1980, 28 dicembre, rivolta nel carcere speciale di Trani

                                Trentasette anni fa, il 28 dicembre 1980, alle ore 15,20 inizia la rivolta nel carcere speciale di Trani

«12 dicembre 1980, è sera, ora di cena. Si cena presto in carcere, televisioni accese a tutto volume, a quell’ora quasi tutte sintonizzate sul telegiornale del terzo canale, quello delle 19.00. Improvvisamente un vociare sempre più intenso, un boato. Ci affacciamo al cancello e contemporaneamente accendiamo la tv che quella sera, stranamente, tenevamo ancora spenta. Da qualche cella urlano un nome, qualcuno ne declina le funzioni e il ruolo. È un alto funzionario del Ministero della Giustizia con incarichi particolari sulle carceri speciali.

È stato sequestrato dall’organizzazione. In cella ci abbracciamo. Sembra brutto dirlo trent’anni dopo. Perché mentire? Allora succedeva così. Anche dall’altra parte, quando qualcuno di noi veniva arrestato in altri ambienti si brindava, l’urto frontale produce questi comportamenti.

La notizia piove su tutti noi rinfrescandoci, dopo quelle faticose discussioni che avevano arroventato gli animi. Adesso la discussione doveva prendere un altro indirizzo. Ora c’era poco da tergiversare, bisognava confrontarci con la proposta che veniva dall’organizzazione.

Confrontare,  significava raccogliere l’invito all’azione, mettere in piedi una lotta, una rivolta o un’evasione. L’incubo era finito. Le discussioni erano giunte a una prima conclusione.  Ora si fa sul serio, adesso entriamo in pieno nella parte dei prigionieri ribelli e vediamo se siamo in grado di recitarla bene. C’è ancora molto da lavorare e poi la maggior parte dei compagni, e anche tutti gli altri, vorrebbero lavorare per un’evasione. È comprensibile. Ma i tempi sarebbero lunghi e fuori non c’è la forza necessaria per un’evasione di massa. Bisogna convincere tutti che fare una rivolta è l’unica cosa possibile e importante, ed è da fare al più presto, per collegarci al sequestro, che non può durare un’eternità. I primi a essere d’accordo sono i compagni che vengono dall’esperienza dei Nap.

Per convincere i compagni arrestati di recente sosteniamo:  «Dopo tante critiche da parte dei compagni del nucleo storico, adesso facciamo vedere quello che sappiamo fare». Diversa la sollecitazione per i compagni con un lungo percorso carcerario alle spalle:   «Proviamo a rilanciare quella stagione di rivolte che ha scardinato il sistema carcerario per tutti gli anni Settanta ma che adesso rischia di addormentarsi, agganciamoci alla rivolta di Nuoro di quattro mesi fa e quella dell’Asinara dell’ottobre dello scorso anno».

Proprio la chiusura dell’Asinara tocca una corda sensibile. La solidarietà in carcere non si discute, senza solidarietà in carcere non si vive. L’Asinara, il carcere-lager, la sezione speciale ricavata nella diramazione Fornelli è lo spauracchio di ogni detenuto.

Anche i più duri storcono la bocca quando si minaccia di mandarli all’Asinara. Chiuderla è importante, significa non abbandonare chi vi è finito e versa in una difficile situazione. Lottare contro le carceri speciali e la differenziazione è l’argomento ricorrente nelle discussioni quotidiane.

In più c’è il caso drammatico del compagno Gianfranco Faina che, colpito da una malattia incurabile, è in fin di vita. Il Ministero non vuole farlo uscire.

Molta decisione ma anche dubbi. Con il clima teso che c’è nel paese può succedere qualunque cosa. Fuori, lo Stato e i governanti sono decisi a una linea durissima, la «linea della fermezza». La cosiddetta opinione pubblica è stata convinta da campagne di stampa ben orchestrate, siamo descritti come mostri e i mostri possono essere schiacciati. Nessuno farebbe una piega se qualcuno di noi in una rivolta ci lasciasse la pelle. Il punto non è di non avere dubbi, ma di saperci convivere  serenamente. ….»

La descrizione dettagliata della rivolta del carcere speciale di Trani del 28-dicembre 1980 la trovate sul libro: Maelstrom, Ed. Derive Approdi 2011
[sopra sono riportate alcune parti, pag.257 e segg.]

Il diario della battaglia di Trani è  qui

Le proteste dei familiari dei prigionieri di Trani è  qui

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Carcere, Rivolta di Trani e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.