Occupazione statunitense in Vietnam: 44 anni fa, il massacro di My Lai

1968, nonostante le enormi forze in campo, quasi 500.000 uomini dotati dei mezzi di distruzione più moderni, aumentavano le difficoltà dell’esercito statunitense di aver ragione della guerriglia sud vietnamita. Gli strateghi Usa erano sull’orlo di una crisi di nervi. Nervosismo che contagiava gli ufficiali sottoposti. Così il 16 marzo 1968, dopo uno scontro con i guerriglieri, i soldati statunitensi della Compagnia Charlie, della 11a Brigata di Fanteria Leggera, agli ordini del tenente William Calley, scornati ancora una volta, vagando per la giungla, carichi di furore omicida e di razzismo, arrivarono al paesino di My Lai, a 840 chilometri a nord di Saigon, vicino al villaggio di Song My (la strage è difatti conosciuta come: il massacro di Song My). Non vi trovarono guerriglieri, così uccisero circa 400 civili: vecchi, donne e bambini furono mitragliati, fu appiccato il fuoco alle case e uccisi gli animali. I pochi superstiti, vennero uccisi con un colpo di pistola alla testa. E poi, tutti e tutte giù nella fossa comune.

Questa strage, nascosta sotto le parole di un cablogramma: “in uno scontro a fuoco uccisi 90 vietcong”, venne fuori alcuni anni dopo grazie a una serie di confessioni degli stessi soldati americani e sud vietnamiti. Dalle testimonianze che si susseguivano l’orrore che emergeva superava ogni immaginazione. Si raccontò di ragazze stuprate e poi tagliate in due, di donne incinta cui veniva aperta la pancia per estrarne il nascituro e gettarlo nei cespugli. Di capanne incendiate impedendo agli occupanti di uscire. Da un mucchio di cadaveri si vide uscire carponi un bambino di pochi mesi, il tenente William Calley con un calcio lo gettò nel mucchio e gli sparò in testa.

Negli Stati Uniti vi fu un’inchiesta e, come in tutti i regimi militari, si trovò il capro espiatorio, per assolvere i vertici dell’esercito e del governo, nella figura del macellaio di turno, il tenente William Calley. Questi fu condannato all’ergastolo, ma il presidente  Lyndon Johnson gli commutò la pena in 3 anni e mezzo. Calley fece un paio d’anni agli arresti domiciliari e la cosa finì lì.

Non finì però tra le donne e gli uomini coscienti: manifestazioni attraversarono le città di tutti i paesi. Gli scontri con la polizia si moltiplicarono ovunque sotto le ambasciate statunitensi. Negli Usa il movimento contro la guerra assunse un carattere ancor più radicale, fino ad arrivare alla “lotta armata rivoluzionaria” dei Weather/wo/men (Weather Underground Organization) attiva dal 1969 al 1976 che affiancarono il movimento rivoluzionario del Black Panther Party. Nei paesi europei centinaia di sedi di multinazionali Usa furono colpite, i governi europei avevano sempre più difficoltà a sostenere l’occupazione statunitense del Vietnam di fronte alle proteste continue e crescenti, fino tensioni rivoluzionarie.

La guerriglia vietnamita prese maggior forza e determinazione. L’offensiva del Tet (capodanno vietnamita) in corso dal 30-31 gennaio 1968, prese maggior vigore. Il 30 aprile 1975 le forze rivoluzionarie sud vietnamite entrarono vincitrici a Saigon.

Da allora, quando durante un corteo o una manifestazione si rompe qualche vetrina, si brucia qualche automobile o si distrugge un bancomat e questa azione viene definita “violenta”, quell’accusa viene certamente o da un questurino o da un imbecille. Tuttavia l’insegnamento maggiore che se ne deve trarre dal comportamento della guerriglia vietnamita è questo: il punto non è vincere questa o quella battaglia, ma continuare, non fare un passo indietro ed essere disposti /e a pagarne il costo.

Vedi la scheda sulla guerra in Vietnam qui

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2 risposte a Occupazione statunitense in Vietnam: 44 anni fa, il massacro di My Lai

  1. Francesco ha detto:

    Come si vive oggi in Vietnam? E’ un posto dove vale la pena andare a vivere? Mi piacerebbe andarci: qualcuno di voi ci è mai stato? Secondo me dovremmo difendere la rivoluzione vietnamita

  2. Renato Ganeo ha detto:

    E’ uno dei Paesi più belli al mondo. Io ci vado da circa15 anni ed è sempre come la prima volta. L’unificazione è avvenuta giusti 40 anni fa ed i giovani ne sanno molto poco. Io ho collaborato con una Università del Paese e gli studenti ne hanno saputo quasi di più da me che dai loro docenti. Ora il Paese è in grande sviluppo sulla falsariga della Cina (comunista in politica e liberista in economia) ed il più grande partner, incredibilmente, sono proprio gli Usa. Per fare una conoscenza sufficiente devi prevedere non meno di 12-15 giorni, privilegiando il Nord (sopra Huè) rispetto al Sud, dove è comunque imperativa una visita al Delta del Mekong. Non conosco le tue possibilità, ad ogni modo se te lo puoi permettere e stare davvero bene calcola: circa 1.000 euro per l’aereo e .2.000 per hotel, pasti e trasporti interni. Se sei giovane e accetti sistemazioni più alla buona puoi scendere di 5/800 euro.

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