Pena di morte all’italiana

Ieri, 22 febbraio, l’agenzia giornalistica Ansa ha riportato le frasi pronunciate dal presidente Mattarella ai partecipanti ad una conferenza internazionale «L’Italia e l’Europa sono in prima linea» per l’abolizione mondiale della pena di morte, e si tratta di «una battaglia di portata storica». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella sottolineando che ciò costituisce per l’Italia «un dovere e un impegno culturale irrinunciabile».

L’abolizione della pena di morte «mira ad affermare – ha spiegato il presidente Mattarella ricevendo al Quirinale i partecipanti ad una conferenza internazionale – il rispetto della vita di ogni essere umano e, dunque, la dignità della persona e il suo primato anche all’interno degli stessi ordinamenti». Il capo dello Stato ha ricordato come quella dell’abolizione della pena di morte sia una battaglia non solo italiana ma da tempo europea: «Chiunque voglia entrare nell’Unione europea sa di dover cancellare la pena di morte dalle proprie regole. Non si è europei – ha precisato – se si mette in discussione questo principio. Non può essere Europa senza il rispetto della vita». Secondo Mattarella bisogna inoltre «rafforzare la sensibilità non solo dei governi ma anche dei giovani e di tutti i cittadini». Questo anche perché, ha aggiunto Mattarella, «non è sopito l’impulso di affidarsi alla pena di morte per vincere paure e insicurezze». Dopo aver ricordato che tutti i dati dimostrano come la pena di morte non sia un deterrente contro i crimini, il capo dello Stato ha ribadito che bisogna «costruire un mondo libero dalla pena di morte».

Strano che nessuno, ma proprio nessuno abbia suggerito al Presidente che in Italia, lo stato di cui è presidente, esiste qualcosa simile alla pena di morte: l’ergastolo ostativo.

Questa condanna impedisce a chi ha l’ha ricevuta di usufruire di sconti di pena e usufruire di benefici e di qualsiasi misura alternativa, condizionale compresa. In pratica chi è condannato a l’ergastolo ostativo vuol dire, molto brutalmente, che dal carcere esce solo in cassa da morto.

Dunque l’ergastolo ostativo è una condanna a morte differita. E sono oltre mille i detenuti condannati a questa pena.

È una denuncia e una verità affermata con forza da tutti gli organismi internazionali che si occupano di diritti umani.fine-pena-mai

Quindi in Italia c’è la pena di morte … e allora che ci dice signor Presidente? 

 

 

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3 risposte a Pena di morte all’italiana

  1. Gianni ha detto:

    Il carcere ostativo comminato dai Magistrati a detenuti sottoposti a Processo in Corte d’Assise lo paragonerei alle innumerevoli sentenze di condanna al Manicomio per “malattia mentale”, senza processo, comminate dalla maggior parte degli Psichiatri nei confronti degli “A-normali” sottoposti ad Elettroschok, letti di contenzione per decine di anni, camice di forza , coma insulinico ,psicofarmaci a dose da cavallo , lobotomia, in maniera insindacabile. “Terapie” dalle quali non se ne esce più , se non come zombi inservibili per questa società .Direi che il Carcere Ostativo è paragonabile al Manicomio giudiziario , ed il “Carcere Rieducativo” ai Manicomi. Magistrati e Psichiatri sono strumenti Assassini del Pensiero e del Fisico degli internati, al servizio di tutti gli Stati , contro qualsiasi “dissidente”.

  2. Pingback: Pena di morte all’italiana | sergiofalcone

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