Guerra alla mendicità! Ma è il 1500 oppure oggi?

Abbiamo letto su un giornale locale: “La Provincia di Como” di martedì scorso (29/8) questa notizia:

Mendicanti, maxi retata in centro  –  Fermate e identificate 70 persone

Blitz delle volanti in città murata e non solo: due i denunciati per porto abusivo di armi, espulso un clandestino. Tra i questuanti anche un richiedente asilo.

Sono in tutto una settantina le persone che ieri mattina, nel corso di un blitz organizzato dalla polizia di Stato, sono state fermate lungo le vie della città murata e, più in generale, a ridosso del Girone, con particolare riferimento ad alcune aree del capoluogo note per il concentrarsi di stranieri che vendono piccoli oggetti o chiedono la carità. […]

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Niente di nuovo, dirà qualcuno/a. Certo, nulla di nuovo, anche perché questo esercizio del potere, ossia la persecuzione e repressione della mendicità risale al XVI secolo. Iniziata nell’Inghilterra lanciata all’industrializzazione e poi diffusa in tutta Europa, accompagnata dall’esproprio delle terre dei contadini resi, grazie a questi provvedimenti di rapina, dei senza proprietà, ossia proletari da far lavorare e sfruttare nei campi come braccianti o negli opifici come operai. Così descrive questa fase Marx:

[K.Marx, Il Capitale, libro I, cap 24] «Non era possibile che gli uomini scacciati dalla terra per lo scioglimento dei seguiti feudali e per l’espropriazione violenta e a scatti, divenuti eslege, fossero assorbiti dalla manifattura al suo nascere con la stessa rapidità con la quale quel proletariato veniva messo al mondo. D’altra parte, neppure quegli uomini lanciati all’improvviso fuori dall’orbita abituale della loro vita potevano adattarsi con altrettanta rapidità alla disciplina della nuova situazione. Si trasformarono così, in massa, in mendicanti, briganti, vagabondi, in parte per inclinazione, ma nella maggior parte dei casi sotto la pressione delle circostanze. Alla fine del secolo XV e durante tutto il secolo XVI si ha perciò in tutta l’Europa occidentale una legislazione sanguinaria contro il vagabondaggio. […] 1530: i mendicanti vecchi e incapaci di lavorare ricevono una licenza di mendicità. Ma per i vagabondi sani e robusti frusta invece e prigione. Debbono esser legati dietro a un carro e frustati finché il sangue scorra dal loro corpo; poi giurare solennemente di tornare al loro luogo di nascita oppure là dove hanno abitato gli ultimi tre anni e «mettersi al lavoro » […] 1547 Edoardo VI … ordina che se qualcuno rifiuta di lavorare dev’essere aggiudicato come schiavo alla persona che l’ha denunciato come fannullone. […] Tutte le persone hanno il diritto di togliere ai vagabondi i loro figlioli e di tenerli come apprendisti, i ragazzi fino ai 24 anni, le ragazze fino ai 20. Se scappano, dovranno essere schiavi, fino a quell’età, dei maestri artigiani che possono incatenarli, frustarli, ecc., ad arbitrio. […] Così la popolazione rurale espropriata con la forza, cacciata dalla sua terra, e resa vagabonda, veniva spinta con leggi fra il grottesco e il terroristico a sottomettersi, a forza di frusta, di marchio a fuoco, di torture, a quella disciplina che era necessaria al sistema del lavoro salariato».

Niente di nuovo! Certo, però possiamo aggiungere che gli attuali governanti mostrano di avere scarsa capacità innovativa, se devono grottescamente copiare ciò che i loro antecedenti facevano ben 500 anni prima. Le istituzioni di oggi ripetono ciò che facevano le istituzioni di 500 anni, ma forse dimenticano che sui libri di scuola, se non sono ancora stati bruciati, quel periodo viene bollato come uno dei più feroci crimini delle istituzioni per l’affermazione del dominio capitalistico.

A chi legge queste righe una domanda: siamo già precipitati nella barbarie, o ancora no!   Grazie delle risposte.

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