Governo e Parlamento contrari a un’amnistia e ad un indulto, decidono di mantenere trattamenti degradanti pagando risarcimenti ai detenuti

I meccanismi della legalità internazionale consentono questo scambio vergognoso! Così uomini e donne del governo e del Parlamento di questo triste paese, non si sono posti la domanda di cosa vuol dire costringere donne e uomini a una reclusione fatta di sofferenza, degrado e annientamento, si sono proclamati contrari a un’amnistia e ad un indulto per ridurre il sovraffollamento. Sono invece disposti a pagare -con i soldi pubblici- i trattamenti inumani e degradanti che impone la loro furia sanzionatoria.

E così, la settimana scorsa, il 23 luglio, la Camera dei deputati ha approvato la conversione in legge del ”decreto carceri”: 305 sì, 110 no e 30 astenuti- i contrari: M5S lo ha chiamato “indulto mascherato” e la Lega ha accusato il governo di dare la “paghetta ai delinquenti”.

l43-corte-europea-strasburgo-130129195215_bigIl decreto stabilisce un “risarcimento” per i detenuti che hanno subito un trattamento che ha violato l’Art. 3 della Convenzione europea dei diritti umani e riguarda, in pratica il “sovraffollamento”, ossia lo spazio insufficiente a disposizione di ciascun detenuto, 3 metri quadrati in cella. Il decreto passerà al Senato per l’approvazione definitiva la settimana prossima e diventerà legge dello stato. Ieri alle 18 in Commissione Giustizia del Senato è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto detenuti.

Il “risarcimento” consiste in una diminuzione della pena nella misura di 1 giorno di sconto per ogni 10 giorni passati in condizioni di sovraffollamento, oppure, se il detenuto è in fine condanna, 8 euro per ogni giorno di “trattamento inumano e degradante” subito.

Il decreto fa proprie anche le misure dei precedenti decreti come quella che se la condanna prevista è inferiore ai 3 anni, è vietato fare ricorso alla carcerazione preventiva, esclusi i reati di mafia, terrorismo, rapina, estorsione, stalking e maltrattamenti in famiglia.

Il governo con questo decreto cerca di evitare per il futuro sanzioni economiche della Corte europea dei diritti dell’uomo, come quella subita l’8 gennaio 2013 (sentenza Torreggiani, un ex detenuto nel carcere di Busto Arsizio che si rivolse alla Corte Ue) e scongiurare gli oltre 6.000 ricorsi presentati da altrettanti detenuti alla Corte europea.

Certo non sarà semplice l’interpretazione di questa norma. Si tratta di capire, caso per carcerecaso, quando le condizioni di detenzione di un detenuto hanno violato l’Art.3 della Convenzione. Assisteremo a contenziosi infiniti, che rimanderanno l’affrontamento serio del problema dell’abolizione del carcere.

Agli oppositori che hanno gridato all’indulto mascherato ha risposto Patrizio Gonnella di Antigone: «Chi parla di indulto oggi è in malafede, il decreto approvato in questi giorni è un tentativo di rimediare (con i soldi di tutti gli italiani) al disastro prodotto da leggi che hanno stipato le nostre carceri all’inverosimile. Curioso che molte critiche partano proprio da chi quelle leggi le promosse e le approvò». Il riferimento è alle nefaste leggi su immigrazione, ma anche su droghe e recidiva, (Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, Cirielli).

Altre novità del decreto:

*riguardo alla giustizia minorile, il decreto ha rivisto le modalità esecutive dei provvedimenti limitativi della libertà personale nei confronti degli imputati e condannati minorenni che, nel corso dell’esecuzione, siano divenuti maggiorenni. Non più sino al compimento del 21° anno, ma fino ai 25 anni.

*inoltre il nuovo decreto carceri ha stabilito anche un aumento del personale di Polizia penitenziaria di 204 unità: è la differenza tra i 703 ispettori e vice ispettori in meno e i 907 tra agenti e assistenti in più.

Questa la culture imperante nel governo e nei parlamentari italiani: continuare a infliggere sofferenze e annientamento e poi… pagare il risarcimento.

Come a dire: prima ti ammazzo e poi ti risarcisco.

ABOLIRE  TUTTE  LE  GALERE !!!

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