40 anni fa lo Stato uccideva Franco Serantini, 35 anni fa lo Stato uccideva Giorgiana Masi…-

Per non dimenticare

Appello per una giornata di lotta e solidarietà nel 35° anniversario dell’assassinio di Giorgiana Masi,

Sabato 12 maggio 2012

Il 12 maggio del 1977 le squadre speciali dell’allora ministro dell’Interno Francesco Kossiga assassinavano Giorgiana Masi, compagna femminista del Movimento che era scesa in piazza insieme a tante e tanti altri, nell’anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, sfidando il divieto di manifestare imposto dal governo dopo la morte, il 21 aprile, dell’agente Passamonti nel corso di scontri di piazza.

Quel 12 maggio migliaia di compagne e compagni si ripresero il diritto di manifestare con brevi cortei e fortunose barricate, le forze di polizia risposero sparando candelotti lacrimogeni e colpi di arma da fuoco. Picchiati e maltrattati anche numerosi fotografi, giornalisti e passanti. Con il passare delle ore la resistenza della piazza si fece più decisa anche con il lancio di molotov.

In serata, pochi minuti prima delle 20, durante l’ennesima carica della polizia, due compagne vennero raggiunte da proiettili sparati da Ponte Garibaldi, dove erano attestati poliziotti e carabinieri. Elena Ascione rimase ferita a una gamba. Giorgiana Masi, 19 anni, studentessa del liceo Pasteur, venne centrata alla schiena. Morì durante il trasporto in ospedale.
Le chiare responsabilità emerse a carico di polizia, questore, Ministro dell’Interno, porteranno il governo con la complicità vergognosa del Pci a intessere una fitta trama di omertà e menzogne. Cossiga, dopo aver elogiato il 13 maggio in Parlamento “il grande senso di prudenza e moderazione” delle forze dell’ordine, modificherà più volte la propria versione dei fatti. Costretto dall’evidenza ad ammettere la presenza delle squadre speciali – tra gli uomini in borghese armati furono riconosciuti il commissario Gianni Carnevale e l’agente della squadra mobile Giovanni Santone – continuerà però a negare che la polizia abbia sparato, pur se smentito da vari testimoni e dalle inequivocabili immagini di foto e filmati. L’inchiesta per l’omicidio si concluse nel 1981 con una sentenza di archiviazione del giudice istruttore Claudio D’Angelo “per essere rimasti ignoti i responsabili del reato”.

Questa, in breve, la storia di quella giornata.

Sono passati 35 anni e una domanda si impone:

Perché da almeno 15 anni non si svolge una manifestazione nazionale in ricordo di Giorgiana?
Poiché da almeno 10 anni non si svolge neanche più un corteo cittadino?

Oggi si impone uno scatto di coscienza. In questi ultimi tempi assistiamo a una crescente repressione dello Stato contro i movimenti; movimenti diversi per pratiche e ispirazione, ma tutti mossi da una critica della società esistente, una critica in via di radicalizzazione, stante le chiusure dei poteri.

Ebbene, in questo 2012 è bene costruire una grande giornata di lotta alla repressione e di solidarietà con chi viene colpito.

Il numero dei compagni e delle compagne, di tanti ragazzi e ragazze, arrestati perché socialmente non disciplinati, sale ogni giorno. Gli\le arrestati\e del 15 ottobre hanno passato settimane o mesi nelle patrie galere o ai domiciliari e sono stati condannati\e a pene esemplari per il semplice reato di resistenza aggravata. Uno di loro, Giovanni, si trova ancora in carcere a Velletri.

I militanti NO TAV, di cui alcuni ancora in carcere, arrestati lo scorso 26 gennaio, stanno pagando una lotta di massa, che questa sì, sta unificando settori sociali in lotta, mentre aumentano sempre più le manganellate distribuite in tutta la penisola ogni qual volta si scende in piazza per difendere la propria dignità e i propri bisogni collettivi.

Proponiamo quindi di organizzare una Assemblea Cittadina che promuova, CON LA  unitariamente una giornata di lotta e solidarietà per Sabato 12 Maggio 2012

Per mettere insieme, idealmente e materialmente, la solidarietà con glie\le arrestati\e e condannati del 15 ottobre con gli\le arrestati\e NO TAV, passando per tutte/i le denunciate/i  e arrestate\i.

Per ricordare Giorgiana

Evasioni – Rete contro il carcere, i Cie e la repressione

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Movimenti, Repressione dello Stato e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a 40 anni fa lo Stato uccideva Franco Serantini, 35 anni fa lo Stato uccideva Giorgiana Masi…-

  1. Ricordare… Ricordare sempre!

  2. gianni ha detto:

    E’ giusto ricordare i nostri compagni caduti conbattendo per le strade italiane nelle giuste mobiliotazioni, ma sarebbe bene ricordare con orgoglio che qualcuno di noi seppe dare la giusta punizione ai responsabili di certi omicidi: a Franco Serantini fu resa giustizia nel 1977 ( il processo ai poliziotti che avevano linciato Franco si concluse con assoluzioni generali per i responsabili materiali e morali della sua morte) da parte di alcuni compagni anarchici che spararono al medico dottor Mammoli del carcere di Pisa per mancato soccorso al nostro compagno. Serantini potava essere salvato dalla emorragia cerebrale che gli compresse il cervello e per questa grave responsabilità il dottor Mammoli venne punito perchè altri capissero e si comportassero di conseguenza. Gli anarchici non si aspetteranno mai che lo Stato renda giustizia in circostanze analoghe. Ricordo a questo proposito che anche Anna Maria Mantini fu uccisa volontariamente in quegli anni mentre stava rientrando al suo alloggio momentaneo (alias “covo”!!!) con un colpo in piena faccia a bruciapelo; in seguito i compagni dei NAP “punirono” materialmente il poliziotto responsabile di detto omicidio. Condivido in pieno l’operato di questi compagni perchè piagnucolare sui nostri morti mi da il voltastomaco!! Gianni

  3. gianni ha detto:

    Bisognerebbe ritrovare il libro “Mara e le Altre” perchè in questo libro è ben dettagliato l’ assassinio di compagne come Mara, Anna Maria Mantini ed altre uccise in quegli anni e che sono sempre presenti nei nostri cuori come stupende compagne e non come terroriste. Basta con le manifestazioni-processione….e con il vittimismo, avanti con manifestazioni militanti rivendicando con una” lotta dura senza paura”! Gianni

  4. contromaelstrom ha detto:

    Sempre puntuale e preciso nel ricordo, Gianni. Grazie dei tuoi commenti e un abbraccio a pugno chiuso. Salvatore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...