Ancora buio sul “suicidio” del ragazzo Carlo Saturno, testimone scomodo

Due anni fa, il 7 aprile 2011, dopo 7 giorni di agonia, moriva Carlo Saturno di 22 anni.

Carlo1Era stato “suicidato” nel carcere di Bari, testimone e vittima dei pestaggi delle guardie nel carcere minorile di Lecce. Carlo, rompendo il muro di omertà, aveva denunciato il clima di terrore che gli agenti di custodia avevano imposto tra i ragazzi del carcere per minori (Ipm) di Lecce. Dopo la denuncia, Carlo viene trasferito al carcere di Lucera, poi a Taranto e infine a Bari, dove entra nell’ottobre 2010 per furto. Il 30 marzo 2011, sembra ci sia stata una colluttazione con gli agenti e Carlo viene portato in cella di isolamento e dopo poco viene trovato quasi morto con una corda al collo, dopo una settimana di coma muore. Nel febbraio 2012 la Procura individua “istigazione al suicidio”, ipotizzando in sostanza che sia stato costretto da persone o situazioni a farla finita.

Così la testimonianza di Carlo per il processo a carico delle guardie del carcere minorile di Lecce non potrà andare avanti e dunque…

 … e invece si sono prescritti… 

Il post del settembre 2011 sulla “misteriosa” morte in carcere del giovane Carlo Saturno, detenuto e testimone decisivo, terminava con le preoccupazioni di Susanna Marietti (dell’Associazione Antigone), con queste parole: “Che non ci dicano un domani che si sono prescritti i tempi.”

E invece: Il 19 giugno 2012 i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno dichiarato l’avvenuta prescrizione per i reati contestati – abusi su minori e violenze – a nove agenti di polizia penitenziaria, imputati per i presunti maltrattamenti avvenuti nel carcere minorile di Lecce tra il 2003 e il 2005. I reati sono prescritti.

Carlo2(la stampa locale) «È finito senza colpevoli il processo sulle presunte violenze nel carcere minorile di Lecce dove era detenuto il manduriano, Carlo Saturno, trovato morto un anno fa nel carcere di Bari… (i familiari di Carlo) La giustizia è una vergogna. Nostro fratello lo hanno rovinato ed ora è morto invano per la seconda volta»Filomena Saturno, sorella di Carlo, uno degli ex detenuti del minorile di Lecce che aveva denunciato le presunte violenze dei suoi carcerieri, non ha parole per commentare l’assoluzione per prescrizione di tutti gli imputati del processo a carico degli agenti di custodia della ex casa di correzione sulla via per Monteroni a Lecce… Di quanto sarebbe accaduto nel minorile di Lecce, suo fratello le aveva mai raccontato qualcosa? «Certo che si, eccome. Ci diceva che lo picchiavano sempre, da un occhio non vedeva più per un pugno che gli tirarono lì dentro. Ci raccontò di quando con uno schiaffo gli ruppero il timpano di un orecchio e che la mattina dopo si ritrovò con il cuscino pieno di sangue nella sua cella. Era terrorizzato dalle guardie, da quel periodo non ne è più uscito, soffriva di ansia, attacchi di panico, prendeva le gocce».

A distanza di due anni dalla morte di Carlo Saturno suicidato nelle carceri dello stato due anni fa, troppe domande rimangono senza risposta:

*qual’è la situazione nelle carceri per minori?

*perché questa società rinchiude ancora in prigione ragazze e ragazzi?

 vedi post precedente qui

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4 risposte a Ancora buio sul “suicidio” del ragazzo Carlo Saturno, testimone scomodo

  1. simona ha detto:

    Nati ai margini di una società che consuma. Braccati, quando è festa, come volpi nei feudi. Usati i loro corpi per i vostri piaceri. Nascosti allo sguardo di false coscienze. Tenuti in vita dal sottile piacere di torturatori in divisa.
    Nel silenzio come tomba vivere per sopravvivere fino alla morte.
    Vivere!

  2. Marco Pacifici ha detto:

    Saro’ rimasto ai”vecchitempi” nomi e cognomi dei criminali torturatori assassini in divisa: ci pensera’ la giustizia Popolare. Colpirne mille per educarli tutti:guai guai grossi a chi tocca i nostri cuccioli:Umani ed Animali.

  3. gianni ha detto:

    Sono d’accordo con te Marco ma ancora più importante è il lavoro di formazione e controinformazione che fa Salvatore con il suo Blog che ha funzione di formare dei “quadri militanti” più estesi possibile perchè il compito più difficile è quello di riuscire a gestire politicamente certe azioni violente e per ora non mi pare ci siano delle strutture idonee a svolgere questo compito nella loro gestione. Speriamo che questo blog capillare che dovrebbe scavare goccia a goccia la testa di pietra di tanta gente indifferente, dia i suoi risultati. Diamo anche un consiglio ai giovani compagni: una volta catturati dall’avversario non reagite alle provocazioni con atteggiamenti spavaldi, sia che vi troviate in un Commissariato od all’isolamento dentro un carcere, perchè vi massacrano ben sapendo che non pagheranno mai le loro malvagità vigliacche! Bisogna imparare a controllare certi impulsi ed attendere tempi e luoghi a noi favorevoli, sia in senso materiale che politico. Mettiamo a frutto le nostre esperienze di vecchi militanti facendo in modo che le vittime di oggi diventino i carnefici di domani. Gianni Landi

  4. Marco Pacifici ha detto:

    Saro’ molto felice di ri-vederci sabato 11 maggio ore 18.0 alla libreria HellNation via Nomentana 113 dove c’è la presentazione de”Il sangue politico” sull’assassinio dei Compagni Anarchci Angelino Casile ,Muchi e gli altri Compagni Calabresi nel settembre 1970 mentre stavano scrivendo controinformazione. Non vengo mai a Roma, ma questa volta non manco. Sara’ veramente Gioia grande Salvo e Gianni e tutti tutte. (su internet c’è il manifesto)

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