Gli insegnamenti della Sea Watch

Gli avvenimenti di questi giorni, con lo sbarco dei 42 naufraghi dopo una permanenza di 15 giorni in mare, sopra una nave non attrezzata per lunghi soggiorni.

Finalmente a Lampedusa, a terra! Ma lo sbarco non è avvenuto grazie alla attività diplomatica e/o istituzionale, fosse per loro, i naufraghi sarebbero ancora in alto mare; la soluzione e la salvezza di queste persone sono dovute a un atto di autodeterminazione forte, compiuto dalla capitana   indispensabile per salvare le vite di queste persone e alleviare sofferenza tremende. Un atto coraggioso in disubbidienza degli ordini che la GdF e delle altre forze dell’ordine che lo avevano ricevuto dal governo e in rispetto di leggi spietate e criminali, approvate da chi non sa rispettare né i più elementari canoni umani, né quelli del mare.

È un avvenimento, quello della Sea Watch che permette di comprendere, a chi vuol capire, che il rispetto integralista della “legalità” è oggi il peggior crimine. Permette di capire che non saranno miseri decreti e regolamenti cinici a influire su un evento storico di flussi di migranti da aree del mondo verso altre aree. Un evento che caratterizza questa fase storica, come è avvenuto nei decenni a cavallo del XIX e XX secolo, quando a migrare oltre Atlantico erano i nostri progenitori; oppure nei decenni del secondo dopoguerra, quando emigrarono verso il nord Europa e il Nord Italia dal Sud ma anche dal Veneto verso la Lombardia e Piemonte, grandi masse di proletari e contadini.

Noi, popolo di migranti, oggi esprimiamo, per mezzo di questa classe dirigente, la peggiore cialtroneria intellettuale e politica che ci porta a essere considerati la feccia dell’umanità.

Solo una vasta ribellione, può salvarci!!!

Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo,

sono della stessa essenza.

Quando il tempo affligge con il dolore

una parte del corpo

le altre parti soffrono.

Se tu non senti la pena degli altri

non meriti di essere chiamato uomo.

Sa’dī di Shiraz [nome d’arte del poeta e letterato persiano AbūʻAbdu’l-lāh Musharrafu’d-dīn Musliḥ, 1213 – 1291. La sua poesia ha ispirato molti poeti occidentali. Brani delle sue poesie compaiono sui muri dell’edificio dell’ONU]

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