Chi ha ammazzato Carlo Saturno?

2011. Sono passati 40 anni dal 1971, ma nelle carceri italiane non è cambiato molto! Anzi le cose vanno peggio! Angherie, soprusi, sopraffazioni, torture… sono le stesse, ma almeno nel 1971 si lottava, ci si ribellava, si organizzavano rivolte…  I detenuti, seppur massacrati erano in piedi organizzati e pronti a rispondere… Ora le giaculatorie lamentose e imbelli li hanno ridotti a subire oppure …a rivolgersi alla magistratura!!!

Carlo Saturno è uno dei non pochi ragazzi morti nelle nostre galere in circostanze ancora da chiarire. Vogliamo qui raccontarvi alcuni fatti in proposito. Nei primi anni del 2000, fu rinchiuso nel carcere per minori di Lecce.  Pare che vari siano stati i tentativi, sempre ignorati, di far conoscere al Dipartimento della giustizia minorile quel che accadeva lì dentro tra il 2003 e il 2005, episodi gravissimi di violenza nei confronti dei ragazzi detenuti.  Fu addirittura l’ex direttore a tentare di denunciare alcuni dei suoi poliziotti. Nel 2007, finalmente, le parole del medico dell’istituto trovano ascolto presso l’allora sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati, il quale manda le carte alla Procura di Lecce. Nove agenti di polizia penitenziaria vengono iscritti nell’inchiesta. Si parla di abusi terribili, di un sistema retto sul terrore. Il carcere viene chiuso e i ragazzi, tra cui Saturno, trasferiti nell’istituto minorile di Bari. E a questo punto Carlo parla. Si costituisce parte civile nel processo, racconta del pugno che gli ha sfondato un timpano e di tante altre cose.

Arriviamo all’anno in corso: 2011. Carlo è rientrato in carcere. Questa volta ha 22 anni e finisce nel carcere per adulti di Bari. Nessuno ha voluto dirci se in quell’istituto operasse qualcuno dei nove agenti incriminati anche grazie a lui. I primi di aprile Carlo viene trovato boccheggiante attaccato per il collo a un lenzuolo. Viene ricoverato al policlinico barese, muore il 7 aprile scorso.       La famiglia non crede al suicidio.La Procuradel capoluogo pugliese, apre dapprima un fascicolo senza alcuna ipotesi di reato e poco dopo lo modifica in un’inchiesta contro ignoti per istigazione al suicidio. Nel frattempo i giudici che si occupavano degli abusi al minorile fissano la successiva udienza oltre i termini di prescrizione.

Quel processo muore assieme a Carlo. Cosa c’entra Antigone in tutto questo? Don Raffaele, cappellano del carcere di Lecce, alla morte di Saturno aveva lanciato un appello affinché “se ci sono detenuti che sanno qualcosa, lo dicano”. E alcuni giorni fa un detenuto ce lo ha detto. Ci ha scritto una lettera nella quale ci racconta di aver visto tutto. Carlo, a suo dire, era stato picchiato violentemente mentre era nella cella di isolamento nella quale è stato poi trovato appeso a quel lenzuolo. Carlo, sempre a suo dire, non si sarebbe suicidato. Abbiamo mandato la lettera in Procura. Abbiamo voluto però qui raccontarvela, affinché ci aiutiate a vigilare sull’inchiesta: che la magistratura faccia davvero chiarezza su quanto accaduto a Carlo. Gli elementi ci sono, la comunità del carcere rende le indagini non tra le più difficili. Che non ci dicano un domani che si sono prescritti i tempi.

di Susanna Marietti, Terra, 4 settembre 2011

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Carcere e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Chi ha ammazzato Carlo Saturno?

  1. gianni ha detto:

    Caro Salvatore, hai prorpio ragione: gli anni passano ma i metodi sono sempre gli stessi, con la differenza negli anni ’70 c’era una risposta sia dentro che fuori. E’ di pochi mesi or sono la morte sul letto di contenzione del compagno anarchico Mastrogiovanni ( per coloro che non lo sapessero, Mastrogiovanni è quel compagno che negli anni ’70 si difese insieme all’anarchico Giovanni Marini da una aggressione fascista e quella volta ebbero la giusta risposta perchè uno mori ed un altro fu ferito gravemente, ma allora riuscimmo ad inpostare una forte mobilitazione politica in tutta Italia ed il processo si concluse con una “lieve” condanna a dodici anni). I tempi sono cambiati e come vedi non c’è stata la mobilitazione che meritava. Ci tocca soffrire tanto, tantissimo.A pugno chiuso e sempre avanti.Gianni

    • contromaelstrom ha detto:

      Grazie Gianni dei tuoi commenti ricchi di passione “col sangue agli occhi” si diceva un tempo. E, come di ci tu, se si ha il sangue che scorre nelle vene, di fronte a tali soprusi e arroganze del potere, quel sangue lì sale agli occhi. Un caro ricordo a pugno chiuso a tutti i compagne e le compagne uccise dalla vigliaccheria del potere. A proposito, oggi, 8 settembre, ricordiamo l’uccisione 37 anni fa (8 settembre 1974) del compagno Fabrizio Ceruso, nel quartiere di San Basilio a Roma. Il movimento e gli occupanti difesero quella lotta contro l’aggressione poliziesca e, alla fine, dopo tre giorni di duri scontri si vinse, a caro prezzo ma si vinse. Si perde solo se si smette di lottare. Un abbraccio a pugno chiuso.
      Vedrò di trovarti i contatti con Agrippino, e te li mando in privato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...