Dozza residence? Contro il “nuovo” padiglione carcerario

Non si affronta il sovraffollamento patologico costruendo nuovi “contenitori”

CON UN APPELLO PER UNA POLITICA DI DE-CARCERIZZAZIONE

di Vito Totire (*)

Si progetta di aprire a breve a Bologna una nuova struttura ricettiva. Boom turistico? No, nuovo padiglione carcerario voluto dai governi e dalle amministrazioni locali, soggetti privi di progettualità adeguata alla portata delle contraddizioni sociali e incapaci di pensare a una società con il più basso tasso di carcerazione possibile. Gli epidemiologi (Michael Marmot in primis) hanno dimostrato come i tassi di carcerazione non siano indipendenti dalle scelte socio-economiche e politiche dei singoli Paesi. Il potere politico ed economico decide i tassi di carcerazione: lo possiamo asserire senza ombra di dubbio, ormai sepolti Cesare Lombroso e lo scientismo positivista (a parte qualche rigurgito).

La situazione delle carceri è “strana”: di solito i governi lanciano appelli (quanto siano sinceri è argomento da non affrontare adesso) alla “partecipazione” dei cittadini e nel caso delle carceri – nessuna sorpresa trattandosi di una “istituzione totale”- è come se dicessero: le prigioni sono cosa nostra, non vogliamo interferenze.

Noi abbiamo chiesto a un primo referente pubblico di accedere al progetto edilizio di Bologna. La risposta: «non dovete chiedere a me, ma alla direzione del carcere», la quale ha risposto «non dovere chiedere a me ma al …» e il terzo soggetto – indicatoci dalla direzione carceraria – per la precisione il Provveditorato regionale della amministrazione penitenziaria, interrogato non risponde…

Il primo novembre 2019 sono trascorsi 30 giorni dall’invio della istanza (via pec) per conoscenza recapitata anche alla Prefettura di Bologna.

La “partecipazione” dei cittadini dunque non è gradita; in materia di istituzioni totali (in modo particolare) lo Stato preferisce fare da sé. Il che era prevedibile ma ugualmente disdicevole, visti gli antefatti specifici e peculiari del carcere di Bologna;

dal 2003, ogni sei mesi, in occasione del commento al rapporto semestrale della Ausl di Bologna, gridiamo la realtà ai 4 venti e anche alle istituzioni che sono passate dalla ipoacusia alla completa sordità (non si tratta di handicap fisico ma di disturbo psicosomatico-politico) cioè gridiamo che il carcere della Dozza è illegale e che deve essere dichiarato inagibile dal punto di vista delle elementari norme di igiene edilizia in vigore nel nostro Paese (**).

leggi ancora
(*) Vito Totire è portavoce del coordinamento Chico Mendes e Centro Francesco Lorusso
(**) Da anni le osservazioni di Totire sono tutte in “bottega”. Se volete leggerle digitate “rapporti semestrali” (in “cerca” sul colonnino di sinistra)
Questa voce è stata pubblicata in Carcere e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.