I campioni mondiali della carcerazione

La grande incarcerazione del nuovo secolo

Graduatorie, classifiche, record e medaglie nelle recenti olimpiadi ne hanno diffuse a iosa… la graduatoria dei grandi incarceratori se la sono dimenticata:

al primo posto: Stati Uniti d’America con 751 su 100mila abitanti (2010)

al secondo posto: Russia con 627 prigionieri per ogni 100 mila abitanti. Il numero dei prigionieri in attesa di giudizio era 282 mila del 2000 è cresciuto ai 345 mila del 2003, queste prigioni sono le peggiori camere speciali in Russia

 Negli USA ci sono quindi più di 2,3 milioni di prigionieri, più dello 0,7% della popolazione. Ci sono altri 4,8 milioni di persone che sono libere su cauzione, con la condizionale, o la sospensione della pena (on parole). L’aumento è stato eccezionale a partire dal 1975. Il trend di crescita non si è ancora arrestato, continua a salire; nel 2009 – ultimo dato – l’aumento è stato dello 0,2%.

Quindi 7,2  milioni di statunitensi sono sottoposti al controllo del sistema penale: uno su 32. A questi occorre aggiungere 5 milioni di ex detenuti che hanno perso il diritto di voto.

Gli Stati Uniti hanno meno del 5% della popolazione mondiale e hanno circa il 25% della popolazione carceraria mondiale.

Per reati connessi al traffico di stupefacenti nelle prigioni statali ci sono il 21%, mentre il 55% sono in quelle federali (dati 2004); 

100.000 detenuti sono in isolamento; 128.000 sono ergastolani; 100.000 i minorenni in riformatorio e 15.000 nelle prigioni per adulti.

Lo Stato del Michigan da solo ha 300 minorenni condannati all’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato, come l’ “ergastolo ostativo” esistente in Italia.

Dei 700.000 che si trovano nelle prigioni locali 400.000 sono in attesa di giudizio, poiché sono senza avvocato; aspettano anni prima che qualcuno si degni di trovar loro uno straccio di difensore d’ufficio; il costo dell’avvocato della Difesa va da 160.000 dollari a 386.000.

Metà dei detenuti sono afro-americani. Il tasso d’incarcerazione per i bianchi è di 393 per 100.000, per i neri è 2.531. Se si considerano solo i maschi il tasso per i bianchi sale a 717, mentre per i neri arriva a 4.919.

Le polizie statunitensi arrestano ogni anno circa 15 milioni di persone, di questi 2,2 milioni sono minorenni, mezzo milione sono al di sotto dei 15 anni, 120.000 fra 10 e 12 anni e addirittura sotto i 10 annibambini– sono ben 20.000

 Amnesty International riporta un caso clamoroso di parto con catene negli Usa (è accaduto diversi anni fa, ma la situazione non è migliorata, anzi…):

…una donna, condannata nella Cook County (Chicago, Illinois) per possesso di droga, descrive così il suo parto:   

“Mi hanno sempre tenuto ammanettata mani e piedi, anche durante l’anestesia epidurale. Avevo le caviglie incatenate al lettino e non mi fu permesso di andare in bagno. Nel momento in cui il bambino stava per nascere ci siamo accorti che il poliziotto con le chiavi delle manette era andato a prendere un caffè. Non potevo allargare le gambe e nemmeno era possibile abbassare la parte finale del lettino per via delle manette. Dopo dieci minuti il poliziotto fu rintracciato, mi liberarono le caviglie e il mio bambino poté nascere. Nei tre giorni di ricovero post parto sono sempre stata incatenata, con un piede e una mano, al lettino dell’ospedale.”

 Questo succede nella “più grande democrazia del mondo”. Da noi non va meglio!

AMNISTIA!

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2 risposte a I campioni mondiali della carcerazione

  1. sergiofalcone ha detto:

    Contro il carcere e contro tutte le istituzioni totali e uniti!

  2. gianni ha detto:

    Bravo Salvatore! Ottima scheda!Raccapricciante la testimonianza di quella donna legata mano e piede al lettino di “contenzione”. Speriamo che qualche gruppo di compagni faccia tesoro delle tue ricerche e che le utilizzi per diffonderle insieme ad un lavoro di controinformazione (come si diceva e faceva un tempo) circa la situazione nelle carceri italiane che non sono da meno, in modo che siano sempre meno coloro che si scandalizzano di fronte ad eventuali rivolte od azioni rivoluzionarie. I detenuti stanno scoppiando nelle carceri e le persone come noi hanno finita la pazienza. Un fraterno abbraccio. Gianni Landi

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