La natura della lotta di classe non cambia!

*Ieri abbiamo ricordato il 17 febbraio 1949, le fucilate dei carabinieri, 65 anni fa, per fermare la lotta operaia, vedi il post qui;

*Lo scorso anno abbiamo ricordato i 35 anni trascorsi dalla cacciata di Luciano Lama dall’Università di Roma, venuto per riportare all’ordine capitalista i giovani in rivolta, vedi qui;

logistica*Ieri, 17 febbraio 2014, i padroni di un magazzino della logistica all’interno delle attività delle multinazionali del trasporto, qui vicino Roma ha licenziato i lavoratori che scioperavano contro condizioni di sfruttamento eccessive (come è successo alla Granarolo di Bologna, vedi qui) perfino in violazione del Contratto Nazionale di Lavoro e delle leggi esistenti.

***Un insegnamento se ne può trarre: l’altro ieri le fucilate, ieri la “cattura” dei dirigenti dei sindacati collaborativi (Cgil, Cisl, Uil), oggi col licenziamento, la storia è sempre quella. Cambiano molte cose nel mondo. Cambiano anche gli strumenti, ma la natura della lotta di classe è sempre la stessa: i padroni con lo stato e i suoi armati, con i sindacati che collaborano, ma anche per mezzo della stampa, della Tv, degli altri media, e di tanti altri strumenti, perseguono sempre BeqjTsLIYAABb1alo stesso scopo: ridurre all’obbedienza gli sfruttati, imporre loro di accettare le condizioni di sfruttamento perché i capitalisti realizzino alti profitti, sempre più alti.

…fino a quando?

Ecco il comunicato sui licenziamenti di ieri:

COMUNICATO – LOTTE DELLA LOGISTICA
PESANTE ATTACCO PADRONALE ALLA GLS DI ROMA CASTEL DI LEVA: COMMITTENTE E COPERATIVA TENTANO DI LICENZIARE I CORRIERI DEL SI COBAS. STAMATTINA UN CAPORALE DELLA COOPERATIVA PRENDE A TESTATE UNO DEI NOSTRI LAVORATORI   ROMA, 17 FEBBRAIO – MAGAZZINO GLS DI CASTEL DI LEVA
A dicembre più di 20 dei circa 35 corrieri del magazzino si organizzano col SI COBAS. Dopo uno sciopero di alcune ore ottengono il ritiro dei trasferimenti politici che avevano colpito tre lavoratori (colpevoli di voler “portare il sicobas nel magazzino) ed un tavolo di trattativa. Chiedono il rispetto del contratto nazionale.  Da anni gli autisti girano come matti per 10/12 ore al giorno e più, sono sottopagati, senza ferie, senza tredicesima e quattordicesima, mentre l’azienda risparmia sui versamenti di INPS, TASSE e TFR. Gli autisti distribuiscono merci per la GLS che fattura cifre da capogiro, arricchendo, oltre alla stessa GLS, anche: – il committente: la ditta DFS trasporti, che gestisce in franchising il magazzino GLS (ed altri 3 GLS a Roma). – l’appaltatore, la MT trasporti, un consorzio di cooperative (le solite cooperative fasulle) che gestisce in appalto le attività dei corrieri, e che ha appalti su Roma anche in TNT e SDA.  Ebbene dopo due incontri, il committente e il consorzio/cooperativa decidono di approfittare della pausa natalizia per progettare e attuare un piano per buttare fuori dal magazzino i lavoratori che sostengono la lotta. Tutti quanti, nessuno escluso.  Quindi, non appena ritengono di essere preparati a sopportare un altro sciopero, comunicano a freddo e senza alcun motivo che non trattano più coi lavoratori e non riconoscono più il sindacato. Nel frattempo, come scopriremo poi mettono un annuncio di lavoro con cui cercano nuovi autisti sul magazzino.  La risposta dei corrieri e’ ovviamente lo sciopero: si interrompe il lavoro per i turni di giovedì 13 e venerdì 14 febbraio. Lo sciopero impatta pesantemente sulla “produzione” nonostante l’azienda sostituisca i 20 lavoratori in sciopero con circa 28 nuovi autisti che non appartengono a quell’appalto. Ritenendo per il momento sufficiente questo primo segnale, i lavoratori comunicano all’azienda che lo sciopero e’ sospeso e che lunedì rientreranno regolarmente al lavoro. A questo punto l’azienda comunica che tutti quelli che hanno scioperato non devono rientrare in magazzino. Da lunedì’ sono in ferie obbligate.  E per finire: stamattina, allorché i lavoratori si presentano al lavoro chiedendo giustamente che la comunicazione di ferie forzate sia data non verbalmente ma in modo ufficiale, per iscritto, ai caporali della cooperativa saltano i nervi. Uno di loro aggredisce con una testata un lavoratore (con inevitabile seguito di esposto alle autorità competenti).  Il piano del committente (l’azienda DFS, il franchising di GLS) e del consorzio di cooperative (la MT trasporti) e’ chiaro. Con la scusa di un imminente cambio appalto (concordato) mettere fuori i corrieri che hanno osato alzare la testa. Saluti e arrivederci. Questo succede in un magazzino GLS. Un magazzino dove da anni si sfrutta a più non posso, si truccano le buste paga rubando soldi e risparmiando su tasse e contributi. E tutti, GLS italia, il committente (il franchising GLS) e la cooperativa si ingrassano sulla pelle dei lavoratori. E tutti fanno finta di non vedere (anche la CGIL la quale anzi in questi giorni ha detto ai corrieri in assemblea che a loro il contratto nazionale non spetta!). A Roma tutti i lavoratori, il SI COBAS e i compagni che sostengono le lotte della logistica sono assolutamente determinati ad andare fino in fondo e a far rientrare i lavoratori e il sicobas. Questo e’ scontato. Tuttavia una considerazione si impone: come SI COBAS e come ADL COBAS dopo una dura vertenza abbiamo firmato da poco un accordo nazionale che introduce il pieno rispetto del contratto nazionale ed anche diritti aggiuntivi (su malattia, infortunio e ticket) nei 4 HUB GLS dove siamo presenti (Piacenza, Bologna, Padova e Verona, oltre il magazzino di Padova) Come dobbiamo valutare il comportamento di GLS Italia la quale, se da un lato firma accordi quadro con noi, dall’altro approfitta o quantomeno tollera che nei magazzini dove si movimentano le proprie merci si licenzino dei lavoratori solo perché si organizzano nel COBAS? GLS non se né può lavare le mani e deve essere chiamata a rispondere delle sue responsabilità! Per questo chiediamo un appoggio concreto dei nostri compagni di lavoro degli altri magazzini dove siamo presenti come SI COBAS e ADL COBAS.
LAVORATORI E DELEGATI SI COBAS  – APPALTO GLS di ROMA – CASTEL DI LEVA SI COBAS
COORDINAMENTO DI ROMA
ASSEMBLEA DI SOSTEGNO ALLE LOTTE DELLA LOGISTICA – ROMA
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