L’imbroglio della “rieducazione” in carcere

Da “L’ergastolo” nell’isola di Santo Stefano (Ventotene- Latina)

Riflessione nel 1971 del compagno Pietro Cavallero

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Una risposta a L’imbroglio della “rieducazione” in carcere

  1. gianni ha detto:

    Aggiungo un contributo di esperienza personale. Nel 1976 all’incirca facevo perte di due collettivi carcerei (il George Yackson di S.Croce ed uno “legalitario”, esistente il giudice di sorveglianza Caponetto di Firenze; del secondo facevano parte la figlia di Caponetto, il direttore delle Murate, una compagna del P.C.I. ( Emerenziana Papa ,ora deceduta per tumore) ed altre persone di sinistra. Emerenziana ed io buttammo giù un programma di interventi interno ai carceri con la disponibilità di specialisti esterni (droga, A.I.D.S., arte, lavoro, ecc.) e , detto programma, teso a formare i detenuti, lo presentammo al Direttore dei carceri di Firenze, al Giudice di sorveglianzaecc. pensando che fosse una iniziativa buona ed accettabile anche da Loro. Sapete quele fu la risposta di li a poco? una interrogazione parlamentare da parte del colonnello dei carabinieri Stegagnini e da due democristiani fiorentini ,Pezzati e Pontello, che affermava: “nessuna persona di buon senso avrebbe ritenuto il dottor Landi un soggetto idoneo alla rieducazione dei carcerati”…e giù il mio curriculum….. ero stato ammesso a questo Gruppo dal giudice Caponetto. Il risultato fu che io fui buttato fuori dal predetto gruppo ed i corsi interni al carcere non furono fatti perchè sostanzialmente non interessa a queste merde che le persone “aprano gli occhi” ed aquistino una coscienza politica e tanto meno rivoluzionaria. S’è provato ‘n tutte la maniere,con le buone e con le cattive!!,ma ‘un ci sentono! poi si lamentano se qualcuno prende una revolverata…ma se la sono voluta, hanno fatto di tutto per meritarsela questi bastardi- assassini. Nostro compito è continuare a smascherarli, testimoniare che li avevamo avvertiti, che non ci pentiamo di niente, e che dobbiamo ridarci degli strumenti di intervento politico in tutti i campi, perchè è da questi settori che noi provenivamo e non dai campi para-militari di addestramento come i fascisti loro braccio armato. Buon lavoro a tutti! gianni

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