Trattativa stato-mafia? E’ storia di questo paese!

Questa notizia di ieri ha fatto scatenare una bagarre nei media:

I parlamentari del Pd Giuseppe Lumia e dell’Italia dei Valori Sonia Alfano si presentarono al carcere di Parma per proporre a Bernardo Provenzano di collaborare coi magistrati.” [CdS 9 agosto, G.Bianconi]

si è accentuata e inasprita, nei toni, la già aperta diatriba se lo stato avesse o non avesse già trattato con la mafia o con la malavita organizzata. Politici, magistrati, giornalisti hanno affermato con sussieguo che lo Stato non deve trattare con la mafia! Che memoria corta! Non ricordano che la legge sui Pentiti di Mafia è frutto di un lungo lavoro di trattativa? (Legge 13 febbraio 2001, n. 45)

E poi la trattativa, o meglio la collaborazione tra Stato  e mafia e qualche altro “soggetto” fa parte della storia di questo paese. Ed ha ragione Giuseppe Casarrubea:

«…al momento del trionfo della democrazia cristiana, la completa decapitazione del movimento sindacale siciliano: dalla strage di Alia (settembre 1946) alle stragi di Messina (marzo 1947) e di Partinico (22 giugno 1947), fu realizzata dalla mafia, con l’accordo della Dc …  la vicenda di Portella ( 1 maggio 1947) o gli assalti alle Camere del lavoro [non si possono addebitare] all’esclusiva responsabilità di Giuliano. Furono opera di un accordo in cui mafia, Servizi e Stato agirono all’unisono. Come cercò di spiegare Gaspare Pisciotta quando disse al giudice di Viterbo Tiberio Gracco D’Agostino: “Siamo una cosa sola come il padre, il figlio e lo spirito santo” ».  (vedi qui)

Ma ancor più “sofferto” e contorto è stato il lungo percorso che ha portato alle DUE leggi per la cosiddetta  “sconfitta del terrorismo” condita con una buona dose di tortura:

*la prima, la Legge 29 maggio 1982, n. 304, “Misure per la difesa dell’ordinamento costituzionale”. (GU n.149 del 2-6-1982 ). Ossia la legge sul pentitismo e sulla delazione;

*la seconda, la Legge 18 Febbraio 1987 n.34 – “Misure a favore di chi si dissocia dal terrorismo” (GU n. 043 del 21/02/1987);

Soprattutto per ottenere la seconda, la legge sulla dissociazione, ci fu una processione di deputati, senatori, magistrati, prelati e giornalisti nelle carceri speciali dove erano detenuti i prigionieri della lotta armata in odore di dissociazione. Nessuno si è sottratto a questa cerimonia.

Vedi sulla dissociazione i post precedenti: qui e qui e qui

Lo Stato ha sempre trattato con chiunque, quando si trattava di realizzare una sua vittoria politica al fine di un inasprimento del controllo statale e capitalistico sull’intera società.

Una sola volta lo stato, appoggiato da tutti i partiti, NON HA TRATTATO quando si trattava di salvare la vita di una persona, Aldo Moro.

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2 risposte a Trattativa stato-mafia? E’ storia di questo paese!

  1. gianni ha detto:

    Sono d’accordo con quanto riassumi circa le leggi a favore dei pentiti e dissociati e riguardo alla trattativa per Aldo Moro. Personalmente sono abbastanza convinto che Moro ci sarebbe stato più utile da vivo e libero che da morto; avremmo dimostrato più “pietas” di LORO nessuno escluso ed avremmo ribaltata una sconfitta in una quasi vittoria sia sul piano umano che su quello politico…..tanto uccidendolo, non hanno ottenuto nulla lo stesso. La storia è di fronte a noi a dimostrarcelo. Ne riparleremo a voce. Il senno del poi è il patrimonio dei bischeri, si dice a Firenze, ma io questa opinione la esprimevo anche quando Moro era ancora vivo e tutti facevano i duri senza ragionare. Compagno Landi!!!….PRESENTE!! .

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