Carcere di Sondrio, da una settimana proteste

Proteste al Carcere di Sondrio

25 dei 37 detenuti del carcere di Sondrio hanno proclamato una settimana fa lo sciopero della fame, da sabato anche quello della sete e hanno anche messo in atto una “battitura”, sbattendo stoviglie e oggetti di metallo sulle sbarre delle finestre.
Ieri, 3 ottobre, c’è stata la visita ispettiva del provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Luigi Pagano, che ha incontrato i detenuti, la direttrice Stefania Mussio, il vice capo delle guardie Emilio Di Somma comandante “ad interim”, e poi, fuori dalle porte del carcere, anche i volontari che fino a non molto tempo fa operavano con i carcerati, che da tempo non entrano più in carcere per incomprensioni con la direttrice. Pagano ha dato rassicurazioni e i detenuti sembrano aver deciso di revocare, momentaneamente, lo sciopero della fame e della sete.
«Ho fatto loro un discorso: azzeriamo tutto e ricominciamo da capo – ha affermato Pagano al termine della visita – ci sono aspetti che possono essere migliorati con un po’ di buona volontà da tutte le parti in causa, cercheremo di fare chiarezza ad esempio per quanto riguarda i colloqui tra i detenuti e i loro legali, assolutamente sacrosanti ma presentando una motivazione. Per quanto riguarda, invece, le celle sovraffollate, avvieremo a breve un programma di ristrutturazione che riguarderà anche il carcere di Sondrio, e la cella da 5 posti ora inutilizzata verrà messa a norma così potrà ospitare alcuni detenuti». «Per quanto riguarda il garante dei detenuti – ha proseguito Pagano – so che il Comune si è attivato con un bando per nominarne uno nuovo. Spero poi che le Dame di San Vincenzo si convincano a tornare a offrire il loro preziosissimo aiuto. La situazione sembra avviarsi verso una risoluzione. La terrò comunque sotto controllo – conclude Pagano – e nei prossimi mesi tornerò in visita».

Intanto Claudia Osmetti di Radicali Sondrio e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani ha dichiarato: «L’urgenza degli ultimi avvenimenti ci impone la ricerca di una soluzione il più rapida possibile. Per questo ci rivolgiamo al Consiglio comunale di Sondrio, e in particolare al suo presidente Carlo Zanesi o in subordine a un quinto dei suoi componenti così come prescritto dal regolamento, affinché venga indetta una convocazione straordinaria già nei prossimi giorni o comunque con la massima urgenza con all’ordine del giorno la discussione di quanto sta avvenendo in via Caimi. Chiediamo che in quell’occasione vi sia un riconoscimento della fondatezza delle motivazioni che hanno portato alle dimissioni del garante, Francesco Racchetti, e conseguentemente il ritiro delle stesse».

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Una risposta a Carcere di Sondrio, da una settimana proteste

  1. Gianni Landi ha detto:

    Parole al vento e prive di contenuto concreto, quelle di Luigi Pagano, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, in risposta allo sciopero della fame e della sete dei detenuti ; questo sciopero ci fa capire che ci sia in atto una insostenibile vivibilità nel carcere di Sondrio.
    I dissapori tra i volontari e la direttrice del carcere mi fanno presumere che dipendessero da incompatibilità concrete riguardanti la collaborazione dei volontari, tant’è che Pagano ha auspicato che “le Dame di S. Vincenzo si convincano a tornare ad offrire il loro preziosissimo aiuto ” !!! MI piacerebbe sentire l’opinione dei “volontari” , “defenestrati” !
    Sessanta anni fa, quando facevo il liceo scientifico, avevo una professoressa di lettere della S.Vincenzo de’ Paoli e ad inizio delle lezioni faceva dire una preghiera per i poveri,e per i carcerati con relativo segno della croce !! poi invitava noi studenti ad andare al carcere come volontari della S. Vincenzo a portare un sacchettino di zucchero ed altre bischerate !!! Io naturalmente non pregavo e non andavo al carcere ! Furono cazzi miei !
    Nel 1977 fui invitato dal giudice Caponnetto, dal quale ero andato per intercedere in favore di Horst Fantazzini che necessitava di un intervento chirurgico, a far parte di un gruppetto di volontari carcerari del quale faceva parte il Direttore del carcere delle Murate ed alcuni “compagni del P.C.I.. Io accettai di buon grado e stendemmo un programma di intervento tendente a far prendere coscienza sociale ai detenuti. Questo smosse le acque ed il colonnello dei Carabinieri Stegagnini , insieme ai deputati democristiani Pezzati e Pontelli, fecero una interrogazione parlamentare contraria alla mia presenza tra i “volontari ” e scrissero sui giornali che “nessuna persona di buon senso ( quindi compreso il Giudice Caponetto) avrebbe ritenuto il Dottor Landi persona idonea ad andare al carcere come volontario ed anzi potevano essere ravvisate sue complicità con Prima Linea nel tentativo di evasione dalle Murate con conseguente uccisione di un poliziotto ” !!! Naturalmente, e direi comprensibilmente, mi tolsero dal Gruppo dei volontari al carcere di S.Teresa di Firenze.
    Niente è cambiato dopo sessanta anni e la S.Vincenzo dei Paoli riprenderà la sua preziosa collaborazione !!! AMEN !!!

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