ASSASSINI DI STATO PRIMA DEL 1968

1° Maggio 1947Dalla distruzione del “movimento dell’occupazione delle terre” all’istaurazione del regime democristiano.

Nel pianoro a metà strada tra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello, in provincia di Palermo, la festa del primo maggio1947, acui partecipavano migliaia di persone, fu interrotta da una sparatoria che, secondo le fonti ufficiali, causò 11 morti e 27 feriti. Altri morirono nei giorni successivi, il numero dei feriti varia da33 a65.

I contadini dei paesi vicini erano soliti radunarsi a Portella della Ginestra per la festa del lavoro già ai tempi dei Fasci siciliani, per iniziativa del medico e dirigente contadino Nicola Barbato, che era solito parlare alla folla da un podio naturale che fu in seguito denominato “sasso di Barbato”. La tradizione venne interrotta durante il fascismo e ripresa dopo la caduta della dittatura. Nel 1947 non si festeggiava solo il primo maggio ma pure la vittoria dei partiti di sinistra raccolti nel Blocco del popolo nelle prime elezioni regionali svoltesi il 20 aprile. Sull’onda della mobilitazione contadina che si era andata sviluppando in quegli anni le sinistre avevano ottenuto un successo significativo, ribaltando il risultato delle elezioni per l’Assemblea costituente.La Democrazia cristiana era scesa dal 33,62% al 20,52%, mentre le sinistre avevano avuto il 29,13% (alle elezioni precedenti il Psi aveva avuto il 12,25% e il Pci il 7,91%).

Il 1947 era cominciato con l’assassinio del dirigente comunista e del movimento contadino Accursio Miraglia (4 gennaio) e il 17 gennaio era stato ucciso il militante comunista Pietro Macchiarella; lo stesso giorno i mafiosi avevano sparato all’interno del Cantiere navale di Palermo. Alla fine di un comizio il capomafia di Piana, Salvatore Celeste aveva gridato: “Voi mi conoscete! Chi voterà per il Blocco del popolo non avrà né padre né madre”.

La matrice della strage appare subito chiara: la voce popolare parla dei proprietari terrieri, dei mafiosi e degli esponenti dei partiti conservatori e i nomi sono sulla bocca di tutti. Vengono fermate 74 persone tra cui figurano mafiosi notori. All’Assemblea costituente Girolamo Li Causi, segretario regionale comunista, lancia la sua accusa, ma viene interrotto da esponenti della destra e il ministro degli interni Mario Scelba dichiara che non c’è un “movente politico”, si tratta solo di un “fatto di delinquenza”.

Nella storia d’Italia il 1947 è un anno di svolta e la strage di Portella accelera questa svolta. Il 13 maggio si apre la crisi politica con le dimissioni del governo di coalizione antifascista presieduto da De Gasperi. Il 30 maggio a Roma e a Palermo si formano i nuovi governi: De Gasperi presiede un governo centrista con esclusione delle sinistre e alla Regione siciliana il democristiano Giuseppe Alessi presiede un governo minoritario appoggiato dai partiti conservatori, senza la partecipazione del Blocco del popolo, nonostante la vittoria alle elezioni del 20 aprile. Nel gennaio del ’47 De Gasperi era andato negli Stati Uniti. Il cardinale Ernesto Ruffini, a proposito della strage di Portella e degli attentati del 22 giugno, scrive che era “inevitabile la resistenza e la ribellione di fronte alle prepotenze, alle calunnie, ai sistemi sleali e alle teorie antiitaliane e anticristiane dei comunisti”

[tratto da: http://www.centroimpastato.it/publ/online/portella_narcomafie.php3]

 4-5 Agosto 1947

A Caccamo (Palermo), si verificano violenti scontri fra la popolazione e le forze dell’ordine, in seguito alla requisizione del grano: 12 braccianti e 4 militi restano uccisi.

 15 Novembre 1947

A Cerignola (Foggia), nel corso di una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo Domenico Angelini e Onofrio Perrone. Per reazione, i dimostranti danneggiano il palazzo di un agrario e le sedi di alcuni partiti. Anche 2 agenti di Ps rimangono uccisi negli scontri. 114 lavoratori vengono incriminati.

14 Luglio 1948

A seguito dell’attentato a Togliatti,  sciopero generale e scontri. Il bilancio delle due giornate di incidenti (15 e 16) è di 7 morti e 120 feriti fra le “forze dell’ordine” e 7 morti e 86 feriti fra i civili

15 Luglio 1948

Ad Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata, un poliziotto e un carabiniere vengono uccisi mentre i minatori si impossessano della centrale telefonica che controlla tutte le comunicazioni tra il Nord e il Centro.

19 Luglio 1948
Siena, nel corso dei funerali dei 2 rappresentanti delle forze di polizia rimasti uccisi a Abbadia San Salvatore il 15 luglio, la polizia invade la sede della Confederterra e uccide il capo lega di Torrenieri Severino Meattini, malmenando i presenti e arrestando il segretario.

17 Aprile 1953

Il parlamentare del Pci Pietro Secchia afferma: “Dal 18 aprile 1948 al settembre 1952 sono caduti uccisi dai grossi agrari o dalla polizia, nel corso delle lotte per il lavoro, per il salario e per la pace 68 lavoratori di cui 53 comunisti; 4.726 lavoratori sono stati feriti di cui 3.327 comunisti; 136.394 sono stati arrestati di cui 106.381 comunisti; 46.487 sono stati condannati complessivamente a 16.208 anni di carcere: tra questi 31.440 sono comunisti che hanno riportato condanne per 14.202 anni di carcere.
Questi dati sono un’accusa schiacciante contro la politica reazionaria del governo clericale che ‘onora e rispetta’ la Repubblica fondata sul lavoro arrestando, nel giro di cinque anni, 136.394 lavoratori e distribuendo quasi 20 mila anni di carcere. Badate che questa cifra è enorme. Nessuno penso ci può accusare di indulgenza nel giudicare il fascismo, tuttavia non possiamo tacere il fatto che in 17 anni di attività il Tribunale speciale fascista ha condannato migliaia di lavoratori e di antifascisti per 28.693 anni, 6 mesi e 16 giorni di carcere, di cui 22.960 anni e un mese ai comunisti. Nel corso di soli cinque anni il governo clericale è riuscito a superare il fascismo
negli anni di galera distribuiti ai lavoratori…”.

«Le cifre della repressione contro il movimento operaio (tra il gennaio del 1948 e il settembre 1954 si contarono 75 uccisi, 5.104 feriti, 148.269 arrestati, 61.243 condanne in relazione a manifestazioni sindacali e di piazza) e il mondo della Resistenza (tra il 1945 e il 1953 furono 1.697 i partigiani arrestati, di cui 1.439 comunisti, con condanne che comportarono la distribuzione di 5.806 anni di carcere) attribuiscono una dimensione quantitativamente rilevante a questo scenario. »   (Giovanni De Luna, Partiti e società negli anni della ricostruzione, in Storia dell’Italia repubblicana, vol. I, p. 768. )

A Sarnico (Bs), una manifestazione di protesta da parte degli operai contro i licenziamenti, viene stroncata dai carabinieri che aprono, senza alcuna motivazione plausibile, il fuoco uccidendo il disoccupato Mario Savoldi.

9 Gennaio 1950

Serrata delle Fonderie Riunite di Modena contro la decisione della direzione di  “epurare” le maestranze da tutti gli elementi sindacalmente e politicamente attivi. Dei 565 licenziati verranno scelti i 250 ritenuti idonei.  La CdLchiede la concessione della centrale Piazza Roma per tenervi un comizio. Il comizio è previsto per le 10, e quasi alla stessa ora ha inizio la sparatoria. In quel momento le strade della città sono percorse da gruppi di scioperanti che si recano in parte verso il centro e in parte verso le Fonderie Riunite. I sei caduti sono uccisi in luoghi e in momenti diversi, con una vera e propria opera di cecchinaggio. 6 morti e 51 feriti.

Angelo Appiani di 30 anni, Renzo Bersani di 21 anni, Arturo Chiappelli di 43 anni, Ennio Garagnani di 21 anni, Arturo Malagoli di 21 anni, Roberto Rovatti di 36 anni.

16 gennaio 1951

Il generale USA Dwight D. Eisenhower è in visita ufficiale in Italia. Si svolgono manifestazioni di protesta in tutta Italia. A Comacchio la polizia spara ed uccide 4 manifestanti.

Novembre 1953

La popolazione di Trieste scende in piazza per chiedere lo sgombero della città da parte degli occupanti americani e inglesi. La polizia militare angloamericana apre il fuoco sulla folla una prima volta il 5 Novembre e una seconda il 7. Il bilancio è di 6 morti e decine di feriti.

Luglio 1960

Contro il governo Tambroni-fascisti 5 luglio la polizia spara a Licata e uccide Vincenzo Napoli, di 25 anni, ferendo gravemente altri ventiquattro manifestanti  7 luglio a Reggio Emilia, manifestazione. La polizia spara e uccide:Afro Tondelli (1924), operaio di 35 anni-”. Partigiano della 76a Sap Lauro Farioli, 22 anni, Marino Serri, 41 anni, partigiano della 76a brigata  Ovidio Franchi, un ragazzo operaio di 19 anni Emilio Reverberi, 39 anni, operaio, era stato licenziato perché comunista nel 1951 dalle Officine Meccaniche Reggiane, dove era entrato all’età di 14 anni. Era stato garibaldino nella 144a Brigata All’ospedale vi sono dodici interventi in sala operatoria di persone in condizioni disperate, colpite da arma da fuoco. A Palermo la polizia carica e uccide Francesco Vella, di 42 anni, mastro muratore e organizzatore delle leghe edili, che stava soccorrendo un ragazzo di 16 anni colpito da un colpo di moschetto al petto, Giuseppe Malleo (che morirà nei giorni successivi) e Andrea Gangitano, giovane manovale disoccupato di 18 anni. Viene uccisa anche Rosa La Barbera di 53 anni, raggiunta in casa da una pallottola sparata all’impazzata mentre chiudeva le imposte. I feriti dai colpi di armi da fuoco sono 40. A Catania la polizia spara in piazza Stesicoro Salvatore Novembre di 19 anni, disoccupato, è massacrato a manganellate.

14 luglio 1964

La Corted’assise di Milano, presieduta da Paolo Curatolo, emette la sentenza a carico dei 63 imputati per i fatti di Reggio Emilia del luglio 1960, assolvendo da ogni addebito i poliziotti che avevano aperto il fuoco contro i manifestanti.

28 maggio 1962

A Ceccano (Frosinone), i carabinieri aprono il fuoco sugli operai del saponificio Scala, in sciopero da 34 giorni, che protestano contro i crumiri assunti dalla direzione. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo e altri 7 rimangono feriti.

27 ottobre 1962

A Milano, mentre è in corso una manifestazione contro il blocco aeronavale imposto dagli Stati uniti a Cuba, i reparti della Celere caricano i partecipanti travolgendoli e uccidono, schiacciandolo contro un muro, lo studente Giovanni Ardizzone.

Nota: questi dati sugli “assassini di Stato” dal 1947 al 1962 sono sicuramente deficitari. Chiunque ha informazioni ulteriori è esortato/a ad aggiungere.

 

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