A proposito di sciacalli e civette… di qua e di là dell’oceano

In questi giorni imperversano su giornali e TV, lugubri creature notturne. Sono coloro che continuano a vomitare commenti biliosi dei vari Caselli, PG Battista e compagnia cantante, sui funerali del compagno Prospero Gallinari, chiedono a chi vi ha partecipato, un atto di pentimento e contrizione.

«Acque agitate nella Lista Ingroia dell’Emilia Romagna. …funerali dell’ex Br Prospero
Gallinari al cimitero di Goviolo alle porte di Reggio Emilia, …la presenza alle esequie …, sia di Alberto Ferrigno, coordinatore provinciale di Rifondazione a Reggio Emilia, sia di Claudio Grassi, già senatore di Rifondazione con l’Unione nel 2006 e ora candidato alla Camera per Rivoluzione Civile…»

Leggete, allora, questa storia successa negli Usa qualche tempo fa e confrontatela con ciò che succede in questo paese, su questioni analoghe.

ayers-and-dohrn1Nel febbraio 2008, negli Stati Uniti imperversava la campagna elettorale per l’elezione del Presidente degli Usa. I media vicini al partito repubblicano lanciarono una vasta campagna stampa in cui “denunciavano” rapporti di collaborazione intercorsi negli anni precedenti tra Bill Ayers e l’allora senatore democratico Barack Obama.

Bill Ayers era stato, insieme a Bernardine Dohrn, (poi i due si sono sposati), a Mark Rudd, Jim Mellen, Terry Robbins, John Jacobs, Jeff Jones, ed altre e altri compagni, dirigenti dell’organizzazione di estrema sinistra Weather Underground. (WUO). Bill Ayers studente dell’Università del Michigan, nel 1965 entrò in contatto con la Students for a Democratic Society (SDS), l’associazione studentesca molto attiva nelle proteste contro la guerra del Vietnam. Nel 1969 Bill Ayers insieme ad altri, fu promotore della scissione dall’SDS del Rebel Youth Movement (RYM), su posizioni più radicali, più violente ed esplicitamente rivoluzionarie, che prenderà in seguito il nome di Weathermen (o Weather Underground), in onore di un verso di Bob Dylan, nella canzone Subterranean Homesick Blues citato in uno dei loro primi volantini. I Weathermen si definivano una formazione marxista rivoluzionaria e furono attivi dal 1969 al 1976. il loro Bring the War homeobiettivo era “Bring the War Home” (“porta la guerra a casa”, cioè negli Usa dentro il cuore dell’impero).

Iniziarono l’attività con i “giorni della rabbia” a Chicago dall’8 all’11 ottobre 1969 con la distruzione dei ricchi negozi e dei simboli dello stile di vita Usa e del loro potere. 300 membri dei Weather Underground furono arrestati.

Il 21 maggio 1970, ad una radio californiana venne recapitata una busta contenente una cassetta audio. Sul nastro era registrata la voce di una giovane donna. Era il primo comunicato dei Weathermen, un gruppo rivoluzionario comunista. Era la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti. Legge una giovane compagna: Salve. Qui è Bernardine Dohrn. Quella che leggerò è una dichiarazione di guerra. Questo è il primo comunicato dai Weatherman Underground. In tutto il mondo la gente combatte l’imperialismo e guarda alla gioventù americana chiedendole di usare la posizione strategica dietro le linee nemiche per unire le forze e distruggere l’impero. (.) Se vuoi trovarci, noi siamo qui. In ogni tribù, comune, dormitorio, fattoria, baracca e sobborgo dove i ragazzi fanno l’amore, fumano, chiunque fugge dalla giustizia americana è libero di venire. Nei prossimi 14 giorni attaccheremo un simbolo o un’istituzione dell’ingiustizia americana”.

I Weathermen mantennero sempre stretti contatti con il movimento dei Black Panther.

Nel 1971 Ayers e la Dorn entrarono in clandestinità. Parteciparono agli attentati contro la sede della polizia di New York nel 1970, contro il Campidoglio di Washington nel 1971 e contro il Pentagono nel 1972.

Nel 1973, la Corte annullò l’accusa costruita dalla polizia nei confronti di Ayers a causa dei metodi illegali utilizzati dal FBI, spionaggio e interrogatori pesanti, leggasi “tortura” per la raccolta di prove a carico di Ayers e di altri membri dell’organizzazione. Così nel 1981 Ayers terminò la sua latitanza dopo aver trovato un accordo giudiziario per la posizione giudiziaria della compagna, Bernardine Dohrn. Altri e altre militanti dei Weather Underground, che non poterono utilizzare questo “cavillo” rimasero molti decenni nelle galere e alcuni ci sono tuttora.

ayers-puppetAyers aveva conosciuto Obama nell’ambito della loro comune partecipazione in alcuni consigli locali a Chicago, all’inizio della carriera politica di Obama. Lo staff del candidato repubblicano John McCain si gettò a capofitto in questa campagna, (nella foto: il “terrorista” Ayers manovra Obama. Sulla campagna alcune pagine le trovate qui) con la produzione e la trasmissione di specifici spot elettorali, ricordando che: nel 1997, Obama venne eletto al Senato dell’Illinois e, in un’intervista, elogiò un libro di Ayers sulla pedagogia.

Obama rispose alle accuse affermando che Ayers era un vicino di casa ed un suo conoscente, e che: «L’idea che […] il mio conoscere qualcuno coinvolto in azioni odiose 40 anni fa, quando avevo otto anni, in qualche modo si ripercuota sui miei valori non ha molto senso». Non una entusiasmante rivendicazione, però, non smentì mai di aver lavorato con lui e di continuare a lavorarci. Cosa sarebbe successo in questo triste paese?I-married-a-communist

Da precisare che Bill Ayers non si è mai pentito e nemmeno dissociato dalla sua attività rivoluzionaria. Al contrario: il 10 settembre del 2001, in un’intervista al NYTimes, Ayers disse di «non essere pentito degli attentati, ma solo di non aver fatto di più».

«Quando gli attivisti sfilarono in tribunale e fu chiesto loro di fare i nomi, di pentirsi e di collaborare alla distruzione del movimento, quasi tutti si rifiutarono di farlo. Preferirono andare in galera, piuttosto che parlare. Fuori dichiaravano ai reporter: – Non sono stato io, ma lo ammiro-»

[da Fugitive Days di Bil Ayers, pag.343]

Molti e molte avranno conosciuto la storia dei Weather Underground grazie al film, The Company you keep  (La regola del silenzio) di Robert Redford, da poco uscito, che non ho ancora visto e dunque non so quanto restituisca correttamente quella storia.

Per approfondire la storia dei Weather(wo)men. Ci sono dei buoni libri:
Weather Underground. Prateria in fiamme: il programma politico dei Weather Underground. – Milano Collettivo editoriale Librirossi, 1977.
Ristampato: Weathermen – I fuorilegge d’America (18 €) a cura di Editore Bepress 2011
Bil Ayers Fugitive Days – Memorie dai Weather Underground- Cox 18 Books 2007

Sui Weather Underground vedi anche il post:  qui

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4 risposte a A proposito di sciacalli e civette… di qua e di là dell’oceano

  1. sergio falcone ha detto:

    Siamo in clima d’elezioni e tutto viene utilizzato a fini propagandistici, anche i semplici episodi della vita quotidiana, per esaltare la propria “augusta” persona e i possibili, disinvolti alleati, e denigrare gli avversari. Disinvoltamente.
    Che Alberto Ferrigno e Claudio Grassi vengano attaccati per il solo fatto d’aver partecipato ai funerali di Prospero Gallinari, non mi meraviglia nemmeno un po’.
    Come diceva la mia povera madre: “La politica è cosa sporca”. E spesso viene condotta anche a colpi bassi e bassissimi. Pur di arrivare a ricoprire un qualche incarico al posto d’altri, c’è chi venderebbe la madre, per l’appunto. Pecunia non olet, o no? La pecunia e il Potere.

    Se, all’improvviso, affollarsi e sgomitare per essere inseriti nella rosa dei candidati (e dei probabili amministratori della cosa pubblica) costasse un qualche pericolo, vedreste queste stesse liste svuotarsi all’istante, assieme alle sedi di partito. Potete scommetterci.
    Come ho già avuto modo di dire, ho conosciuto Prospero Gallinari e mi ha subito impressionato di lui il grande spessore morale. Da autentico rivoluzionario d’altri tempi. Certo, non ne approvavo i metodi, né la linea politica, molto distanti da me. Ma difficilmente oggidì troverete persone disposte ad abbandonare tutto, e a correre rischi mortali, per seguire un’idea. Come lui fece.

    A chi, pur credendo in un qualche dio, osa insultare chi è andato ai funerali: “Non siete nemmeno capaci della carità e del rispetto che i cristiani dedicano ai defunti? Fareste meglio a tacere, piuttosto”.

    P.S. – “La politica è la cultura che diventa azione”, Cesare Pavese. Cari i miei candidati alle prossime tornate elettorali…

  2. davide steccanella ha detto:

    interessantissimo questo pezzo salvatore, grazie.
    P.S: il film l’ho visto è un pò amerikano ma non è male soprattutto mi piace molto il discorso che fa susan saradon all’inizio al protagonista che la va a trovare in carcere, quando dice più o meno che allora quando succedevano quelle cose (vietnam etc.) violenza sarebbe stata rimanere a casa a fare la calza…

  3. davide steccanella ha detto:

    ieri avevo scritto su fb questa cosa che in certo senso si “lega”
    “Quante polemiche per un funerale…”
    Si è letto di tutto sui funerali dell’ex BR Prospero Gallinari di anni 62, detenuto a far tempo dal 1979 e da tempo in detenzione domiciliare per gravi motivi di salute. I più clementi han parlato di provocazione e di insulto al dolore delle vittime del terrorismo, i più accaniti di apologia di reato, invocando retate per i presenti. Ovviamente nessuno dei tanti commentatori di professione era presente, ma quella del giudicare quel che non si conosce non costituisce certo una novità del gigantesco circo mediatico della italica comunicazione. Sull’onda dello sdegno si sono rotte alleanze politiche locali ed un neo assessore a Livorno (pensa un pò) ha dovuto farsi da parte, causa il suo certo non recente passato anche se probabilmente non aveva mai neppure conosciuto Gallinari. Sfugge davvero il senso di tutto ciò. I parenti (perchè anche un ex terrorista ne ha…) hanno pensato di fare un funerale ad un loro morto presso il locale cimitero non appena avuto il via libera dalla Autorità Giudiziaria che aveva disposto autospsia. Hanno convocato la stampa o fatto proclami ? Nossignore, eppure….La Stampa, avuta la ghiotta notizia che avrebbe potuto finalmente imbattersi in un colpo solo in tanti ex compagni del morto che da anni e anni se ne stanno appartati visto che raramente è loro concessa libertà di parola, si è recata in corpo e deputazione a fotografare e filmare una cerimonia privata. Costoro, gli ex, si sono riuniti convocando una conferenza stampa per dire che lo Stato è assassino e va abbattuto ? Nossignore, eppure…In seguito ragioni di audience hanno indotto i medesimi solerti cronisti ad immediatamente divulgare su ogni dove le sequenze ivi catturate accompagnandole da eclatanti commenti che fanno tanto notizia e titolo, e da quel momento si è scatenata la ovvia gran cassa degli strali di chi non c’era e che commentava da casa. Si crea il fatto pubblico (anche se non lo era) per commentarlo come tale (anche se non lo è), e così il dolore dell’amico che piange il proprio morto diventa inneggio all’assassinio dell’inerme, il canto del comunista che ancora ci crede il segno dell’attacco alla democrazia, il ricordo di chi magari ha diviso con il defunto anni di galera l’irriducibilità assassina del cattivo maestro e chi più ne ha più ne metta. tutto il resto non conta, chi c’era e chi non c’era e cosa si è detto e cosa si è pensato viene spazzato via,
    Nel 1979 nel centro di Bologna centinaia di persone salutavano a pugno chiuso la bara di Barbara Azzaroni morta il giorno prima durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine di Torino. Allora si era in pieni “anni di piombo” come li chiamano i vari soloni, parafrasando male il titolo di un film tedesco che si riferiva a tutt’altro, ed era una sorta di manifestazione pubblica, eppure nessuno disse nulla perchè appunto era il funerale di una persona, e i saluti erano quelli dei suoi amici e il tutto sembrava ovvio. Oggi che la democrazia come ci insegnano a scuola ha vinto e da anni, non si può neppure seppellire un morto…Amen

  4. vittoria oliva ha detto:

    con tutto il rispetto compagni questa è la società dello spettacolo e della spettacolarizzazione, e i compagni delle BR lo sapevano e sapevano pure usarla, non solo loro, in verità, il problema ora è se mai che per i più è rimasta solo questa. E se si mette in rete un video e si vede chi era ai funerali è scontato che vengano commenti maligni da una parte, commenti addolorati magari da altra parte a vedere rifondazione, e persino rivoluzione civile ai funerali e i più DI PIETRO che su i funerali ci fa la campagna elettorale sopra.. Ora è vero sono rapporti personali, ma non si può negare che il compagno Gallinari è stato una figura politica e politico è anche il suo funerale, del resto si cantava e fischiava l’internazionale, se qualcuno rimane male a vedere certi personaggi, quando si rivendica la coerenza del compagno e di chi era presente, pure questo ha diritto di far parte del funerale.
    Il film americano è u film ben fatto, anche se secondo me non si possono fare paragoni tra la storia americana e quella italiana, neppure in merito alla sinistra istituzionale, che fu colpita dal maccartismo, mentre da noi è stata sempre complice

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