M5s, movimento o cartello elettorale?

M5S: MOVIMENTO  O  CARTELLO ELETTORALE?

Grillo-2Non ho elementi sufficienti per esprimere valutazioni sulla natura e sulla composizione sociale di questo movimento, ma alcune cose le posso dire:

PRIMO- La formazione e la conformazione del M5s ci permette di dire che, al di là del nome, non è un movimento. Se per movimento intendiamo una realtà sociale strutturata e organizzata sul territorio, con alcuni obiettivi concreti e un sistema di formazione delle decisioni più o meno collettivo. Questo è un criterio che dovrebbe essere condiviso per interpretare tutti i movimenti sociali che siano espressione di contraddizioni reali, sia che ci piacciano oppure no. Anche i movimenti di destra (fascismo, nazismo, peronismo, falangismo, ecc.), avevano queste caratteristiche e vennero combattuti sul territorio perché erano movimenti reali (e potevano anche essere sconfitti come insegnò la lotta degli “arditi del popolo” in Italia, quella della “parte proletaria dei Freicorps” in Germania, la guerra civile in Spagna, ecc.). Stesse caratteristiche le hanno avute alcuni recenti ed effimeri movimenti, come il “movimento dei forconi” dello scorso anno; un movimento inserito in uno sconto di potere tra potentati economici in Sicilia, che difatti trovò, all’interno della mediazione tra quei poteri, un equilibrio e si acquietò. Per non parlare della “maggioranza silenziosa” o se volete il “movimento dei quarantamila” (in realtà non più di 12.000) nella Torino squassata dalla resistenza operaia, i 37 giorni di blocco della Fiat, alla ristrutturazine di Agnelli. Quest’ultimo fenomeno più interessante su cui ritornare, se non altro perché ci siamo ancora seduti sopra, nel senso che da quella sconfitta non siamo ancora usciti. E forse più qui che non nel movimento di Grillo o di chiunque altro si può trovare la ragione del perché in Italia non c’è stato né Occupy, né indignados, né altro. Quel movimento degli anni ’80 basato su una forte alleanza tra grande capitale, media borghesia e settori alto-impiegatizi, produsse quel “blocco sociale d’ordine” che ancora oggi occupa il potere ed egemonizza l’intera società. Nonostante i passaggi tra prima, seconda e terza repubblica e il cambio di nome dei partiti.

Dunque, se il M5s non è un movimento che cos’è? Penso si possa tranquillamente definire un “cartello elettorale”. Tanti ne sono sorti in molti paesi, per dare sponda al malessere dell’eccessiva aggressività del liberismo in questo inizio secolo.

Non solo non è un movimento, ma raccoglie talmente tanta varietà sociale ed economica che nemmeno gli si può attribuire l’“un”. Questa non-unitarietà si manifesterà da adesso in poi sempre più forte. Sia per le risposte che i “grillini” dovranno dare in Parlamento di fronte a proposte concrete, sia per gli sviluppi del M5s. Le scelte parlamentari lo dilanieranno; lo sviluppo del M5s in movimento (perché dovrà in qualche modo strutturarsi) porterà a una probabile frattura in tronconi che si aggregheranno secondo le linee degli interessi sociali-economici (secondo le linee di classe) dei suoi membri.

SECONDO- Non dobbiamo faticare a trovare i motivi della protesta che ha trovato accoglienza nel “cartello elettorale” M5s. Al contrario, c’è da stupirsi perché tante persone hanno votato per Bersani e Berlusconi? Porcodd…, devono avere lo stomaco foderato di amianto, per digerire le scelte politiche devastanti che i due partiti Pd e Pdl hanno appoggiato negli ultimi anni. Altro che “tapparsi il naso” del buon Montanelli. L’inasprimento delle politiche liberiste hanno talmente acuito le conseguenze di questa crisi nei confronti di molti strati sociali, che da più parti si chiede un ritorno alle politiche keynesiane, all’intervento dello Stato, a politiche di distribuzione del reddito, ecc. Una richiesta che viene anche da molti economisti interni al sistema attuale. Questi sistemi economici basati sul consumo di massa vedono con preoccupazione la diminuzione del reddito complessivo e la conseguente drastica riduzione dei consumi (per tutti questi, ma sono tantissimi, si vedano le invettive di Paul Krugman sul NYTimes e tanti altri). La frase più diffusa oggi nei bar è: “via tutti, via tutta la paccottiglia partitistica che ci ha portati a questo sfacelo!”, non è un’invenzione di Grillo, è comune sentire. Ma poi, chi li deve mandare a casa? Qualcuno per loro? La gran parte di questa protesta anti-liberista resta all’interno del regime di proprietà esistente, all’interno del sistema istituzionale esistente, all’interno dell’ordine capitalista esistente: quelle persone vorrebbero soltanto una correzione delle politiche ritenute eccessivamente liberiste e corrotte.

Dall’altra parte non credo nemmeno un po’ che il M5s è “una forza che ha fatto da “tappo” e stabilizzato il sistema”, come affermano i Wu Ming (vedi post precedente). Le ragioni del perché in questo paese non ci sia stato un movimento di massa che abbia resistito alle politiche liberiste, vanno ricercate, secondo me, nella sconfitta del 1980 (di cui sopra) e nel dopo-Genova. Ossia nella non-risposta del Movimento di Genova ai massacri, alle sevizie e alle torture subite, oltreché all’assassianio di Carlo Giuliani. Su questi aspetti la storia è impietosa, lo è sempre stata: un movimento che non difende e tutela i suoi figli e le sue figlie e la propria dignità viene spazzato via. Così è stato.

TERZO- E qui veniamo al nocciolo del problema! Sarà possibile, in questa fase, cambiare le politiche liberiste o anche smussarle un po’? Sarà possibile togliere o epurare quell’apparato corrotto, incapace e con comportamenti di casta? Oppure il sistema oggi non ha margini, per cui… lo scontro…

Michele dice “il 61,6% di quelli che hanno votato per il Movimento cinque stelle è motivato soprattutto tra i più giovani, dalla speranza che possa offrire una soluzione della crisi che attraversa il paese “. Appunto, chiedono di poter “uscire dalla crisi” e riprendere la consueta vita del produci, consuma e crepa, un’ideologia che funziona solo se non si toglie la parola centrale: consuma; ma oggi rischia di restare solo il crepa.

Michele dice ancora: “ le ragioni che lo hanno prodotto [il M5s], non possono trovare soluzione all’interno degli stessi equilibri di forza nel Sistema che lo ha generato”. Ne siamo sicuri? Siamo certi che questa sia qualcosa di simile all‘ultima crisi? Quante volte abbiamo sentito questa affermazione di fronte a una crisi che poi si è dimostrata né ultima e nemmeno penultima!

Non so, non ho elementi per dire se, in questa fase, il capitalismo potrà offrire oppure no alcuna “uscita” dalla crisi. So però che se si consente al capitalismo e alle sue varie “correnti”: quella finanziaria, bancaria e produttiva, in guerra tra di loro ma tutte unite contro di noi, ossia contro le classi proletarie e il ceto medio-basso urbano, se gli si permetterà di scaricarci addosso tutti i costi della ristrutturazione che questa crisi esige, beh!, in quel caso ne usciranno loro, le classi abbienti, ben panciute più di adesso e noi ci ritroveremo con le nostre quattro ossa in mano. Ma ne usciremo.

QUARTO- Infine alcuni dicono che questo exploit del M5s sia dovuto alla Rete, ad Internet, ai Blog, ai Social Network, ecc. Alcuni ci rimproverano che noi, della sinistra antagonista, non abbiamo saputo valorizzare le attività che si svolgono dentro la rete, in funzione aggregativa e ne abbiamo fatto lo specchio dei nostri peggiori difetti, frazionismo, rissosità ecc. È vero, però va considerato che il linguaggio stringato, secco, asseverativo, proprio delle comunicazioni per mezzo della rete, favorisce la rissosità schematica oppure l’accordo su cose eccessivamente semplificate: si oppure no. Provate a fare una lunga e complessa discussione su come portare avanti una lotta che rischia di arenarsi sulla stanchezza operaia e sulla ostilità padronale, provate a discutere come aggregare le persone su una lotta territoriale contro le devastazioni ambientali, in cui bisogna discutere punto per punto le normative, riunioni che, nell’un caso e nell’altro, occupano ore e ore!

Siate sinceri, amici della rete, tranne poche e valide eccezioni, la gran parte degli utenti si limita a poche parole, molta enfasi, tanti aggettivi retorici, un po’ di outing se serve, e finisce lì!

E che vuoi costruire con queste quattro parole? Cartelli elettorali di vuota protesta, appunto! Per ora!

salvatore

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2 risposte a M5s, movimento o cartello elettorale?

  1. Marco Pacifici ha detto:

    saro’ scemo vecchio arincoijonito, ma se non si danno la prima di tutte le discriminanti, l’Antifascismo, possono andare a farsi fottere(tanto se vanno a rivotare se pijano il 10% forse) e li tratteremo come trattiamo casapound ed i vari riesumati merlino:CRAK!

  2. pingons ha detto:

    Il fatto è che il m5s è riuscito a parlare in modo semplice di politica alle persone. Ha offerto alla massa una nuova identità politica, senza le acrobazie ideologiche del politichese. Questa è una cosa buona se serve a coinvolgere e risvegliare le coscienze di chi era assopito dai paroloni da salotto delle solite cariatidi del governo. Non lo dico perchè sono grillina, anzi tendo sempre a dubitare di qualsiasi cosa sia in odore di istituzione, è una constatazione.
    Il fatto che sia o meno un movimento, organizzato, incisivo ecc ci vedrebbe coinvolti in una conversazione epistolare allucinante, sprecata per essere argomentata su post in internet.
    Spero che il m5s non abbia paura di reagire al “nuovo” governo Letta che ci conferma l’inutilità del voto di febbraio, di questa democrazia che palesa la dittatura europea in atto.
    Non ho vissuto gli anni delle lotte, sono nata molto dopo ma mi sembra che le cose non cambino mai davvero…ma sono convinta (e spero) che ora l’unica soluzione sia lo scontro, il problema non è solo qui, è nel cuore dell’Europa…e come si dice da queste parti…A SARA’ DURA (sempre NO TAV!!) Saluti da Torino.

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