George Grosz, il “Verismo Sociale”

 

George Grosz nasce a Berlino il 26 luglio 1893. Nel 1918 entra nel Partito Comunista (ottenendo la tessera da Rosa Luxemburg in persona), e pone la sua arte al servizio delle classi rivoluzionarie. Nel 1920 Grosz, Hausmann e Heartfeld organizzano nella galleria di Otto Burchard a Berlino, la prima mostra Dada, dove figurano anche lavori di Max Ernst e Otto Dix. Nel 1933, con l’avvento del nazismo, Grosz è considerato un artista degenerato. Il nazismo pone fuori legge il movimento Dada ed i suoi membri sono costretti a fuggire o sono perseguitati.  Anche Grosz lascia la Germania per insegnare a New York; nel 1938 ottiene la cittadinanza degli Stati Uniti. 
George Grosz muore a Berlino il 6 luglio 1959 a 66 anni. La causa del suo decesso è coerente con la sua vita: sembra che di notte, davanti alla sua casa, completamente ubriaco, confonde la porta della cantina con quella dell’appartamento. Il risultato: una rovinosa caduta che gli costa la vita.

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3 risposte a George Grosz, il “Verismo Sociale”

  1. gianni ha detto:

    Salvatore, Grosz è stato un discreto artista e compagno, ma io preferisco “artisti” come Alexandre “Marius” Jacob con la sua banda dei “lavoratori della notte” , un artista del grimaldello, anarchico, nè pentito, nè dissociato, dopo 25 anni passati alla Caienna nella Guiana francese (!!!) , suicida sereno con una overdose di morfina all’età di 75 anni, nè ubriaco o disperato. Leggiti, se ne hai voglia, su Wikipedia, la sua dichiarazione al processo che gli inflisse 25 anni di “confino” alla Caienna: un compagno fiero, tosto, coerente, magari un po’ individualista (in quegli anni l’individualismo era molto diffuso politicamente), che con le sue 150 rapine a magistrati, preti e padroni, finanziò il movimento anarchico non soltanto francese. Io detengo una vecchia biografia di Jacob stampata a Catania dai compagni delle edizioni Anarchismo. Ogni tanto lasciamoci andare anche a qualche divertente smargiassata, che non è mia abitudine e…. ,,brindiamoci sopra. Gianni

  2. vittoria oliva ha detto:

    vabbuò gianni ognuno ha l’arte sua! 😉 famo tanto de cappello a tutti e due

  3. sergiofalcone ha detto:

    Mi associo al commento di Vittoria. Difficile scegliere tra due grandi, grandi e pur tanto diversi. Ogni artista, ognuno di noi, è unico e irripetibile. E non è mai lecito fare la hit parade tra gli indimenticabili.

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