31 dicembre, al fianco delle persone imprigionate per augurare “libertà”

Tutte e tutti sotto il carcere di Rebibbia il 31 dicembre. Sotto le carceri delle altre città chi vive altrove.

Il 31 dicembre si concludono due decenni nel nuovo secolo e il sistema punitivo sta diventando sempre più feroce invece di attenuare la propria brutalità: quasi 61.000 persone imprigionate in istituti con una capienza non superiore ai 50.000 posti.

Sono morte 123 persone imprigionate di cui 46 per suicidio (dati al 7 dicembre).

Sono imprigionate 49 madri con i  54 figli minori di 3 anni.

In carcere si entra sani e si esce malati o dipendenti dagli psicofarmaci che vengono propinati in dosi massicce.

Il carcere è un’istituzione fallimentare e spietata. Il carcere va abolito al più presto, insieme alla società che lo produce e lo utilizza per mantenere il regime della proprietà privata, dello sfruttamento, dell’esclusione, del profitto e dei massacri chiamati guerre umanitarie!

ABOLIZIONISMO!

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