Il neocolonialismo all’offensiva: il Congo

Patrice Émery Lumumba nasce a Onalua, 2 luglio 1925 e viene ucciso nel Katanga il 17 gennaio 1961. E’ stato primo premier della neonata Repubblica Democratica del Congo, tra il giugno e il settembre 1960.

Da giovane aderisce al partito liberale, insieme ad altri notabili congolesi.

Il 5 ottobre 1958 a Léopoldville Lumumba partecipa alla fondazione del Movimento Nazionale Congolese (MNC), e in questa veste partecipa alla conferenza panafricana di Accra. Al ritorno riesce ad organizzare una riunione per rendere conto dei lavori della conferenza, nel corso della quale rivendica l’indipendenza di fronte a più di diecimila persone.

Nell’ottobre 1959 cominciano le prime contese politiche: il MNC ed altri partiti indipendentisti organizzano una riunione a Stanleyville ( Kisangani). Malgrado il forte sostegno popolare di cui gode, le autorità belghe cercano di sequestrare Lumumba – il risultato è una sommossa con una trentina di morti. Lumumba viene arrestato alcuni giorni dopo, giudicato e condannato a 6 mesi di prigione. Nello stesso tempo, però, le autorità belghe organizzano riunioni con gli indipendentisti, alle quali partecipa anche Lumumba, che viene liberato il 26 gennaio.

Con generale sorpresa, il Belgio accorda l’indipendenza al Congo. La data viene fissata il 30 giugno.

Il Movimento Nazionale Congolese di Liberazione vince con i suoi alleati le elezioni, ma le autorità belghe (sotto la pressione delle compagnie minerarie) non pensano ad un’indipendenza piena ed intera: una buona parte dell’amministrazione e i quadri dell’esercito restano belgi.  Lumumba sfida l’ex potenza coloniale decretando l’africanizzazione dell’esercito. Il Belgio risponde inviando truppe in Katanga (la regione mineraria) e sostenendo la secessione di questa regione guidata da Mosè Kapenda Tschombe.

Il 15 luglio 1960 il presidente Kasa-vubu e il primo ministro Patrice Lumumba chiedono l’assistenza sovietica contro il Belgio e gli Stati occidentali che rappresentano una minaccia nei confronti della neutralità del Paese.

Il 7 agosto 1960 sul “Corriere della sera”, Indro Montanelli descrive Patrice Lumumba come “il giovanotto di 37 anni che è entrato nella Storia rispondendo con uno sberleffo a una carezza, e con un calcio a una mano tesa,e che, sentendosi offeso dal tono paterno in cui Baldovino aveva parlato (nel discorso di riconoscimento dell’indipendenza. Ndr) replicò gettando in faccia al Sovrano tutti i crimini di cui il Belgio si sarebbe macchiato nella ex colonia”. Secondo Montanelli, “Patrizio Lumumba odia i bianchi perché non sa rassegnarsi al fatto di essere nero”.

Il 18 agosto 1960 l’incaricato della stazione Cia a Leopoldville (Congo), Victor Hedgman, che figura ufficialmente come ‘consigliere politico’ dell’Ambasciata americana, invia un dispaccio al quartiere generale negli Stati uniti: “Ambasciata e stazione pensano che il Congo stia sperimentando la classica situazione del comunismo che cerca di prendere il potere. Sulla scena si agitano varie forze: i sovietici, il partito comunista ecc. Benché difficile predire quali i fattori determinanti che porteranno allo stadio finale della lotta in corso, il periodo conclusivo è ormai vicino. Difficile dire se Lumumba sia comunista oppure se stia soltanto fingendo di esserlo per rafforzare il proprio potere. È un fatto che le forze antioccidentali stanno rapidamente aumentando il numero in Congo e può essere che sia rimasto ben poco tempo per iniziare un’azione che impedisca un’altra Cuba”.

Il 25 agosto 1960, nel corso della riunione dello Special group del National security Council (Usa), è stabilito che “le operazioni in corso in Congo non devono escludere alcun genere di attività le quali possono consentire di sbarazzarsi di Lumumba”.

Il 26 agosto 1960 il direttore della Cia, Allen Dulles, invia a Victor Hedgman a Leopoldville (Congo), un dispaccio: “Nelle alte sfere dell’amministrazione si è deciso che se Lumumba continua a guidare il governo, risultato inevitabile sarà nella migliore delle ipotesi il caos e nella peggiore la presa del potere da parte comunista con conseguenze disastrose per il prestigio delle Nazioni unite e per gli interessi del mondo libero in generale. Concludiamo pertanto che la sua rimozione deve diventare l’obiettivo urgente e principale e che nelle attuali circostanze questa dovrà essere l’alta priorità della nostra azione segreta”.

A settembre, il presidente Joseph Kasa-Vubu revoca Lumumba e gli altri ministri nazionalisti. Lumumba rimane in carica e il parlamento congolese, schierato con Lumumba, revoca il presidente Kasa-Vubu.

Il 14 settembre1960 aLeopoldville, il colonnello Joseph Mobutu con un colpo di Stato prende il potere. Patrice Lumumba chiede la protezione delle Nazioni unite, dopo essere sfuggito a 3 attentati.

Il 17 ottobre 1960 dal quartiere generale della Cia è inviato un dispaccio a Victor Hedgman, a Leopoldville (Congo): “La unica azione diretta che possiamo attualmente appoggiare è quella di favorire l’arresto di Lumumba (sottraendolo alle truppe delle Nazioni unite). Ciò potrebbe servire come primo gradino per una azione successiva e definitiva”.

In dicembre il colonnello Mobutu, fa arrestare Lumumba e lo trasferisce al campo militare di Thysville

Il 17 gennaio1961 aElisabethville (Congo), Patrice Lumumba, Maurice Mpolo e Joseph Okito vengono consegnati a Moise Tschombe che ne ordina l’eliminazione fisica, ma si fa ufficialmente sapere che sono in custodia. Soldati svedesi dell’Onu testimoniano che, al momento della consegna, i prigionieri sono stati selvaggiamente percossi davanti ai loro occhi. L’Onu non interviene.

Il 25 gennaio 1961 la commissione Esteri della Camera respinge la proposta del Pci e Psi di intervenire presso le Nazioni unite a favore di Patrice Lumumba.

L’11 febbraio1961 inCongo, è assassinato Patrice Lumumba per ordine dei servizi di sicurezza americani. Il presidente americano John F.Kennedy simula di essere “profondamente colpito” dalla morte del leader africano.

Il 13 febbraio 1961 Moise Tschombe comunica alla stampa che Patrice Lumumba è fuggito il giorno prima, e che è stato ucciso dagli uomini di una tribù locale.

Il 14 febbraio 1961 la notizia dell’assassinio di Patrice Lumumba provoca la reazione del governo sovietico che chiede un processo internazionale ai “fantocci dei colonialisti Tschombe e Mobutu” e la destituzione di Dag Hammerskjold (segretario generale dell’Onu) individuato come corresponsabile del delitto. A Mosca, Belgrado, Bombay, Londra, Il Cairo, a Cuba ed in altri paesi si svolgono manifestazioni di protesta che assediano le ambasciate del Belgio.

Il 14 febbraio 1961la Cameraapprova una mozione di condanna dell’assassinio di Lumumba, che non si addentra nella ricerca delle responsabilità. Nel suo intervento, interrotto dalle sinistre, il missino Giulio Caradonna ha affermato che “in Congo c’è una guerra civile attraverso la quale il comunismo internazionale vuole impossessarsi dell’Africa…”

Il “Corriere della sera”, sotto il titolo “Non è un assassinio organizzato”, scrive di Patrice Lumumba: “Questo personaggio da vivo aveva fatto tanto male al suo paese; ne farà ancor più da morto”. Analoghi toni sono impiegati dal “Secolo”, “Il Tempo” e “Telesera” che sposano anch’essi la versione fornita da Tschombe.

Il 24 febbraio 1961 i sostenitori di Lumumba occupano la capitale del Kasai, dove alcuni giorni addietro sono stati assassinati altri 6 dei loro, in carcere. Gli scontri si riaccendono.

Marzo 1963 giunge a Roma, come capo della stazione Cia, William Harvey, già capo delle squadre ‘Executive actions’ e organizzatore della eliminazione di Patrice Lumumba.

Il 23 novembre 1975 il “New York Times” rivela che ” Nell’estate del 1960 Richard Bissel, vicedirettore dei progetti della Cia, chiese a Bronson Tweedy, capo della sezione africana, di studiare la possibilità di assassinare Lumumba e di elaborare i particolari dell’operazione, fatti questi dichiarati dallo stesso Tweedy. Alla Commissione risultò chiaro che Allen Dulles, direttore della Cia, autorizzò l’assassinio di Lumumba e concluse considerando ‘ragionevole supposizione’ il fatto che anche il presidente Eisenhower avesse confermato analoga autorizzazione”.

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Lumumba fu molto rimpianto da tutta la comunità dei paesi non allineati, al punto che uno dei suoi boia, il generale Mobutu, sotto la pressione popolare lo consacrò nel 1966 eroe nazionale.

Il 17 novembre2001 inBelgio,la Commissionedi inchiesta sulla uccisione del leader congolese Patrice Lumumba, istituita nel 1999, conclude i suoi lavori limitandosi ad ammettere “responsabilità morali” di membri del governo belga dell’epoca e di altre personalità, senza per altro fare alcun nome.

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