Ancora un suicidio in carcere. Assassinato!

CellaPaul, imprigionato meno di un mese fa, il 13 novembre accusato di furti di rame, tre giorni dopo gli vengono concessi gli arresti domiciliari. Il 6 dicembre viene di nuovo arrestato e condotto al carcere “Mammagialla” di Viterbo, dove si è ucciso il giorno seguente, l’8 dicembre, ma la notizia si è avuta soltanto ieri. Aveva 51 anni era di origini rumene.

Il triste conteggio delle “morti in carcere”, che sono in realtà persone uccise dal “sistema carcere”, salgono a 47 i suicidi avvenuti nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno.

145 le persone uccise dal carcere nel 2013,

2.232 dal 2000 di cui 799 suicidi.

Addio a... Paul, Mario, Michele, Abdul, Gennaro, Giulio, Davide, Luciano, Angelo, Ahmed, Shota, Abdelaziz, Mario, Gilberto, Giovanni, Piero, Nikolaos, Luigi, Aniello, Vasil, Octavio, Mustapha, Denis, Mohamed, Carmine, Maurizio, Domenico, Daniele, Francesco, Romirez, Natale, Mohamed, Giuseppe e tanti altri/e

…della vostra morte chiederemo il conto…

…per farla finita col giudizio dei potenti

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2 risposte a Ancora un suicidio in carcere. Assassinato!

  1. Fiamma Schiavi ha detto:

    Addio Paul.Come sono stanca di contare i “miei” morti.Mi viene la tentazione di cominciare a contare “gli altri”

  2. gianni landi ha detto:

    “Gli altri” ci pensano “loro” a ricordarceli e farceli pagare ogni giorno e con tutti i mezzi! ma “loro” sono gli assassini dalla parte dei buoni e “noi” gli assassini dalla parte dei “cattivi”! ce lo ripetono fino alla nausea, come se non avessimo pagato abbastanza; a me piace precisare che a darci degli assassini c’erano e ci sono molti schifosi “P.C.I.” ed extraparlamentari voltagabbana; mi piace ricordare che quest’ultima gente di merda sono gli “eredi” italiani, albanesi, russi, cinesi ecc. che hanno eliminato tanti compagni “non in linea” e ci hanno nascosto il futuro che ci stavano preparando dietro la parvenza di promesse e speranze tradite. I peggiori nemici sono quelli che si presentavano come compagni e fratelli!! Sarebbero i primi a dover essere ammazzati, ma ….eravamo e siamo in pochi a nutrire certi sentimenti. Bisogna fare tesoro di questa esperienza e ricominciare da dove siamo partiti. Un saluto fraterno Gianni Landi

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