Non sarà questa legge che fermerà le torture!

imagesCosì come per le condizioni disumane e degradanti imposte nelle carceri a chi vi è rinchiuso/a, anche sulle torture delle forze dell’ordine si è dovuto aspettare una sentenza della Corte europea (La Corte europea dei diritti dell’uomo istituita nel 1959 ha sede a Strasburgo. Non è una istituzione che fa parte dell’Unione europea. Questa è la Corte di giustizia dell’Unione europea, con sede in Lussemburgo, istituzione effettiva dell’Unione europea.)

Così le Agenzie di stampa:

«La condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo su fatti della scuola Diaz riapre la questione tortura in Italia. Il vuoto normativo potrebbe essere finalmente colmato: dopo anni di dibattiti e leggi naufragate, infatti, il ddl che introduce nell’ordinamento italiano il reato di tortura è all’ordine del giorno dei lavori della Camera».

Questo disegno di legge (ddl) in discussione alle camere non raccoglie le indicazioni degli organismi internazionali che ne hanno individuato le procedure e l’hanno bollata come “crimine”

Vedete voi la differenza tra il testo prodotto dalle Nazioni Unite: «qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali al fine di segnatamente ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimidire od esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito».

… e il testo in discussione alle camere

ddl: «chiunque con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni».

Aver sostituito “… inflitti da pubblico ufficiale …” con “chiunque …” ha tolto al ddl quel po’ di deterrenza per cercare di impedire pratiche di tortura a chi può esercitarla, ossia i pubblici ufficiali.

Leggendo il testo dell’Onu, chiunque può trarre la conclusione che il “pentitismo” e la “delazione” sono stati quasi sempre ottenuti con metodi descritti e condannati dall’Onu in quanto tortura.

Ancora l’Onu: «…le dichiarazioni ottenute attraverso il delitto di tortura non sono utilizzabili in un processo penale». Se si applicasse questa elementare diritto della persona dovrebbero essere annullati quasi tutti i processi fatti contro il movimento rivoluzionario negli anni 70, 80 e 90.

La specificità del reato di tortura può essere effettuato soltanto dalle forze dell’ordine, mentre nel testo “italiano” quella specificità ricompare solo come aggravante se a commettere il reato di “tortura” è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni e la pena andrà dai 5 ai 12 anni, invece che da 3 a 10 anni.

Gli Organismi internazionali e i trattati internazionali che espressamente hanno vietato e condannato l’uso della tortura e che lo Stato italiano e i suoi governi disprezzano sono:

*la Convenzione di Ginevra del 1949 relativa al trattamento dei prigionieri di guerra;

*la Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950;

*la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948;

*la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 2000;

*la Convenzione Onu del 1984 contro la tortura ed altri trattamenti e pene crudeli, inumane e degradanti;

*lo Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale del 1998.

Questo ddl arrivato in commissione Giustizia del Senato il 22 luglio 2013 e votato dall’Assemblea di Palazzo Madama il 5 marzo 2014, trasmesso poi alla Camera, è rimasto in commissione dal 6 maggio 2014 fino a marzo scorso. Durante questo periodo sono state apportate quelle modifiche che ne hanno snaturato il senso. Se la Camera confermerà queste modifiche, il provvedimento dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva che arriverebbe a 26 anni dalla prima proposta di legge e con un contenuto veramente misero.

VERGOGNA!!!

Per fermare le pratiche di Tortura, la Repressione e l’arroganza delle forze dell’ordine è necessario organizzarsi e lottare!

vedi anche qui

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3 risposte a Non sarà questa legge che fermerà le torture!

  1. sergiofalcone ha detto:

    Non credo alle istituzioni. Legge o non legge, chi ha potere continuerà ad usarlo e ad abusarlo a proprio piacimento, e resterà impunito. Solo l’azione diretta e la pratica immediata dell’obiettivo possono qualcosa.

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