Gramsci: “Odio gli indifferenti”

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, […]

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917
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Una risposta a Gramsci: “Odio gli indifferenti”

  1. gianni ha detto:

    L’ indifferenza è morte! e NOI siamo vivi, oggi più di ieri! senza pentimenti, senza dissociazione, senza rimorsi, se non quello di non aver eliminato la “malerba” radicalmente. Un vecchio partigiano anarchico di Carrara, condannato a trent’anni di carcere per non aver deposto le armi nel 1945, deceduto nel 1979 dopo due anni dalla sua liberazione per interessamento di Franca Rame , mi dette un consiglio che non seppi raccogliere: “Gianni, non lasciare feriti, perchè prima o poi parlano!”…e quanto continuano a parlare!!! Onore a tutti i compagni partigiani in questo 25 aprile 2012. Stiano attenti perchè rinunceremo a tutto, ma non alla vittoria ed oggi come nella Spagna ’36, sapremo tenere conto del consiglio di Belgrado Pedrini. Questo è un avvertimento ed una minaccia! A pugno chiuso Salvatore!! Gianni

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