I giudici e… le carceri

carcer-1Ieri, 6 febbraio 2013, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, conversando con alcuni esponenti Radicali, che invocavano un provvedimento di amnistia, fuori dal carcere di San Vittore a Milano, visitato questa mattina dal capo dello Stato. Tra le altre cose ha detto:

I magistrati dovrebbero fare stage in carcere, per vederne la situazione” “Mi sono complimentato con il presidente Onida (Valerio, presidente del comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, ndr) per la decisione della Scuola di far venire i nuovi magistrati a fare un periodo in carcere, lo stage penitenziario. Sarebbe bene che entrassero nelle celle anche un po’ di magistrati giudicanti, ci vorrebbe uno stage penitenziario per i giovani giudici. Mi è stato risposto che questo, che in Francia esiste da 20 anni, è stato introdotto adesso, per la prima volta, anche in Italia, che prima di cominciare a fare il magistrato in servizio si venga a vedere qual è la situazione e si pensi bene…”.

carcer-2Non penso che si sufficiente uno “stage” per i giudici, che aiuti loro a capire in quale luogo infernale sbattono, con troppa facilità, uomini e donne delle classi povere e chiunque si ribelli all’ordine esistente e alle sue regole.

Per avere consapevolezza di cos’è quel luogo chiamato carcere, i futuri giudici carcer-3dovrebbero visitare le carceri, ma senza toghe, né titoli e …da detenuti.

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6 risposte a I giudici e… le carceri

  1. damnatio ha detto:

    “per vedere l’effetto che fa, come cantava Jannacci.
    “se poi la democrazia fosse coerente, i detenuti dovrebbero fare uno stage da giudici, pure loro “per vederne la situazione”…

  2. vittoria oliva ha detto:

    condiviso ngoppa o face convintissima!

  3. vittoria oliva ha detto:

    oh mo stavo a pensà ma se io so corretta come a bankitalia co a Banca e Siena è sicuro che nun vaco in galera?
    no così tanto per regolarsi come fa a persona corretta a na certa età!

  4. gianni ha detto:

    Ho conosciuto un solo magistrato che, frequentando le carceri per “lavoro”, buttò la tonaca e si mise a fare l’avvocato. Si chiamava Giovanni Sorbi, era un compagno dello PSIUP, molto bravo professionalmente ed umanamente e mi levò da molti impicci in quegli anni ’67-’70 senza mai tirarsi indietro. Ho un ricordo stupendo di lui. Compagni, se uno nasce quadrato…non muore tondo!! ‘a voglia di fargli fare stage, mandarli a vedere Auschwitz, le nostre galere…aveva ragione Saint Just !! Napolitano mandiamolo in un Gulag russo o all’Asinara a pane – acqua e pedate nel culo. Si fa tanto per continuare a ridere anche se ‘un c’é nulla da ridere. Gianni

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