mettiamo il naso nei decreti attuativi della “Riforma dell’Ordinamento Penitenziario”

Cosa c’è nei Decreti legislativi attuativi della riforma dell’Ordinamento Penitenziario?

 Vediamo la parte sulle: DISPOSIZIONI PER LA RIFORMA DELL’ASSISTENZA SANITARIA IN AMBITO PENITENZIARIO

Articolo 2

 (Modifiche alle norme sull’ordinamento penitenziario in tema di assistenza sanitaria)

c) l’articolo 65 è sostituito dal seguente articolo: «Art. 65. Sezioni per detenuti con infermità.-

1. Quando non sia applicabile una misura alternativa alla detenzione che consenta un adeguato trattamento terapeutico-riabilitativo, nei confronti dei condannati a pena diminuita ai sensi degli articoli 89 e 95 del codice penale e nei confronti dei soggetti affetti da infermità psichiche sopravvenute o per i quali non sia stato possibile disporre il rinvio dell’esecuzione ai sensi dell’articolo 147, [Art. 147 codice penale: Rinvio facoltativo della esecuzione della pena]  quarto comma, del codice penale, le pene detentive sono eseguite in sezioni speciali finalizzate a favorire i1 trattamento terapeutico e il superamento delle suddette condizioni.

2. Le sezioni speciali sono ad esclusiva gestione sanitaria.

Si riferisce a coloro cui si presenta una patologia psichiatrica dopo la condanna, nella loro detenzione in carcere. Per dirla brutalmente, quelle e quelli che diventano “matti” in carcere, grazie alle gradevoli condizioni che si vivono nelle carceri di questo delizioso paese.

Cosa saranno queste «sezioni speciali finalizzate a favorire i1 trattamento terapeutico e il superamento delle suddette condizioni»?

Non ci sarà la voglia di ripristinare sezioni manicomiali nelle carceri?  

Comunque non si può sfuggire a questa logica: se i “grandi” scienziati psichiatrici affermano che in carcere si diventa “matti”, e comunque già oggi circa il 60% delle persone detenute fa uso di psicofarmaci (affermazione di alcuni sindacati delle guardie) e il  75% ricorre a quella che viene definita “terapia serale”, sedativi per dormire, che vuol dire?

Vuol dire quello che ripetiamo da decenni, ossia che il carcere è un lager che:

* induce al suicidio (lo scorso anno 52 persone suicidate, e morte per altra causa, lo scorso anno, ben 123)

* produce nelle persone rinchiuse devastazione fisica e mentale, o come afferma il decreto: «infermità psichiche sopravvenute».

Quando si affermano delle cose, bisogna essere conseguenti. Oggi un decreto dello stato afferma che in carcere per alcuni/e detenuti/e  sono “sopravvenute infermità psichiche”. Cioè che il carcere li ha fatti diventare “matti

Quindi, tenere funzionanti e pieni di persone quegli strumenti di morte e pazzia, ossia le carceri, vuol dire essere corresponsabili di quel crimine!

Se non vogliamo essere anche noi complici di questa scelleratezza, c’è una sola battaglia da fare:

Chiudere tutte le Galere   –   Abolire il carcere

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