1962, 50 anni, mezzo secolo è passato da quell’anno che ha segnato una svolta nel novecento, ha dimostrato che è possibile ribellarsi, è possibile vincere!

1962

50 anni, mezzo secolo è passato da quell’anno che ha segnato una svolta nel novecento, ha dimostrato che è possibile ribellarsi, è possibile vincere!

Le lotte di liberazione dal colonialismo compivano l’ultimo balzo con l’entusiasmante vittoria della rivoluzione algerina e ….iniziavano il percorso discendente stritolati tra burocratizzazione, corruzione, subalternità alle multinazionali e agli stati ex-colonizzatori, non riuscendo a mantenere la promessa di una “nuova società” basata sulla partecipazione delle masse al governo del paese.  Le borghesie nazionali continuavano quello stesso sfruttamento e repressione delle classi subalterne, operaie e contadine, che erano state le protagoniste delle rivoluzioni anticoloniali e che avevano pagato un costo altissimo.  Nei paesi industrializzati europei, nei primi anni 60, dopo il periodo della ricostruzione post-bellica inizia un percorso di lotta che assume, via via, caratteri rivoluzionari o comunque di radicali trasformazioni degli assetti interni e di quelli internazionali, ma soprattutto delle relazioni economiche-sociali.

Non ci sarebbe stato il sessantotto se non ci fosse stato un sessantadue così sovversivo.

A cinquant’anni da quel meraviglioso sessantadue cerchiamo di ripercorrere gli avvenimenti salienti di quel annus mirabilis che aprì uno spazio enorme alle possibilità rivoluzionarie, sottolineando potenzialità e difficoltà.

In Vietnam, un territorio su cui si concentravano tutte le tensioni antimperialiste e quelle prodotte dalla “guerra fredda” tra Usa e Urss. In Vietnam una resistenza popolare guidata da un fronte di liberazione, Fln, con all’interno un partito comunista si contrapponeva all’esercito più forte del mondo, quello statunitense che appoggiava i governi “fantoccio” sudvietnamiti screditati e destabilizzati da frequenti golpe. Il Fln del Vietnam era appoggiato dal governo di Hanoi nel nord-Vietnam ed anche dall’Urss e dalla Cina che pur nella litigiosità di quegli anni erano “costrette” ad appoggiare i guerriglieri vietcong. All’inizio dell’anno, il 12 gennaio 1962 che, con l’Operazione Chopper (vedi post, appresso), lo scontro si innalzò.

Un’altra grandiosa lotta di liberazione nazionale giungeva a conclusione. L’Algeria conquistava la sua indipendenza: nel marzo 1962 si conclusero gli accordi di Evian  che segnarono la sconfitta del colonialismo francese costretto a lasciare l’Algeria. (vedi post appresso)

Il quadro internazionale ci presentò un altro momento di grande tensione: la crisi dei missili a Cuba iniziò il 15 ottobre 1962 durò tredici giorni portando le due potenze, Usa e Urss,  sull’orlo del confronto militare con l’uso di armi atomiche.

Nel 1962 la gran parte dei paesi africani avevano conquistato la loro indipendenza dal colonialismo.  Il 1 luglio 1962 anche il Ruanda e il Burundi ottennero la piena indipendenza dopo le prime elezioni libere nel paese

[La decolonizzazione era stata conquistata nella colonia britannica della Costa d’oro nel 1957, prendendo il nome di Ghana, nel 1958 fu la volta della Guinea francese che rifiutò di entrare a far parte della Comunità franco-africana. Il 1960 fu l’anno delle indipendenze: Alto Volta (Burkina Faso), Camerun, Centrafrica (già Oubangui-Chari), Ciad, Congo, Costa d’avorio, Dahomey (poi Benin), Gabon, Madagascar, Mauritania, Niger, Senegal, Sudan (poi Mali), Togo. Sempre nel 1960 raggiunsero l’indipendenza anche il Congo belga (poi Zaire, poi ancora Congo), la Somalia (con l’unione di quella britannica e di quella ex italiana) e la Nigeria. Negli anni successivi seguirono le altre colonie britanniche: Sierra Leone e Tanganica (poi Tanzania) nel 1961, Uganda nel  1962, Zanzibar (poi federatosi al Tanganica) e Kenya nel 1963, Malawi (già Nyasaland) e Zambia (già Rhodesia del nord) nel 1964.  La minoranza bianca della Rhodesia del sud proclamò unilateralmente la propria indipendenza nel 1965, istituendo un regime di apartheid, solo nel 1980, a conclusione di una lunga guerra civile condotta dalla popolazione nera contro i coloni bianchi, la Rhodesia del sud abrogò la propria dichiarazione unilaterale d’indipendenza del 1965 e ottenne l’indipendenza col nome di Zimbabwe.  Gambia, Botswana e Lesotho nel 1965-1966. Nel 1968 fu la volta di Guinea equatoriale (spagnola), Mauritius e Swaziland (britannici). Con la caduta del regime fascista in Portogallo, alla cui caduta contribuirono le colonie portoghesi, queste conquistarono l’indipendenza: la Guinea Bissau nel 1974, Angola e Mozambico nel 1975. La Spagna abbandonò nel 1975 il suo possedimento del Sahara, aprendo una crisi internazionale a causa dell’occupazione del Marocco della regione del Saharawi che frustrarono le aspirazioni indipendentistiche della popolazione locale. Nel 1977 la Francia concesse l’indipendenza a Gibuti. L’ultimo paese africano a conquistare l’indipendenza fu la Namibia, che nel 1990, a conclusione di una lunga lotta, si affrancò dall’occupazione sudafricana, sancita come mandato della Società delle nazioni, dopo la Prima guerra mondiale, poi non rinnovato dall’Onu]

*Viene giustiziato, per impiccagione, nel carcere Ramleh di Tel Aviv Adolf Eichmann, pochi minuti prima della mezzanotte di giovedì 31 maggio 1962.

La politica interna all’Italia vede l’inizio della fase storica dei governi di centrosìnistra: la Dc di Moro e Fanfani cattura il Psi di Nenni che subì una scissione alla sua sinistra da cui nacque il Psiup.

Le promesse del centro-sinistra si dimostrarono un guscio vuoto, man mano che si affievoliva il boom economico. Proprio quello sviluppo basato su bassi salari, supersfruttamento, rimesse degli immigrati e subalternità agli Usa e alla Nato.

*La nazionalizzazione dell’industria elettrica, tanto sbandierata, si tradsse in cospicui indennizzi alle aziende private (Edison, Sme, ecc);

*La riorganizzazione della scuola media unica, si fece attendere (1963) e non andò oltre a stabilire la frequenza obbligatoria fino a 14 anni, la limitazione del latino e l’abolizione delle scuole di avviamento al lavoro.

*L’istituzione delle Regioni, previste dalla Costituzione del 1946, dovette attendere il 1968.

Sul terreno minato dell’energia Enrico Mattei, colui che aveva fondato l’Eni nel 1953, rilanciando la vecchia Agip, morì in un incidente aereo il 27 ottobre a Bascapé (Pv). Inchieste, sospetti, teorie… ad oggi non c’è una verità chiara e condivisa, anche se in molti sono convinti essersi trattato di un omicidio compiuto dalle multinazionali del petrolio.

*Il democristiano Antonio Segni diventa presidente della repubblica italiana al Nono scrutinio, il 6 maggio 1962 con 443 battendo Saragat con334 voti.

*L’11 ottobre si apre a Roma il Concilio Vaticano II.

*Nelle elezioni comunali di Roma, la Dc vince con il 24% dei voti, segue il Pci con il 19% i fascisti del Msi arrivano al 13% e i socialisti non vanno oltre il 10%.

*A Napoli, nelle comunali, vince il Pdium (partito democratico di unità monarchica) dell’armatore e corruttore Achille Lauro col  31% dei voti, superando la Dc ferma al 27,82 %, il Pci col 20,94 e il Psi con l’8%.

Altri luoghi attiravano le masse, anche allora. Gli stadi e i concerti:

*Il campionato di calcio di serie A venne vinto dal Milan con 53 punti, seguono l’Inter 48, Fiorentina 46, Bologna 45, Roma 44, Atalanta 38, Torino 36, Palermo 35, Mantova 32, Sampdoria 30, Catania 30, Venezia 29, Juventus 20, L.R. Vicenza 28, Spal (Ferrara) 28, Padova, Lecco e Udinese retrocesse in serie B.

*La Coppa dei Campioni fu vinta dal Benfica di Eusebio che batté in finale il Real Madrid di Puskas per 5 gol a 3 (Eusebio 2 reti, Aguas, Coluna, Caves; per il Real: Puskas 3 reti)

*Il Premio Nobel per la letteratura fu conferito a John Steinbeck

*I Beatles, nell’agosto del 1962, con l’ingresso di Ringo Starr diviene definitiva la loro formazione storica. “Please Please Me” viene pubblicata nel gennaio 1963, ma fu registrate durante la seduta del 26 novembre 1962, scritta per intero da John Lennon e ispirata a “Only The Lonely” di Roy Orbison.

*Il 5 agosto l’attrice Marylin Monroe viene trovata morta nella sua casa a Brentwood a Los Angeles. Tante inchieste tante illazioni e un altro mistero mai chiarito.

PIAZZA STATUTO   siamo tutti teppisti/e

*Ma la vera svolta in questo paese avviene nei primi giorni di luglio 1962. In quella data inizia un percorso di antagonismo che porta vasti settori della classe operaia alla conquista dell’indipendenza dai sindacati collaborazionisti e dai partiti parlamentari, e alla conquista di un’autonomia dalli vincoli del capitalismo. I giovani operai, immigrati dalle regioni del sud del paese, impoverite, venivano gettati nei reparti della Fiat, inchiodati alle catene di montaggio e alle giostre, a ritmi di lavoro devastanti, in una città che li discriminava, scoprirono la ribellione collettiva e il 7 luglio 1962 si lanciavano contro la sede dell’Uil (in piazza Statuto a Torino) che aveva firmato un accordo separato con la Fiat sabotando la lotta operaia in crescita. Quei giovani operai, definiti “teppisti”  impegnarono per tre giorni scontri con la polizia: « La notizia di piazza Statuto arrivò inattesa come una grandinata estiva. Infatti era luglio, e i pochi giorni di ferie si facevano per strada. La cronaca di quei fatti l’ha racconta Dario Lanzardo: Tutto inizia il 13 giugno con 24 ore di sciopero nazionale dichiarato dalle tre organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm. Altissime le percentuali in tutte le fabbriche, meno alla Fiat. Qui ha scioperato per la prima volta un reparto delle Ferriere. Gli operai Fiat dal 1955 erano esentati dagli…» [da pag. 87 di Maelstrom]

Vedi i post:

https://contromaelstrom.wordpress.com/2011/06/25/la-rivolta-di-piazza-statuto-la-cronaca-della-rivolta/

https://contromaelstrom.wordpress.com/2011/06/25/la-rivolta-di-piazza-statuto-volantino-del-6-luglio-1962-di-quaderni-rossi/

https://contromaelstrom.wordpress.com/2011/06/25/rivolta-di-piazza-statuto-volantino-fiom/

https://contromaelstrom.wordpress.com/2011/06/25/la-rivolta-di-piazza-statuto-volantino-de-il-programma-comunista/

Il libro di Dario Lanzardo, La rivolta di piazza Statuto, è scaricabile interamente qui:

http://213.254.4.221/bess/index.jsp?req_page=view_page&bid=00000049&page_number=1&action=seek

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