Davvero pensate che i potenti corrotti siano in galera?

Da Il Sole 24 Ore di oggi:

Giustizia: in carcere ci sono 226 corruttori e 216 corrotti, meno dello 0,8% corrottidei detenuti

di Giovanni Negri  –  Il Sole 24 Ore, 1 aprile 2015

«Non è proprio che le carceri italiane scoppino di detenuti per corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione. I dati più recenti dell’amministrazione penitenziaria fotografano una realtà per certi versi sorprendente, almeno per chi, sulla scia delle continue inchieste di questi anni soprattutto sulle grandi opere pubbliche, individua nella corruzione, insieme con la mafia, la vera emergenza criminale italiana. La gravità del fenomeno infatti non si rispecchia nel numero dei detenuti: per la corruzione “classica”, quella propria, le presenze nelle carceri sono in tutto 226. Oltretutto con l’avvertenza che, nel caso in cui a una persona siano ascritti anche altri reati, appartenenti a categorie diverse da quella dei delitti contro la pubblica amministrazione, il conteggio può essere plurimo».

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Ed è inutile allungare le condanne per corruzione come propone il disegno di legge in discussione al Senato:

«Stretta sul falso in bilancio, con pene fino a 8 anni per le società quotate e fino a 5 anni per le non quotate. Aumento delle pene per i reati di corruzione, peculato, induzione indebita e associazione mafiosa. Sono i principali punti del disegno di legge anticorruzione da approvare oggi al Senato, atteso poi all’esame della Camera»

CdS corrottiIl problema è che il carcere è sorto con il preciso compito di tenere a freno, esercitare deterrenza, terrorizzare le “classi pericolose”, ossia quei settori sociali emarginati dalla produzione, dal salario e quindi dal consumo e anche quelle fasce di lavoratori trovatisi disoccupati a causa delle manovre dei capitalisti, delle banche e delle finanziarie che spostano la produzione dove possono trovare più profitti per loro potendo sfruttare maggiormente il lavoro vivo, ossia corpi e menti di lavoratrici e lavoratori. Ma anche chi si ribella e lotta.

Questi numeri non ci stupiscono. Dovrebbero servire invece a far riflettere molte e molti di chi, pur appartenendo alle classi proletarie, afferma la necessità del carcere per “mandarci i potenti corruttori o corrotti”. Ma non illudetevi! Non avverrà!

È nostro interesse abolire il carcere!

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