Sciopero della fame dei prigionieri palestinesi


L’organizzazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
(FPLP) nelle carceri sioniste annuncia che un primo gruppo di compagni
inizierà lo sciopero della fame, nel contesto dello sciopero per la dignitàal-Karameh II.

La decisione di portare avanti questo sciopero nasce dopo le violazioni da
parte delle autorità carcerarie sioniste agli accordi presi con il
movimento dei prigionieri; di conseguenza l’organizzazione del FPLP nelle
carceri annuncia la mobilitazione generale tra le fila di tutte le sue
dirigenze e quadri nelle carceri, e dichiara quanto segue:

   1. L’organizzazione del FPLP nelle carceri si atterrà alle decisioni del
   movimento dei prigionieri, specie per ciò che riguarda i comitati che
   porteranno avanti le negoziazioni finalizzate all’ottenimento delle giuste
   istanze dei prigionieri da parte delle autorità carcerarie. I prigionieri
   delle quattro fazioni politiche (Fronte Popolare per la Liberazione della
   Palestina, Hamas, Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e
   Jihad Islamico) hanno deciso di unirsi allo sciopero in maniera graduale e
   crescente iniziando con centinaia di prigionieri in sciopero. Questa
   battaglia non si fermerà se non con l’accettazione delle istanze dei
   prigionieri.


   1. Sottolineiamo l’importanza che i nostri compagni prendano parte a
   questo sciopero in maniera graduale e crescente. Garantiamo alle nostre
   masse popolari che saremo sempre nel cuore della battaglia e tra le sue
   fila avanzate.


   1. In questo contesto dichiariamo che al momento hanno preso parte allo
   sciopero i militanti e dirigenti del FPLP nelle carceri Kamil Abu Hanish,
   Hikmat Abdul Jalil, Hisham al-Ka’abi, Nidal Dughlus e Marsel Shtiyyeh da
   Nablus, Khaled al-Halabi da Gerusalemme, Mahmoud Abu Usba’ da Ramallah,
   Samer El Qaisi dal campo profughi Beit Jibrin (Betlemme). Questi
   prigionieri fanno parte del gruppo represso nella Sezione 1 del carcere di
   Rimon a seguito dell’incendio della sezione. Inoltre, Wael Jaghoub,
   dirigente della struttura organizzativa del FPLP nelle carceri sioniste ha
   dichiarato la sua entrata in sciopero già da due giorni.


   1. Invitiamo le masse del nostro popolo, in patria e nella diaspora, al
   massimo appoggio al movimento dei prigionieri nella loro battaglia per la
   dignità – questa deve essere la battaglia di tutta la nazione. Invitiamo
   tutti a scendere per le piazze e nelle strade a fronteggiare l’occupazione
   sottolineando l’unità di scelta e di lotta, unendosi quindi alla battaglia
   per la dignità (al-Karameh).

Fino alla vittoria!

*Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle carceri sioniste*
*8 aprile 2019*
palestinian-hunger-strike

*“La seconda battaglia per la dignità - Karama 2” è cominciata: i
prigionieri politici palestinesi rifiutano il cibo per protesta contro le
condizioni di detenzione nelle carceri israeliane. Prosegue, intanto, il
negoziato con le autorità carcerarie: qualche concessione, ma le richieste
principali sono disattese*

*8 aprile 2019, Nena News* – Sono già 400 i prigionieri politici
palestinesi in sciopero della fame.  Cibo rifiutato mentre continuano i
negoziati tra il movimento dei prigionieri e le autorità carcerarie delle
forze di occupazione israeliana e forse continueranno anche nei prossimi
giorni. Finora sono stati fatti alcuni passi in avanti e sono state
formulate alcune richieste di base.

*Le autorità carcerarie israeliane hanno accettato di installare dei
telefoni pubblici nelle varie prigioni. L’accordo ha confermato il ritorno
dei prigionieri che sono stati deportati dalle prigioni del Negev e Rimon.*
Le autorità carcerarie hanno inoltre accettato di eliminare tutte le
sanzioni e le sentenze imposte ai prigionieri dopo i recenti scontri nelle
prigioni.

I prigionieri hanno confermato che si stavano preparando da tempo per la
seconda battaglia per la dignità e che tutti i preparativi per questo
giorno sono stati completati insieme al popolo palestinese, Ma tante altre
richieste di carattere umanitario, presentate, sono ancora in attesa di
essere prese in discussione. I prigionieri stanno raggiungendo alcune
richieste fondamentali e di carattere umanitario mentre i negoziati
continuano ad andare avanti.

Si chiede che le visite familiari tornino alla normalità anche per quando
riguarda i prigionieri della striscia di Gaza. E *si chiede che vengano
abolite tutte le sanzioni contro i prigionieri e la repressione e la
privazione dei diritti umani istituiti dalla commissione per la Sicurezza
Interna del Ministro Israeliano Gilad Erdan*: miglioramento delle
condizioni di vita, cure mediche, diritti alle visite dei familiari in
particolare quelli di Gaza, rimozione dei disturbatori di segnale/frequenze
che causa rischio per la salute, istruzione all’ interno delle carceri,
libertà di leggere, visite familiari di diritto, processi che rispettino le
convezioni dei diritti umani, abolizione di dispositivi che diffondonosostanze cancerogene”.

Si chiede inoltre di fermare l’assalto delle forze speciali di repressione
contro i prigionieri con gas lacrimogeno, ci sono stati dozzine di feriti. *Per
questi motivi i prigionieri hanno scelto la via dello sciopero della fame
per difendere i loro diritti. “La battaglia è importante ma sopratutto
molto difficile. E’ una battaglia di vita o morte e richiede la
solidarietà, il sostegno popolare e un forte supporto mediatico.
* Dopo la recente repressione … Qual è il destino dei prigionieri palestinesi?”, 
si chiedono in una nota diffusa in questi giorni.

È interessante notare che tutti i recenti sviluppi nei campi di detenzione
sono avvenuti dopo l’istituzione della commissione per la Sicurezza Interna
del Ministro Israeliano Gilad Erdan, istituita per studiare le condizioni
di vita dei prigionieri; e un nuovo livello di repressione e privazione dei
diritti umani è stato istituito dopo aver visitato tutte le prigion
Dall’inizio del 2019, le carceri israeliane sono state oggetto di problemi
e le misure di repressione adottate dall’amministrazione carceraria contro
i prigionieri palestinesi sono aumentate negli ultimi giorni; in seguito ad
un assalto delle forze speciali e all’uso di gas lacrimogeni, ci sono stati
dozzine di feriti fra i prigionieri. Il Centro informazioni dei
prigionieri, la prigione del Negev, ci comunica che oggi “l’unità di
repressione israeliana di occupazione è entrata nella sezione 23 della
prigione “, aggiungendo che ha condotto “ricerche e trasferimenti di
prigionieri all’interno della sezione”.

* Il numero di prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane di
occupazione ha raggiunto circa 5.700 persone, tra cui 48 donne, 230 bambini
e 500 detenuti amministrativi. *Israele, ad oggi, prende tempo.
Netanyahu, ha espresso le intenzioni di annettere la Cisgiordania occupata
con il supporto degli Stati Uniti, inciranti dal diritto internazionale. Ma
la volontà di Netanyahu sembra essere chiara: ritardare il più possibile le
trattative e la chiusura dei vari territori, per garantire un clima
favorevole alle elezioni di domani a cui è candidato! Visto che ha il
portafoglio dei prigionieri.

Ma la seconda battaglia per la dignità inizia, lo sciopero della fame dei
prigionieri palestinesi nelle carceri di occupazione israeliane. Si prevede
che lo sciopero dei prigionieri si intensifichi dopo una settimana quando i
prigionieri fermeranno anche l’assunzione di acqua, per raggiungere uno
sciopero più ampio e completo il 17 aprile, in occasione dalla giornata dei prigionieri palestinesi.

FPLP
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