Alessandria, Casa Circondariale di Piazza Don Soria

Aless-2Giovedì pomeriggio (10 gennaio), intorno alle ore 13 un cittadino romeno di 26 anni, in cella per l’accusa di rapina in un negozio di  Como, si è arrampicato sul tetto dell’istituto penitenziario.

«Continuava a ripetere che era innocente e che non aveva nulla a che fare con quella rapina. A un certo punto ci ha detto che voleva uscire dal carcere da uomo libero, oppure con i piedi davanti. Ci ha raccontato che da tempo i genitori hanno smesso di cercarlo e che è papà di un bambino di meno di un anno che non ha neppure visto nascere. Che non avrebbe soldi per pagare un avvocato, ma vorrebbe chiarire la sua posizione».

Aless-3Così ha raccontato il responsabile dei Vigili del Fuoco intervenuto per far desistere il detenuto, coadiuvato dall’educatrice del carcere. A convincerlo è stata soprattutto la telefonata del dirigente della Squadra Mobile di Alessandria che, in vivavoce, ha garantito al ragazzo un colloquio per l’indomani mattina con il giudice di Sorveglianza a cui il detenuto potrà illustrare tutte le sue ragioni.

Alle ore 16,00 il detenuto è sceso dal tetto. Il carcere di Piazza Don Soria ha una presenza di 395 a fronte di una capienza di 260 posti.

cellaIl carcere di Alessandria, proprio questo in piazza Don Soria, l’altro carcere di Alessandria è quello di San Michele (dove nello stesso giorno due detenuti maghrebini hanno tentato di darsi fuoco), 39 anni fa, il 9 maggio 1974, avvenne una svolta nello scontro tra movimento dei detenuti in rivolta e Stato:

di fronte a un’ennesima rivolta, nella quale i detenuti avevano preso in ostagio alcuni operatori: sei insegnanti, un medico, 2 brigadieri e 4 appuntati. Dopo due giorni di trattative da Roma arrivò l’ordine di procedere con un’azione di forza che sfociò nella sparatoria in infermeria.

L’epilogo fu drammatico. Nella rivolta persero la vita sette persone. A guidare l’assalto al carcere fu il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Vedi il Post che ricorda la repressione nel 1974  QUI

 

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4 risposte a Alessandria, Casa Circondariale di Piazza Don Soria

  1. vittoria oliva ha detto:

    me lo copio

  2. Pingback: Alessandria, Casa Circondariale di Piazza Don Soria | controappuntoblog.org

  3. Pino ha detto:

    GENOVA, UN TEATRO DIETRO LE SBARRE
    Sarà costruito un teatro all’interno del carcere di Marassi a Genova e
    PARTE DELLA MANODOPERA PER REALIZZARLO SARA’ AFFIDATA
    AGLI STESSI DETENUTI (!!!).
    Si chiamerà “Teatro dell’Arca”, avrà una capacità di 200 posti e sarà
    attrezzato per spettacoli ma anche mostre e conferenze.
    Scopo principale, spiega il direttore del carcere Salvatore Mazzeo,
    è RIABILITATIVO (!!!) per i detenuti nel SUPER AFFOLLATO
    PENITENZIARIO, dove ci sono anche 8 DETENUTI PER CELLA (!!!).
    Su una capienza di 450, i presenti sono quasi 800 (!!!)
    il 30% (240…) dei quali in attesa di giudizio.
    “E’ un modo per ridare DIGNITA’ (???) ai carcerati”
    (della serie: ariconsolateve co’ ‘st’aglietto!!….)
    afferma ancora il direttore, mentre Roberto Martinelli, segretario
    generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria,
    lo ritiene UTILE (!!!) perché IL CONDANNATO CHE ESPIA LA PENA IN
    CARCERE HA UN TASSO DI RECIDIVA DEL 68,4 % CONTRO IL
    19% DI CHI HA USUFRUITO DI MISURE ALTERNATIVE.

    Questo sull’Avvenire di oggi a pag 11 accanto alla notizia a tutta
    pagina : LAVORO (!!!) IN CARCERE, IL GOVERNO SBLOCCA FONDI
    PER 16 MILIONI
    (….e boccia l’ amnistia….)

  4. contromaelstrom ha detto:

    come dicevano una volta? “Arbeit macht frei” il lavoro rende liberi. In carcere vale la stessa regola: per avere una misura alternativa, semilibertà, affidamento in prova, ecc., devi avere un lavoro. Per Avere il permesso di soggiorno devi avere un lavoro. Evidentemente NON è cambiato molto da quando quella sfritta “Arbeit macht frei” apriva iil lager di Auschwitz e gli altri.
    Che schifo di società!

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