L’ambiguo gioco sull’Amnistia

AmnistiaSi è rianimato il dibattito sull’Amnistia e Indulto dopo il “messaggio alle camere” del presidente Napolitano dell’8 ottobre scorso (il testo integrale dell’appello lo trovi qui).

Tutti gli esponenti dei partiti e i maître à penser sono scesi in campo dicendo la propria. Un dibattito che dimostra la loro NON conoscenza della realtà della detenzione e il loro fregarsene della condizione della popolazione carcerata, inficiando la discussione con le solite diatribe sulle berlusconerie, inquinandolo con calcoli di bottega! Ciò ne renderà difficile l’approvazione, per i veti incrociati e per le trattative in corso.

Ma il fatto più grave è che questa ambiguità impedisce una riflessione seria e a tutto campo sul problema del carcere: se ancora dobbiamo convivere con questo vecchio e inutile strumento di tortura; o invece impegnarci per trovare alternative radicali a quella mostruosità.

Amnistia e Indulto, da un punto di vista tecnico,sono provvedimenti cosiddetti  “deflattivi“, ossia che alleggeriscono immediatamente l’eccessiva presenza di persone in carcere e predispongono la situazione per una possibile ri-considerazione del problema della sanzione e della pena.

Dal punto di vista di chi sta in galera è una boccata d’ossigeno: riacquistare la libertà di praticare quelle relazioni umane troncate improvvisamente e ferocemente dalla carcerazione. Amnistia e indulto è dunque vita, di fronte al carcere che è morte.

Se però resta tutto inalterato, Amnistia e Indulto serviranno a poco. Se rimarranno attive le leggi criminogene (che fanno diventare reati dei comportamenti che prima erano casomai criticabili ma esclusi dalla sanzione penale, quindi producono criminali): le leggi sull’immigrazione e sulle sostanze stupefacenti, se resteranno le restrizioni per la recidiva, se permarrà il pesante clima culturale forcaiolo che preme la magistratura giudicante per il massimo della pena e soprattutto per il blocco reale delle misure alternative

È questo delle misure alternative il vero nodo del problema:

*nell’immediato perché quasi un terzo delle persone carcerate hanno una pena o un residuo pena inferiore a tre anni (elevabile a sei per tossicodipendenti) e dunque dovrebbero stare fuori dal carcere in misura alternativa. Si tratta di modificare le procedure per l’accesso alle misure alternative, ossia una accesso automatico per sostituire la procedura farraginosa dell’istanza al tribunale di sorveglianza e le lunghe attese.

*in prospettiva perché parlare di misure alternative significa mettere in discussione la sanzione carceraria. Significa ripensare complessivamente il sistema della sanzione non-carceraria e iniziare a concepire l’esistenza di un circuito sanzionatorio che non-separi, non-escluda dalla società come il carcere; significa togliere il potere allo stato di impossessarsi del corpo di una persona per annientarne l’autonomia e la personalità. (Anche il concetto di sanzione dovrebbe scomparire per far posto a una comunicazione dialettica tra diversi. Ma poiché il termine “sanzione” viene usato oggi anche dai movimenti che si dicono “antagonisti”, forse i tempi non sono maturi).

Se non si mette in discussione il concetto stesso di carcere, l’alleggerimento di presenze in carcere prodotto da amnistia e indulto sarà di breve durata e le carceri si riempiranno rapidamente di nuovo. Non con le stesse persone che hanno beneficiato dell’indulto e amnistia (come affermano vigliaccamente i fautori del NO).

Oggi dobbiamo essere in grado di sottoporre a critica demolente il concetto di “pena” come privazione della libertà, come annichilimento della soggettività delle persone recluse cui vengono recisi, da un momento all’altro, le relazioni affettive, sociali, lavorative. Il carcere de-socializza completamente le persone che rinchiude. Che inganno parlare di “ri-socializzazione”, che ambiguità!

Per chi scrive,  Amnistia e Indulto deve essere un modo per fare uscire più persone da quell’inferno e per avvicinare il momento dell’abolizione definitiva del carcere. Amnistia deve essere lotta per costruire un rapporto di forza e imporre al governo e alle classi dirigenti il riconoscimento del periodo di “particolare tensione sociale” provocato dallo strapotere dei potenti che ha reso sempre più precaria la vita dei più! Amnistia deve voler dire imporre il riconoscimento della legittimità dei conflitti collettivi e dei comportamenti individuali, anche se compiuti in violazione della legge, poiché realizzati per trasformare il sistema economico-sociale esistente, o semplicemente per sopravvivere. Amnistia deve affermare il principio che settori importanti della società possono ribellarsi, nelle molteplici forme, all’ordine esistente con pratiche illegali e che le loro ragioni sono storicamente valide e legittime.

Cronaca:

parlamento-600x250

Tre sono i disegni di legge attualmente prersenti alle Camere e che verranno discussi:

= DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori MANCONI, COMPAGNA, CORSINI e TRONTI presentato il 15 marzo 2013, dal titolo “Concessione di amnistia e indulto”

A tal fine, nell’esercizio di quel potere clemenziale riservato al Parlamento, il presente disegno di legge concede amnistia per tutti i reati commessi entro il 14 marzo 2013 per i quali è stabilita una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena detentiva ferme restando alcune esclusioni per i reati connotati da maggiore  pericolosità sociale e lesivi di beni giuridici di rango costituzionale particolarmente elevato. Analoghe esclusioni sono previste per l’indulto, che è concesso nella misura di tre anni in linea generale e di cinque per i soli detenuti in gravi condizioni di salute.

(Il testo integrale si può leggere qui)

————————–

= DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori COMPAGNA e MANCONI presentato il 15 marzo 2013, dal titolo “Concessione di amnistia ed indulto”

Rispetto all’amnistia del 1990, l’ultima emanata, (legge 11 aprile 1990, n. 73), si è scelto di eliminare il riferimento alla discussa (e potenzialmente indeterminata) nozione di «reato finanziario». La pena detentiva che deve essere prevista, per dar luogo all’estinzione del reato, è quella non superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena……

(Il testo integrale si può leggere qui)

———————————–

= PROPOSTA DI LEGGE di iniziativa del deputato GOZI presentata il 26 marzo 2013, dal titolo “Concessione di amnistia e indulto”

A tal fine, nell’esercizio di quel potere clemenziale riservato al Parlamento, la presente proposta di legge concede amnistia per tutti i reati commessi entro il 14 marzo 2013 per i quali è stabilita una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria, sola o congiunta a detta pena, ferme restando alcune esclusioni per i reati connotati da maggiore pericolosità sociale e lesivi di beni giuridici di rango costituzionale particolarmente elevato...

(Il testo integrale si può leggere qui)

I sondaggi:

– L’amnistia divide gli italiani, ma prevalgono i contrari. il 52% non vogliono atti di clemenza, il 44 % è favorevole. È quanto emerge da un sondaggio della Ipr realizzato per il tg3. Le percentuali restano sostanzialmente le stesse anche tra gli elettori del Pd

* il 51% contrario, il 45% favorevole. L’Ipr ha testato anche le opinioni degli italiani sul reato di immigrazione clandestina: è emersa una prevalenza dei contrari all’abolizione, con il 50% del campione che non la vorrebbe e il 42% che sarebbe invece favorevole

* Tra gli elettori del M5s, i contrari sono ancora di più: il 54% di elettori di Grillo non vuole che sia abrogato il reato di clandestinità, contro un 27% di favorevoli e un 19 senza opinioni.

Le posizioni dei politici:

CANCELLIERI, auspico riscontro messaggio capo stato (ANSA) – PADOVA, 14 ott – “Auspico che il messaggio del Capo dello Stato abbia quel giusto riscontro che merita”.: così il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, in merito alla discussione su un provvedimento di indulto-amnistia, a margine di un convegno a Padova su “Emergenza lavoro nelle carceri”. Il ministro ha poi precisato che “il Parlamento è sovrano e ovviamente farà la sua scelta”.

Scontro nel PD. “La discussione su amnistia e indulto è un’assurdità, è giusto l’intervento del presidente Napolitano, ma si deve intervenire sulle carceri. Non mi interessano i sondaggi; e bisogna agire sulla normativa Bossi-Fini. Ma dire ogni sette anni: apriamo le carceri è diseducativo per i nostri giovani”. Lo ha ribadito il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il gara per la direzione del PD. Gli si contrappone Emanuele Macaluso e Gianni Cuperlo accusandolo di seguire i sondaggi.

Il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Antonino Pipitone dell’IDV si dice contrario.

Per il PDL, Quagliarello ha detto che non si può escludere un condannato (Berlusconi) da un provvedimento di Amnistia o Indulto.

I disegni di legge presentati pongono il limite massimo della pena per i reati da amnistiare a quattro anni, limite che esclude il reato per il quale è stato condannato B e anche gli altri reati per i quali è in corso il giudizio.

 Ma è solo il condannato Berlusconi, oppure tanti altri notabili, ad avere conti aperti con la giustizia?

Altri Post sull’Amnistia: qui,   qui  qui

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Carcere e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a L’ambiguo gioco sull’Amnistia

  1. rosa68 ha detto:

    siamo stanchi parlano ma non fanno niemte c’e gente che soffre per condanne di 20 anni fa e bbini che cercano il padre politoci fate la legge uguale x tutti la dignita umana non e divisa in serie a o b

  2. gianni landi ha detto:

    Salvatore, è tutto vero e giusto quello che dici e commenti, come è giusta la considerazione di Rosa 68, ma siamo sempre più convinti che le esibizioni narcisistiche di tutti i parlamentari servono soltanto a fare cassetta a questi prestigiatori della politica a nostre spese materiali e morali; anch’io non sto dicendo cose nuove per noi, ma rimango convinto per esperienza personale che la situazione della popolazione detenuta si modificò concretamente con l’entrata nel circuito carcerario di compagni che fecero prendere coscienza della forza “contrattuale” nei confronti della direzione e degli organi preposti. Ricordo, per inciso, che guardie carcerarie ed anche alcuni carabinieri, facevano a gara per chiedermi una “raccomandazione”, una “buona parola” verso quelli che pensavano fossero i miei superiori nell’ambito delle lotte in corso all’esterno!! Oggi la situazione ed i rapporti di forza sono completamente cambiati, ma si può continuare a sobillare, istigare, sensibilizzare ed organizzare, un poco alla volta, familiari di detenuti, ex detenuti e compagni coscienti, a rivoltarsi in qualsiasi forma, perchè se non sono le persone che in prima persona hanno patito o patiscono questa situazione, tutto il resto è inutile. Capisco che ci sono molti rischi e molti di noi li conoscono…ma chi non risica non rosica! Qualcuno potrebbe obbiettare che lo spirito rivoluzionario non è proprio della grande massa e quindi…un passo alla volta, un passo alla volta!!NO,NO e mille volte NO! Compagni con istinti rivoluzionari ci sono sempre stati e questi sono il lievito della rivoluzione, dell’insurrezione, i detonatori, il fuoco che deve far aumentare la pressione nella pentola. Di che cosa abbiamo paura? peggio di così per noi non può andare ed allora meglio giocarsela questa esistenza di merda. Cercano di addormentarli con le promessine, con il calcio, con gli psicofarmaci o di scoraggiarli con le minacce del “baratro”! Dobbiamo svegliarli, incoraggiarli e fargli prendere coscienza delle loro ragioni, altrimenti siamo fottuti e non è certo da noi “vecchietti” che ci si può aspettare lo smalto. Scusami questo sfogo, questo comizietto che non è certamente per te, ma mi si rivolta il sangue ogni volta che li sento parlare. Ti abbraccio con forza. Gianni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...