecipato all’azione di Krumme Lanke. L’azione fu stupida. Il tipo era solo un cretinetti che era conosciuto ed era assolutamente inutile ucciderlo. Ci furono discussioni all’interno della 2 Giugno tra chi l’accettò e chi no.

Cosa strana è che a Krumme Lanke c’erano molti soldati americani quella notte. Sono stati loro che hanno trovato il cadavere. Anche il Verfassungsschutz bazzicava da quelle parti. È molto dubbio ciò che sia successo. Probabilmente volevano preparare una trappola a qualcuno della 2 Giugno, perchè fummo invitati a partecipare a questo tribunale della Fema ma rifiutammo. Il piano era che qualcuno di noi dovesse esserci. Poi non hanno impedito che la loro spia fosse uccisa. Tanto per loro era bruciato e non serviva più.

Com’è andata per te dal 1972?

Sono andato in Svezia dopo che avevano ferito e catturato Peter Paul Zahl a Düsseldorf. Ero con lui e l’ho scampata per un pelo. Il gruppo si è diviso e io son andato con 2 tipe in Svezia che poi sono rientrate dopo un anno a Berlino. Non era una scissione, ma abbiamo suddiviso il gruppo, armi denaro ecc. Dopo la storia di Zahl ci siamo detti “Dobbiamo fare una pausa, stiamo sbagliando qualcosa e dobbiamo per prima cosa riflettere. Poi Gabriele e altri erano più vicini alla RAF, anche per questo ci siamo divisi. Io ho riflettuto per qualche mese, ma non ebbi problemi ad integrarmi con gli anarchici svedesi. Nel nuovo gruppo c’erano anche molti stranieri: inglesi,greci, bulgari,messicani,peruviani, palestinesi e altri. Eravamo un gruppo molto internazionale. Non era una divisione dal Movimento 2 Giugno perchè mi sono detto “ok adesso facciamo una filiale”

Dopo che nel 1972 lasciai Berlino , sono tornato là un paio di volte l’anno. Volevo tornare già nel1975 aBerlino definitivamente, ma dopo la storia di Lorenz il terreno ci scottava sotto i piedi. Già nel 1973 ero a Berlino quando furono spiccati i mandati di cattura per le confessioni  di Brockmann. Per le sue infamate stavano quasi per scoppiarmi, ebbi un bel po’ di culo. Così sono tornato in Svezia.

Com’è andata lassù?

Nel 1975 avevo i piani per un’altra azione. In un giornale svedese ,quando ci hanno asciugato hanno parlato di Banda A e Banda B. La banda A ero io e il gruppo attorno a me, mentre il gruppo B erano degli anarchici svedesi in gamba che  tra le altre cose hanno brasato la prima filiale del Merdonald di Stoccolma e altre azioni di “battaglia culturale” (Kulturkampf) nella migliore delle accezioni, come far saltare in aria bancomat ecc.

Mi muovevo nella scena svedese. Ero fotografo e pubblicista con documenti falsi e c’erano pochi che sapevano chi ero in realtà. Mi sono mosso molto liberamente e ho fatto formazione per fotografo in un collettivo piuttosto noto. Lì solo uno sapeva chi ero.

Quali effetti ha avuto l’assalto dell’ambasciata tedesca a Stoccolma ad opera della RAF il 26/4/75?

Era il primo attentato in Svezia e la peggiore azione che ci sia mai stata. L’occupazione dell’ambasciata fu politicamente e militarmente una catastrofe. Sentendo di uccisione di ostaggi e roba del genere ti viene il vomito.

Se mi trovo in necessità e qualcuno mi punta un’arma è chiaro che sparo, ma uccidere ostaggi così lo trovo ripugnante.

A Berlino invece com’era la situazione?

Il gruppo di Berlino aveva buoni contatti con i compagni legali. Lo hanno mostrato nel 1975 quando , dopo il sequestro Lorenz, sono stati distribuiti 30000 volantini nel giro di 20 minuti. Questo dimostra che non potevano essere una decina di persone!.

Quando mi rimpatriarono dopo l’arresto ci fu il cosiddetto fine settimana di tortura, dove ci hanno maltrattato durante i riconoscimenti. Per la storia di Lorenz mi fu sospeso il processo.

Dai manifesti segnaletici risulta che non conoscevano bene il gruppo. Ci avevano ficcato Werner Sauber, Fritz Teufel e Angela Luther che è ancora in clandestinità.

Non è l’ unico caso. Per esempio c’è anche Inge Barz del Soccorso Nero poi RAF. Misero in giro la voce che fu uccisa nel 1972 dalla RAF perchè voleva mollare, ma non ci credo visto che ho avuto notizie di lei nel 1975. Era già dal1972 inclandestinità. Adesso si vive la sua vita in tranquillità sotto un’altra identità.

Hanno scritto che il perfido Baader l’aveva uccisa perchè lei voleva lasciare il gruppo e loro volevano diacciare un possibile testimone

Era stato solo un trucco dell’armamentario dei servizi, per vedere come reagiva e dalla reazione provare a localizzarla. Questi giochetti li impara un’agente nel primo semestre.

Com’era la relazione con le armi? Non c’era il pericolo che qualcuno facesse lo sborone?

C’erano situazioni differenti tra loro. C’era chi aveva scambiato il fucile per il proprio cazzo e quelli che invece erano tranquilli. Quando giri per un paio d’anni col pezzo prima o poi ti abitui. Di notte ce l’avevo sotto il cuscino, quando ero al cesso stava in terra accanto a me. Durante le visite era sul tavolo sotto un giornale. Ad un certo punto ti abitui e quando esci lo annoveri tra gli oggetti da prendere assieme alle chiavi e al tabacco.

C’erano anche persone che si montavano la testa. Qualcuno l’ho dovuto allontanare dal gruppo per questo. È probabile che in seguito ci abbia tradito. Era così affezionato alle armi, forse gli sembrava di crescere una spanna quando l’aveva in mano.

Come hai vissuto l’autunno tedesco in carcere?

Le storie di Schleyer e Mogadiscio provocarono il blocco dei contatti. Appena lo rimossero sottoscrivemmo un comunicato che circolò nelle carceri. In esso rifiutavamo tali azioni e che ci liberassero tramite tali azioni. Molti della 2 Giugno lo hanno sottoscritto.

Com’è che vi hanno scoppiato?

Non so rispondere a questa domanda. Probabilmente il servizio segreto svedese SEPO ci stava alle calcagna per un traditore e costui era un tipo che lo fece solo perchè gli avevo trombato la moglie. Sai Shit happens (ride).

Quali erano le differenze ideologiche e concettuali con la RAF?

Penso che con il suo agirela RAFabbia rovinato anche il nostro approccio alla lotta armata, in quanto si è esposta a questo scontro militare con lo stato che non potevamo vincere. Lo schierarsi militarmente contro lo stato era privo di prospettive sin dall’inizio. Avremmo dovuto procedere a piccoli passi con il nostro essere ancorati alla base, naturalmente anche azioni militanti, ma tutte queste azioni che si sono svolte erano troppo grosse ed esagerate, erano solo “Guerriglia libera guerriglia”.

Penso che l’esclusivo orientamento alla liberazione dei prigionieri sia stato una caratteristica peculiare della lotta armata tedesca. In Italia anche le BR si sono mosse in questa direzione (si pensi all’evasione di Curcio e Gallinari e al progetto poi accantonato di evasione di massa all’Asinara) ma la loro consistenza numerica  gli ha permesso di sviluppare anche altre azioni…

Avevo contatti con alcuni compagni di Lotta Continua con i quali ho discusso a lungo. Anche loro avevano la loro ala dura e quelli che invece volevano condurre una lunga guerriglia di bassa intensità con piccoli “colpi di spillo” e non con queste grosse azioni che possono andare solo storte, perchè militarmente non sono da vincersi.

Così si arrivò a queste azioni di merda come la storia dell’ambasciata a Stoccolma o tutta la storia di Schleyer , per quanto quel criminale nazista la morte se la sia meritata. Non era però pensabile che con quel criminale ottenessero prigionieri, era escluso sin dall’inizio. Dopo la storia di Lorenz era chiaro che non ci sarebbero stati più scambi.

Per uscire devi inventarti qualcos’altro. Io per esempio provato la fuga 2 volte. Una volta ero preparato in maniera adeguata ma sono stato tradito da altre persone al cui aiuto mi ero affidato.

A quando risale la rottura con la RAF?

Vedi quando per esempio si spara ad un passante durante una rapina in banca c’è qualcosa che non va. Siamo forse maiali come quelli che combattiamo?? Gente del popolo non dovrebbe mai essere danneggiata e agli sbirri si dovrebbe sparare solo per legittima difesa. Non puoi sparare alla gente normale solo per denaro o per aprirti la strada per fuggire. La storia iniziò nel 1972 con Springer. Poi abbiamo scaldato[6]   tutti i contatti e volevamo una discussione conla RAF.

C’erano anche altri gruppi legali, come il gruppo di lavoro di Amburgo e altri. Volevamo un confronto perchè quest’azione era stata una cazzata , mala RAFha rifiutato. La risposta che abbiamo ottenuto era più o meno : che Springer fosse così stronzo avremmo potuto immaginarlo. C’est la vie”.

Con gli attacchi alle basi USA a Heidelberg era d’accordo ¼ della popolazione.

Dopo le bombe a Springer la contro insorgenza andò avanti colpo su colpo. Queste strategie puoi leggerle da Frank Kitson[7] , un teorico dei servizi segreti. Dopo Springer iniziarono gli annunci di bombe nelle stazioni. Tutto fu causato da questa stupida azione della RAF, loro hanno rovinato tutto. Avremmo dovuto proseguire su bassa intensità, magari  per molti anni. Non puoi riproporti di servire il popolo e poi danneggiarlo. Entrambe le cose non vanno. Avrebbero dovuto farla esplodere di notte quella bomba. Si trova sempre un mezzo.

Mi ricordo che una volta piazzai una bomba in una camera del lavoro. Un estintore. Son andato lì di giorno con la mia tuta da lavoro, ho preso il vecchio estintore e l’ho sostituito con uno nuovo (ride). Ho salutato il portiere e me ne sono andato. Ho aspettato tutta la notte che la bomba esplodesse. Doveva saltare in aria alle 2. 230, 300, 330 , ancora niente. Si fecero le 4 e alle 5 arrivavano quelli delle pulizie. Sudavamo freddo. Non potevamo aspettare che quelli venissero e succedesse qualcosa. Così sono entrato in nottata facendo uno scasso per riprendere quell’estintore. Non so cosa non avesse funzionato. L’ho gettato nel canale, penso sia ancora là(ride). Era troppo pericoloso smontarlo. Fu un grosso rischio introdurmi nell’edificio. Di giorno vestito da operaio non era nulla , ma  fare uno scasso di notte con l’allarme era molto più pericoloso.

Per me il rischio era indifferente, perchè era molto più importante che nessuno del popolo fosse ferito.

[1] Dimostra qui quello che sai fare. (vedi nota su Reinders-Fritzsch)
[2] hauptverteiler
[3] fernmeldeturm
[4] “comitato statale per l’indagine sui tempi di lavoro. È la più antica e significativa società per l’organizzazione del lavoro, delle aziende e dello sviluppo d’impresa.
[5] Ausrutscher!)scivolone 2) gaffe???
[6] Gluehen lassen=????
[7] (1926) uno dei teorici della guerra di bassa intensità e delle operazioni “sotto falsa bandiera”. La creazione di “false gang” fu usata ad esempio in Kenia con i Mau Mau, le cui azioni terroristiche servivano a screditare il movimento di liberazione o in Irlanda del Nord , dove gruppi paramilitari inglesi assassinavano cattolici passando per lealisti. Al Quaeda è il prodotto contemporaneo di questa filosofia.
 [1]mit schwielen am Arsch= coi calli al culo
Per un’esauriente storia della formazione di guerriglia urbana tedesca “movimento 2 giugno” è utile il libro di Sergio Rossi “Venga un giorno meraviglioso come oggi
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2 risposte a Guerriglia in Germania: colloquio con un compagno del “movimento 2 giugno”

  1. Pingback: Entretien autour du Mouvement du 2 Juin, groupe armé en RFA – ★ infoLibertaire.net

  2. S. ha detto:

    Knofo si e´suicidato il 16 Settembre 2016 in quanto malato incurabile.

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