Inverno-autunno 1984, minatori britannici sotto l’attacco thatcheriano

13 novembre 1984, la Gran Bretagna è sotto il tallone di ferro del thatcherismo.

La grande lotta dei minatori si avvia alla conclusione, e alla sconfitta, dopo oltre un anno di duri scontri. Gli scioperi continueranno fino al marzo del 1985, in un decrescendo della partecipazione e dell’antagonismo dei minatori e degli abitanti dei territori che li hanno affiancati e sostenuti fin dai primi giorni.

Quel 13 novembre di 28 anni fa, il Ncb (Ufficio Nazionale del Carbone) comunicava che, per la prima volta, 5000 minatori erano tornati al lavoro; il fronte cominciava a franare.

Gli scioperi erano iniziati il 5 marzo ‘84 nello Yorkshire a seguito della proclamazione della chiusura dei pozzi di Cortonwood. Quella chiusura era l’inizio della strategia di smantellamento del settore minerario e di privatizzazione liberista di tutti i settori britannici ancora nazionalizzati (ferrovie, British Leyland, acque e miniere).

Era il fronte britannico della guerra mondiale di classe che il capitale internazionale scatenava contro la classe lavoratrice e i ceti medio-bassi. Il fronte italiano di questa guerra di classe aveva visto l’offensiva padronale, nell’autunno del 1980, con l’espulsione di 24.000 lavoratori dalla Fiat.

Per l’attacco alla classe operaia delle miniere fu incaricato Ian McGregor, [quando morì nel 1998, questo fu l’addio dei minatori] un uomo d’affari canado-scozzese che aveva già smantellato l’industria siderurgica. Il suo programma era: chiudere i pozzi non redditizi creare dei “super-pozzi” da vendere all’industria petrolifera; abbandonare il carbone per il nucleare. I minatori erano 183.000 di cui 120.000 impiegati nei 176 pozzi del Ncb.

Il Num (National Union of Mineworkers- Sindacato Nazionale dei Minatori), che si collocava all’estrema sinistra delle Tuc (Trades Union Congress-Confederazione dei sindacati inglesi) e con una notevole autonomia, aveva già sconfitto nella lotte del 1972 e del 1974 la prima offensiva di privatizzazione, utilizzando anche la tattica del “picchetto volante” una invenzione degli scioperi del 72.72 del Num diretto da Arthur Scargill . Ma nel 1979, col governo Thatcher si capisce che la musica era cambiata e l’offensiva governativa sarà molto dura. Il governo fa uso dei media e di tutte le altre aree sociali per isolare il settore da colpire. Nel 1980, 100.000 metallurgici vengono espulsi dalle ristrutturazioni e privatizzazioni del settore. I lavoratori della British Leiland si vedono smantellare le officine dove più forte è l’organizzazione operaia; nel 1982 è la volta dei lavoratori del pubblico impiego che si vedono cancellare addirittura libertà sindacali conquistate. Ad ogni vittoria della ristrutturazione capitalista c’è un aumento notevole di disoccupazione che chiedono lavoro, e questo rende meno forte la resistenza operaia.

Il 6 marzo ’84 la lotta si estende allo Yorkshire e alla Scozia a seguito della notizia del licenziamento di 20.000 minatori. Seguono il Kent e il Durham e altri distretti.

Il 14 marzo la magistratura si mette al fianco della Thatcher vietando i picchetti e consentendo alla polizia di intervenire. 8.000 poliziotti vengono inviati nel bacino di Nottinghamshire.

15 marzo, primo minatore morto negli scontri, è David Jones, 24 anni durante un picchetto.

29 marzo, i ferrovieri, i trasportatori e i siderurgici appoggiano la lotta non trasportando il carbone.

15 giugno, secondo minatore morto, investito da un camion davanti alla centrale elettrica di Ferrybridge.

18 giugno ’84, la giornata più violenta e prolungata di scontri tra polizia in tenuta antisommossa e minatori organizzati a Orgreave (cittadina del South Yorkshire), la puoi vedere qui 

La battaglia fu musicata dai Redskins (ascolta)  gruppo musicale di compagni che accompagnò la lotta dei minatori con molte canzoni e concerti.

27 giugno 24 ore di sciopero dei ferrovieri in appoggio ai minatori. Il 9 luglio anche gli scaricatori (Dockers) scioperano. Ma il sindacato fa un errore accettando trasporti di carbone per garantire la produzione dell’acciaio.

11 agosto, manifestazione a Londra di 30.000 donne provenienti dalla regioni minerarie.

I minatori inglesi, scozzesi e gallesi, persero quella battaglia. La lotta di classe non finì certamente. Ma è compito di ciascuna compagna e ciascun compagno riflettere insieme sulle sconfitte per imparare da quelle. Soprattutto nel momento attuale. E’ quanto vedremo nei prossimi Post.

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