CONDANNATI PER ALTO SENSO DI UMANITA’

BattagliadelpiaveTerrorismo di Stato

condannati per non aver ucciso chi chiedeva pane

&&-  Il comando della 252° fanteria di linea in data 31 gennaio 1918  denunciava a questo Tribunale di guerra l’aiutante di battaglia L.A. e i soldati B.S. e P.O. perché il giorno 21 gennaio 1918, trovandosi in servizio di sorveglianza in un tratto di linea sul Monte Perizza, omettevano di far fuoco all’apparire di nemici sulle trincee opposte, a breve distanza, contrariamente alle precise disposizioni impartite dal comando di reggimento e formati oggetto di consegna per quei soldati. 

Nel periodo istruttorio risultò che nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, altri due militari, e precisamente il soldato F.U. e il sergente D.T.G. avevano gettato del pane nella trincea nemica e ricevuto in cambio delle sigarette. Dalla trincea nemica si era sporto un soldato austriaco chiedendo pane, alla quale richiesta il soldato F.U. ed il sergente D.T.G. avevano gettato dei pezzi di pane; poco dopo il soldato nemico si sporse di nuovo e gettò nella nostra trincea un cartoccio contenente tre sigarette; le due vedette, soldati B.S. e P.D. a quella replicata apparizione non fecero fuoco …

(Tribunale militare di guerra del VI corpo d’armata. Zona di guerra, 12 marzo 1918. sent. 119 – L.A. della provincia di Macerata, anni 28, macellaio; B.S. della provincia di Pisa, anni 31, contadino; P.O. della provincia di Ferrara, anni 30, contadino; F.U. della provincia di Pisa, anni 22, carpentiere; D.T.G. della provincia di Caserta, anni 28, fabbro; assolto il primo e condannati gli altri a pene varianti dai 7 ai 20 anni di di reclusione per violata consegna.)

non si dia retta alle fandonie dei giornali

ØØ-  Il 29 novembre 1915, dall’ufficio postale militare presso la 15° divisione, venne sequestrata per censura una lettera di pari data, anonima, diretta a B.A. di Adria, e contenente espressioni di denigrazione sulle operazioni di guerra, di vilipendio per l’esercito, di diffamazione verso ufficiali e di incitamento alla rivoluzione. La lettera stessa, tra l’altro, conteneva precisamente la seguente espressione: «Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione». In appresso aggiungeva: «I giornali parlano della presa di Gorizia (occupata dalle truppe italiane soltanto il 9 agosto 1916). Oggi stesso ho avuto la conferma che essa non sarà mai presa; ossia occorre che gli austriaci l’abbandonino. Non ci si lusinghi… i soldati italiani non sono capaci di prenderla». Inoltre attribuiva ad ufficiale delle frasi come questa: «Se avessi fra le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei»; ed infine concludeva: «Quindi unica cosa da farsi è la rivoluzione… siamo stanchi… e non si attende la scintilla».

Procedendo ad inchiesta, venne riconosciuto per autore della lettera l’accusato B.U., che confessò essere il contenuto della lettera parto della sua fantasia e di averla scritta in un momento di sconforto per la lontananza dalla famiglia.

 (Tribunale militare di guerra del V corpo d’armata. Thiene, 20 gennaio 1916, sentenza 114 – B.U. anni 25 soldato nella 36° compagnia presidiaria; condannato a 4 anni di reclusione militare per propalazione di notizie denigratorie.)

non voglio lavorare

§§- Il 5 marzo 1916, trovandosi la compagnia cui apparteneva il B.C. nelle trincee di prima linea in faccia al nemico, il predetto, ricevuto ordine dal sergente D.M.F. di recarsi a lavorare al rafforzamento delle trincee avanzate, colla sua squadra, vi si rifiutava ostinatamente.

Informato del fatto, il comandante la compagnia, capitano sig. D.R., ordinava al B. di recarsi al lavoro; non obbedendo costui, il predetto ufficiale gli domandava se non poteva o se non voleva lavorare, al che il soldato rispondeva recisamente: «Non voglio lavorare». Sopraggiunto il comandante del battaglione, maggiore sig. R.,  il B. a domanda di quest’ultimo confermava di essersi rifiutato di lavorare e ciò perché  essendo stato punito con 15 giorni di prigione di rigore per essere tornato dalla licenza con 6 giorni di ritardo, non intendeva lavorare per ugual tempo.

Per tali fatti il B. veniva denunciato a questo Tribunale; ma pochi giorni dopo, si rendeva colpevole di una ben più grave mancanza. Invero nel pomeriggio del 12 marzo era stato portato a conoscenza dei soldati che avrebbe avuto luogo una azione di guerra di lì a poche ore. Apparve subito allora che nella compagnia eravi un gruppo di soldati che tale azione in particolare, ed in genere alla guerra, mostra vasi contrario, sobillando inoltre i compagni con una propaganda de moralizzatrice esplicata in diversi modi, tra cui l’affissione di cartelli contenenti scritti sediziosi. Di tale azione deleteria e funesta per lo spirito patriottico e di disciplina dei soldati della compagnia, il B. era già da tempo segnalato ai suoi superiori come uno dei maggiori responsabili, tanto che il comandante la compagnia aveva creduto opportuno incaricare il sergente D.M.F. di vigilarlo e riferirgli sul suo contegno in compagnia.

Il tenente V., rientrando il 12 detto mese nella compagnia accantonata nelle officine di Adria, dopo che i soldati erano stati informati dell’azione progettata per giorno successivo, trovò che i soldati, riunitisi per loro conto e disarmati, vociavano e gridavano, ed il B. che era uno dei più scalmanati e gridava ai suoi compagni: «Vogliamo parlare al colonnello». Il tenente afferrato per un braccio il B. lo costrinse a seguirlo, tentò di appartarlo dai compagni; ma in quel momento sopraggiunto il comandante del reggimento colonnello sig. P., riuscito a ottenere il silenzio, arringò la truppa incitandola a fare tutto il suo dovere nell’azione che stava per essere impegnata, e cercando di elevare lo spirito ed il morale col linguaggio più adatto in simili circostanze.

Ma un gruppo di 7 o 8 soldati fra cui erano il B.C. e l’A.A., rimaneva in attitudine ostile; e quando il colonnello, impressionato dal contegno di tale gruppo, terminata l’arringa, ebbe chiesto se alcuno volesse dire qualche cosa, […] Fu in quel momento che dallo stesso gruppo partirono grida confuse di : «Non si può! Non si può! » il colonnello distinto nel gruppo l’A., che era uno dei più scalmanati lo faceva uscire dalle fila e gli chiedeva che cosa non si poteva. L’A. rispose: «Non si può avanzare», ed alla domanda del colonnello perché non si poteva avanzare, rispondeva, senz’altro aggiungere: «Perché non si può! ». dopo ciò al colonnello non restò che ordinare ai due soldati riottosi di seguirlo, ed agli ufficiali di restare in compagnia per prevenire altri possibili incresciosi incidenti. […]

(Tribunale di guerra del VII corpo d’armata. Zona di guerra. = B.C., calabrese, anni 25, incensurato; A.A. siciliano, anni 25, incensurato, entrambi soldati nel 144° fanteria: condannati alla pena di morte col mezzo della fucilazione nella schiena per rifiuto d’obbedienza in presenza del nemico. Sentenza eseguita il 14 aprile 1916.)

abbasso la guerra

##- La sera del 12 aprile 19 aprile 1916 in Orzano,poco dopo le ore venti, una pattuglia dei carabinieri, dopo aver fatto sgombrare l’osteria della piazza, vedendo che su detta piazza s’era formato un gruppo di una ottantina di soldati che cantava e schiamazzava, intervenne dicendo di smetterla, di non fare baccano e di ritirarsi. I soldati però non badarono alle loro parole e continuarono a schiamazzare, mentre detti carabinieri essendo impotenti perché soltanto in due , si ritirarono in un angolo della piazza attendendo l’ora della ritirata per intervenire più energicamente e far uso all’occorrenza della forza.

Frattanto due ufficiali del 126° reggimento fanteria, capitani T. e B., i quali trovavansi in una casa sulla piazza, dubitando che i soldati avessero adattato, sopra un motivo popolare, parole indisciplinate, poiché ogni tanto emergeva la parola “126”, scesero onde poter meglio percepire qualche frase e il significato della canzone.

Proprio in quel momento, appena giunti, la canzone finiva e dal gruppo centrale partivano le grida di «Abbasso la guerra». Gli ufficiali furono pronti ad accorrere afferrando due militari uno dei quali, attuale giudicabile C.C., sorpreso mentre ripeteva il grido, non oppose resistenza, mentre l’altro, rimasto ignoto, riuscì a fuggire dopo breve colluttazione col capitano T. Accorsi prontamente i carabinieri avvenne una fuga generale, mentre però un sasso lanciato da militare pure sconosciuto, colpiva al copricapo un carabiniere e di rimbalzo il capitano T. alla fronte…

(Tribunale militare di guerra del II corpo d’armata . Dolegna, 11 maggio 1916 – sent. 133 = C.C. della provincia di Teramo, anni 25, soldato del 126°fanteria condannato a 10 anni di reclusione militare per rivolta.)

Le sentenze riportate sono tratte dal libro:      
Plotone di esecuzione, di E. Forcella e  A. Monticone, Laterza Editori 1972
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13 risposte a CONDANNATI PER ALTO SENSO DI UMANITA’

  1. sergiofalcone ha detto:

    Cancelliamo la guerra e la violenza dalla faccia della terra!

  2. sergiofalcone ha detto:

    MASTERS OF WAR

    Come you masters of war
    You that build all the guns
    You that build the death planes
    You that build the big bombs
    You that hide behind walls
    You that hide behind desks
    I just want you to know
    I can see through your masks

    You that never done nothin’
    But build to destroy
    You play with my world
    Like it’s your little toy
    You put a gun in my hand
    And you hide from my eyes
    And you turn and run farther
    When the fast bullets fly

    Like Judas of old
    You lie and deceive
    A world war can be won
    You want me to believe
    But I see through your eyes
    And I see through your brain
    Like I see through the water
    That runs down my drain

    You fasten the triggers
    For the others to fire
    Then you set back and watch
    When the death count gets higher
    You hide in your mansion
    As young people’s blood
    Flows out of their bodies
    And is buried in the mud

    You’ve thrown the worst fear
    That can ever be hurled
    Fear to bring children
    Into the world
    For threatening my baby
    Unborn and unnamed
    You ain’t worth the blood
    That runs in your veins

    How much do I know
    To talk out of turn
    You might say that I’m young
    You might say I’m unlearned
    But there’s one thing I know
    Though I’m younger than you
    Even Jesus would never
    Forgive what you do

    Let me ask you one question
    Is your money that good
    Will it buy you forgiveness
    Do you think that it could
    I think you will find
    When your death takes its toll
    All the money you made
    Will never buy back your soul

    And I hope that you die
    And your death’ll come soon
    I will follow your casket
    In the pale afternoon
    And I’ll watch while you’re lowered
    Down to your deathbed
    And I’ll stand o’er your grave
    ‘Til I’m sure that you’re dead

    Bob Dylan

    PADRONI DELLA GUERRA

    Venite padroni della guerra
    voi che costruite i grossi cannoni
    voi che costruite gli aeroplani di morte
    voi che costruite tutte le bombe
    voi che vi nascondete dietro i muri
    voi che vi nascondete dietro le scrivanie
    voglio solo che sappiate
    che posso vedere attraverso le vostre maschere

    Voi che non avete mai fatto nulla
    se non costruire per distruggere
    voi giocate con il mio mondo
    come se fosse il vostro piccolo giocattolo
    voi mettete un fucile nella mia mano
    e vi nascondete dai miei occhi
    e vi voltate e correte lontano
    quando volano le veloci pallottole

    Come Giuda dei tempi antichi
    voi mentite e ingannate
    una guerra mondiale può essere vinta
    voi volete che io creda
    ma io vedo attraverso i vostri occhi
    e vedo attraverso il vostro cervello
    come vedo attraverso l’acqua
    che scorre giù nella fogna

    Voi caricate le armi
    che altri dovranno sparare
    e poi vi sedete e guardate
    mentre il conto dei morti sale
    voi vi nascondete nei vostri palazzi
    mentre il sangue dei giovani
    scorre dai loro corpi
    e viene sepolto nel fango

    Avete causato la peggior paura
    che mai possa spargersi
    paura di portare figli
    in questo mondo
    poiché minacciate il mio bambino
    non nato e senza nome
    voi non valete il sangue
    che scorre nelle vostre vene.

    Che cosa sono io per parlare quando
    non è il mio turno?
    Direte che sono giovane
    direte che non ne so abbastanza.
    Ma c’è una cosa che so
    anche se sono più giovane di voi:
    so che perfino Gesù
    non perdonerebbe quello che fate

    Voglio farvi una domanda:
    il vostro denaro vale così tanto
    vi comprerà il perdono
    pensate che potrebbe?
    Io penso che scoprirete
    quando la morte esigerà il pedaggio
    che tutti i soldi che avete accumulato
    non serviranno a ricomprarvi l’anima

    E spero che moriate
    e che la vostra morte giunga presto
    seguirò la vostra bara
    in un pallido pomeriggio
    e guarderò mentre
    vi calano giù nella fossa
    e starò sulla vostra tomba
    finché non sarò sicuro che siate morti.

    Bob Dylan

    [traduzione di Fernanda Pivano]

    http://zappin.me/gumRxuHhiM

  3. sergiofalcone ha detto:

    BUON NATALE! Una goccia di sangue di quelli che saranno ammazzati nelle guerre giuste ed ingiuste del 2013
    http://nutopia2sergiofalcone.blogspot.it/2009/11/pianeta-fresco-n-1-dicembre-1967-buon.html

  4. contromaelstrom ha detto:

    Sempre attuali le parole di MASTERS OF WAR!

  5. Pingback: CONDANNATI PER ALTO SENSO DI UMANITA’ | controappuntoblog.org

  6. vittoria oliva ha detto:

    grazie per questo come per altri post : un sereno 2013

  7. Pino ha detto:

    Mi unisco a vittoria oliva per ringraziarti: quello che ho capito finora è che la scelta delle tue pubblicazioni è sottesa ai principi della conoscenza e della verità.
    Mentre leggevo il post dei condannati per alto senso di umanità pensavo: forse è per questo che non c incazziamo ancora tutti insieme!! Perché non sappiamo bene cosa c’è e cosa succede dietro la facciata e come viene preservato il disfacimento della facciata: con il sacrificio umano.
    Per quanto riguarda il pacifismo, non sono d’accordo.
    Quindi il mio titolo è WAR AGAINST MASTERS OF WAR.
    INCAZZATO E FIERO 2013!!

  8. contromaelstrom ha detto:

    Tempo fa, diciamo trenta/quaranta anni or sono, gridavamo nelle strade questi slogan: “GUERRA ALLA GUERRA” e “GUERRA NO GUERRIGLIA SI”. Penso ci sia ancora tanto di validità in quegli slogan. Auguri a tutte e tutti per un 2013 conflittuale e antagonista!

  9. sergio falcone ha detto:

    Rivoluzione e controrivoluzione
    di Julian Beck

    parliamo della
    contro
    rivoluzione

    perché
    noi vogliamo
    la rivoluzione

    e
    la rivoluzione
    non avrà luogo

    fino a che
    noi non avremo esorcizzato
    la violenza

    perché
    la violenza
    è controrivoluzionaria

    la violenza
    è il prodotto
    della nostra civiltà

    la violenza
    è il fondamento
    della nostra civiltà

    ed è la nostra civiltà
    che la rivoluzione
    vuole distruggere

    la rivoluzione
    è un processo
    di distruzione e creazione

    la rivoluzione
    è distruzione creativa
    seguita da creazione pura

    la rivoluzione
    non può usare le tecniche
    della vecchia civiltà

    è per questo
    che la rivoluzione
    non può usare la violenza

    perché noi
    non vogliamo più
    gli effetti della vecchia civiltà

    la vecchia civiltà
    ha inventato la violenza per
    realizzare i suoi scopi violenti

    e la rivoluzione
    non ha
    scopi violenti

    essa
    ha
    scopi vitali senza violenza

    l’antica civiltà è
    violenza di sistemi sociali
    violenza di denaro

    violenza di
    potere autoritario
    esercito polizia

    violenza di rabbia
    violenza d’orgoglio
    violenze di etiche egocentriche e morti stronze

    noi non vogliamo la violenza
    noi vogliamo
    la vita

    noi vogliamo
    essere
    liberi

    essere liberi
    significa
    esser liberi dalla violenza

    per questo
    un vero rivoluzionario
    è non violento

    ecco perché
    troveremo
    altri modi per

    cambiare
    il
    mondo

    noi vogliamo
    esser liberi
    dallo stato assassino

    noi vogliamo trasformare
    l’energia morte
    in energia vita

    la violenza
    in
    creatività

    ciascuno
    deve esser libero
    di mangiare

    la rivoluzione vuole
    fermare
    tutte le guerre

    tutto
    questo
    lottare

    la rivoluzione vuole
    dare a ciascuno l’opportunità
    di librarsi

    se non vedete
    che la vita è semplicemente sacra
    diffido della vostra concezione del mondo

    fino a che
    voi penserete
    che è bene

    uccidere
    noi non
    ci libreremo

    non possiamo
    nutrire
    i morti

    non possiamo
    fermare la guerra
    con la guerra

    noi vogliamo
    disfarci
    della coartazione

    tutte
    le armi
    coartano

    tutte le uccisioni
    sono controrivoluzionarie
    antipoesia

    antivita
    antiamore
    e antimateria

    i poveri
    ardono di bellezza perché
    non portano armi come la polizia

    gli ignoranti e i reietti
    ardono di bellezza perché
    non sono avidi corrotti

    vale a dire
    non pensano non possiedono non sanno
    come le classi corrotte dal potere

    loro sono
    il
    popolo

    la rivoluzione
    non corrompe
    il popolo

    la rivoluzione
    non insegna
    i modi di uccidere come l’esercito

    la rivoluzione
    insegna
    altre cose

    è il 1968
    io sono un realista magico
    io vedo gli adoratori di che

    io vedo il negro
    costretto ad accettare
    la violenza

    io vedo i pacifisti
    disperare
    e accettare la violenza

    io vedo tutti tutti tutti
    corrotti
    dalle vibrazioni

    vibrazioni della violenza di una civiltà
    che scuotono
    questo nostro unico mondo

    io vedo le sofferenze
    dei negri
    del mio paese

    e la sofferenza
    dell’intero
    terzo mondo

    e io ho visto la violenza
    del
    sistema

    che
    produce
    sofferenze per i sottoprivilegiati

    e noi dobbiamo
    distruggere
    questo sistema

    il
    sistema
    non gli uomini

    non potete
    cancellare il sistema
    copiandolo

    non potete uccidere un assassino
    senza in qualche modo
    diventarlo

    non potete
    fermare la violenza
    con la violenza

    voi volete
    liberare
    il povero

    voi volete voi avete bisogno
    di fare
    qualcosa

    per fare qualcosa
    scegliete
    la violenza

    perché i teneri di cuore
    pensano di far qualcosa
    quando fanno qualcosa di violento

    ci sono
    altri modi di fare cose
    per liberare i poveri

    andiamo
    siamo intelligenti
    noi rivoluzionari

    noi
    dobbiamo sapere
    questo

    tutto il mio teatro le mie poesie
    tutti i miei esorcismi alla rivoluzione
    sono un fallimento

    se non
    bruciano
    la violenza fino alla radice

    e non scacciano
    con eserciti di amanti
    la violenza

    la non violenza
    non è una tecnica
    non è un surrogato delle armi

    la non violenza
    è qualcosa
    che quasi non abbiamo conosciuto

    è
    in se stessa
    una rivoluzione

    noi non potremo
    conoscere
    la vera rivoluzione

    fino a che non faremo
    i preparativi per la rivoluzione
    e sentiremo le cose diversamente

    noi non possiamo cambiare il mondo
    se non cambiamo
    noi stessi

    noi non possiamo arrivare
    a una società che si regga sull’amore
    se non amiamo

    la violenza ha cancellato
    i sentimenti
    e l’amore

    ecco perché
    a malapena abbiamo conosciuto quello che è l’amore
    fino ad oggi

    ma
    noi
    lo sapremo

    quando
    avremo cancellata
    la violenza

    il denaro
    i militari
    l’ineguaglianza

    la rivoluzione
    metterà
    il capitalismo

    la rivoluzione
    metterà
    il militarismo

    dentro
    il
    passato

    questo
    è
    il modo

    via dalle prigioni
    via dagli slums dai ghetti negri
    via da una vita di lavoro per un salario

    via dalla civiltà della morte
    morendo
    e uccidendo

    via
    dalla
    vita di odio

    dentro la
    vita
    finalmente

    il cannone
    è la logica
    del cervello acquoso

    la bomba
    è la giustizia
    dell’odio

    la rivoluzione
    si basa
    sull’amore

    la rivoluzione
    è
    girare il timone

    essa
    dilata
    la vita

    la ribellione è qualcosa di diverso
    dilata
    ma non abbastanza

    la ribellione sceglie la violenza
    perché
    non vede davanti a sé

    la cupidigia di violenza
    è l’eredità che ci ha lasciato
    la vecchia civiltà

    la ribellione
    la
    accetta

    noi
    la
    rifiutiamo

    la violenza
    o miei contemporanei
    è il vitello d’oro della rivoluzione

    quello che noi vogliamo
    è energia
    non violenza

    noi vogliamo trasformarli
    gli oppositori della rivoluzione
    con i nostri corpi bianchi e neri

    noi
    formeremo
    cellule

    noi
    vinceremo
    la struttura

    noi
    assalteremo
    la cultura

    noi
    diffonderemo il verbo della
    nuova società

    la
    libera nuova
    società

    noi
    costruiremo
    una sottostruttura

    di
    lavoratori
    e organizzatori

    e
    un
    giorno

    noi smetteremo
    di usare
    il denaro

    noi faremo
    soltanto
    lavori utili

    noi
    pianificheremo molto per tempo modi
    per portare le mele in città

    e voi andrete ai magazzini pubblici
    e prenderete
    quel che vi serve

    non denaro
    non scambi
    non più

    e se non vorrete lavorare
    nessuno
    vi obbligherà

    e quelli che hanno a che fare
    col denaro il governo la burocrazia
    l’esercito e la produzione di inutili mercanzie di merda

    saranno
    tutti
    liberi

    e se ogni uomo
    lavorerà circa dieci ore la settimana
    il mondo e la rivoluzione continueranno a girare

    tutte
    le prigioni
    si apriranno

    se non ci sarà nulla da rubare
    non ci sarà
    furto

    non c’è nulla in questo mondo
    che io desideri di più
    del vostro amore

    se ho qualcosa
    che voi desiderate
    prendetevela

    noi non abbiamo bisogno di leggi
    abbiamo bisogno
    di sentimenti

    la violenza
    è
    priva di sentimento

    il denaro
    è
    privo di sentimento

    noi smetteremo
    di usare
    il denaro

    e le banche
    dovranno
    cadere

    e l’esercito
    cadrà
    se non c’è più il soldo

    e i governi
    dovranno
    cadere

    e
    i popoli
    insorgeranno

    a noi non serve un governo
    a noi serve
    una semplice amministrazione

    lo scopo del governo
    è proteggere
    il denaro

    la semplice amministrazione
    regge il timone per noi
    e tanto basta

    noi
    ci amministriamo
    da noi

    e
    non ci saranno affitti
    che pagheremo per nulla

    e sarà
    il nostro
    mondo

    nostro
    per
    sfottercelo

    e per farne
    quello
    che ne vogliamo

    per
    farci
    all’amore

    per mangiare
    e
    per fottere

    vogliamo nutrire
    e fottere
    tutti quanti

    ora lo strumento della
    rivoluzione non violenta
    è la distruzione del denaro

    quando bruciamo il denaro
    bruciamo il combustibile
    dei demoni

    demoni di antiamore
    del capitalismo
    e dell’autoritarismo

    se smettiamo di usare il denaro
    l’età della civiltà
    dell’angoscia perirà

    è
    tutto
    così semplice

    se abbandoneremo il denaro
    e
    la violenza

    noi
    rovesceremo
    la coscienza

    se noi abbandoniamo
    il denaro e la violenza
    cambiamo tutto quanto

    la rivoluzione
    contro
    la violenza

    è
    la
    rivoluzione

    che
    libera
    tutti quanti

    la rivoluzione contro la violenza
    in tutte
    le sue forme

    è
    la
    rivoluzione

    che
    tutti gli uomini
    vogliono e desiderano

    o
    morremo
    troppo presto

    non potete avere
    una società comunitaria
    che contenga violenza

    la violenza
    divide è anti
    comunitaria

    non potete avere libertà individuale
    con la violenza
    attorno a voi

    la violenza
    tiranneggia
    tutti quanti

    la ribellione violenta contro la violenza
    non
    elimina la violenza

    hanno detto
    che lo fa
    per 10 000 anni

    è
    una
    bugia

    noi
    la
    rigettiamo

    e quando
    ci verranno
    contro

    noi vogliamo
    fulminarli
    con la santità

    noi vogliamo
    farli levitare
    di gioia

    vogliamo
    aprirli
    con vasi d’amore

    noi vogliamo
    vestire gli infelici
    di lini e luce

    noi vogliamo
    mettere musica e verità
    nella nostra biancheria

    noi vogliamo
    far ardere il paese e le sue città
    di creazione

    noi lo renderemo
    irresistibile
    anche ai razzisti

    noi vogliamo
    portare fertilità
    ai campi di ghiaccio

    noi vogliamo cambiare
    il carattere demoniaco dei nostri oppositori
    in gloria produttiva

    noi vogliamo
    nel cambiare il mondo
    cambiare noi stessi

    noi vogliamo
    disfarci
    della nostra corruzione

    e attraverso il
    processo della rivoluzione
    trovare

    l’essere
    non
    il morire

    e fino a che
    non faremo questo
    la rivoluzione non avrà luogo

  10. sergio falcone ha detto:

    “Se non vedete
    che la vita è semplicemente sacra
    diffido della vostra concezione del mondo”,
    Julian Beck.

    Contro l’ingiustizia, disobbedienza civile nonviolenta.
    Perché noi non siamo come loro, i potenti,
    né come vorrebbero che fossimo.
    sergio

  11. Pino ha detto:

    A proposito di STATI DI ALLUCINAZIONE:
    tanti anni fa ho mangiato psilocibina e nel bel mezzo della sconvoltura ho pensato di fare come gli indigeni quando assumevano le piante sacre: ho chiesto ai funghi ” e se dovessimo arrivare ad uccidere i tiranni?” e loro hanno risposto ” è come quando togli una zecca dal cane tuo”.

  12. Pingback: Torre a Castello « Complicate Traiettorie Emotive

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