Liberate le Pussy Riot Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova

Putin è un monarka reazionario e non ci piace nemmeno un po’. Però aveva parlato di amnistia e l’ha fatta. Risicata, ridotta ma l’ha fatta. I nostri presidenti e ministri, ne parlano da mesi, da anni, ma…non si vede nulla!!!

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Sono state rilasciata oggi, in seguito all’amnistia approvata dalla Duma russa, le due Pussy Riot: Maria Alyokhina, e Nadia Tolokonnikova. Questa è uscita dall’ospedale carcerario in Siberia dove era detenuta. Ad attenderla il marito e numerosi giornalisti. La giovane, riferiscono i presenti, avrebbe gridato “Russia senza Putin!”. La liberazione fa seguito all’amnistia lanciata dal presidente Vladimir Putin per i 20 anni della Costituzione russa e approvata la scorsa settimana dalla Duma.

Erano già stati rilasciati gli attivisti di Greenpeace, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro.

Maria Alyokhina ha definito l’amnistia «Non un atto umano, ma profanazione». Con questa amnistia «non viene rilasciato nemmeno il 10 % dei detenuti», mentre le donne incinta, incluse ufficialmente nel testo, sono per la maggior parte in carcere per reati gravi e dunque non ne beneficeranno. Appena rilasciata, Alyokhina non è partita subito per Mosca, ma si è recata al locale ufficio della Ong «Comitato anti Tortura», un gruppo di avvocati difensori dei diritti umani, per discutere di una sua denuncia scritta in cella.

Maria non rimpiange la «preghiera punk» cantata a febbraio 2012 nella Cattedrale di Cristo Salvatore che le è costata quasi due anni di prigione. «Siamo pronte a ripeterla. Ma vorremmo cantare la canzone fino alla fine. Dovrebbe essere ascoltata nella sua interezza, non solo un verso», ha detto ai giornalisti. Affermando, riguardo alle Pussy Riot, che «il gruppo, naturalmente, esiste ancora», e potrebbe tornare in attività: «dovremmo incontrarci e risolvere questa questione».

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2 risposte a Liberate le Pussy Riot Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova

  1. giovanni moretti ha detto:

    Sarei curioso di sapere come il nostro main stream mediatico avrebbe trattato “l’affaire pussy riot”, se il tutto fosse avvenuto nella nostrana ( ahime) basilica con il cupolone di Michelangelo

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