Nelle carceri turche è morto un prigioniero curdo in sciopero della fame

Morto in sciopero della fame Zulkuf Gezen

È morto il prigioniero politico curdo Zulkuf Gezen. Era in sciopero della fame illimitato per protestare contro l’isolamento a cui viene sottoposto il leader curdo Abdullah Ocalan. Rinchiuso nella prigione, di tipo F, di Tekirdag. Era in carcere dal 2007 ed era stato condannato all’ergastolo.

Le prigioni di tipo F (F type) sono state introdotte in Turchia nel 1996, dovevano servire a isolare i prigionieri politici dai detenuti comuni e creare condizioni talmente pesanti da spingere i prigionieri politici al pentimento, alla delazione o alla dissociazione. Delle stesso tenore delle “carceri speciali” in Italia alla fine degli anni Settanta e per tutti gli anni Ottanta. Alla introduzione di questa stretta repressiva, i detenuti in Turchia risposero con uno sciopero della fame che coinvolse 69 persone, anche comuni. La lotta dei prigionieri politici curdi ottenne il risultato di far chiudere il primo esperimento di cella F ma costò ben 12 detenuti morti. Risposero anche con proteste e rivolte, negli anni ‘95, 96, e ‘99, represse violentemente, con molte uccisioni dai corpi di repressione di azione rapida, Cevik Kuvvetleri e squadre antisommossa.

Va ricordato il grandioso sciopero della fame dell’Ottobre del 2000, attuato da 819 prigionieri politici in 18 carceri differenti. Era uno sciopero della fame ad oltranza e 203 prigionieri politici, 50 donne, 153 uomini, in 13 carceri, trasformarono la loro resistenza in uno sciopero della fame sino alla morte.

Attualmente sono centinaia le prigioniere e i prigionieri politici uniti in questo sciopero della fame. Altrettanto numerosi i militanti fuori dalle carceri in molte città europee, spesso in esilio, come Strasburgo, Parigi, Bruxelles, nel Galles, ecc. Alcuni di loro da più di cento giorni, esprimono la loro ribellione nei confronti della politica carceraria adottata da Ankara.

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