Ma quali OLIMPIADI !… AMNISTIA per chi sta in carcere

In tutto il paese, in decine e decine di carceri la popolazione detenuta è in lotta! La protesta ha unito le carceri dal nord al sud e alle isole.

In Puglia, da Bari a Lecce e a Trani, a Napoli Poggioreale e a Salerno, da Bologna a Udine e poi a Cagliari al Buoncammino, a Gorizia e Ascoli Piceno, a Monza, Cuneo e Genova, da Catania a Rovigo e Treviso, da Roma Rebibbia a Le Vallette di Torino, da Imperia a Firenze Sollicciano, ed altre ancora. Nuove carceri si uniscono alla protesta.

Non vogliono più subire passivamente! Detenuti e detenute dicono NO a un sistema di carcerazione che va oltre il limite della decenza! Costretti e costrette a condizioni di vita inaccettabili, stipati in spazi che sono la metà di quelli riservati agli allevamenti dei suini. Senza acqua, né docce, né igiene; senza spazi fare attività sportive e nemmeno per fare un po’ di movimento. Con un vitto immangiabile e una socialità precaria.

Cosa chiedono i detenuti e le detenute? Chiedono Amnistia, Indulto, accesso rapido alle misure alternative, … insomma vogliono di uscire dal carcere, vogliono mettere fine a quel sovraffollamento criminale, al terrorismo di stato che rende la già dura condizione di chi è privato della libertà del tutto inaccettabile e invivibile. Vogliono tornare liberi e libere!

Il carcere oggi non solo impone sofferenza feroce, è un vero strumento di tortura e di annientamento. Lo ha così definito anche Amnesty International. Un residuo di un passato triste e incivile, inconcepibile all’interno di rapporti umani e sociale evoluti. È anche inadeguato rispetto ai fini che afferma scioccamente di voler raggiungere e che è stato inserito altrettanto “scioccamente” in quella Carta Costituzionale di cui non c’è alcuna ragione di andare fieri!

Eppure lo sapevano i Costituenti, quelli che avevano patito la galera sotto il regime fascista, lo sapevano che il carcere non può rieducare ché anche se lo scrivi che «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» (art.27), poi nella realtà il carcere esprime solo e soltanto trattamenti degradanti e disumani, perché è fatto per quello: per annientare, per distruggere la vita! Ma i Costituenti inseriti in quella grande finzione democratica hanno scritto una cosa cui non credevano e non potevano credere, loro che il carcere l’avevano conosciuto! Anche se poi, pentiti, hanno cercato subito, nel 1949, di realizzare una commissione parlamentare per dare la voce ai prigionieri e fare proporre dalla loro voce delle riforme (Commissione Calamandrei-Persico) . Naufragò tutto! Il paese in mano ai democristiani, con i soldi del Piano Marshall Usa doveva costruire un paese capitalistico-moderno, ossia col terrore di stato, con la repressione per frenare gli avanzamenti della classe operaia, a tenere gli “ultimi del mondo” sempre più succubi per avere forza lavoro a basso prezzo. Come oggi, come sempre finché dominerà l’ordine capitalistico, che ci sia la “crisi” o la “crescita”, due slogan, due favole inventate dai padroni, cui molti, troppi di noi credono stupidamente e vi si allineano! 

Ogni lotta in carcere è comunque una tappa verso la sua abolizione, è un mattone che togliamo da quel muro ignobile che separa donne e uomini reclusi da donne e uomini liberi: la più grande ignominia costruita dalle società umane!

Il carcere va abolito e per questo oggi dobbiamo essere al fianco di chi dentro lotta!

Non lasciamoli soli, la libertà di chi sta in carcere è la nostra libertà!

Appoggiamo e diffondiamo la lotta nelle carceri!

GIOVEDI 2 AGOSTO troviamoci tutti e tutte a Piazza Arenula alle 17 al fianco delle lotte in carcere, per la sua abolizione

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8 risposte a Ma quali OLIMPIADI !… AMNISTIA per chi sta in carcere

  1. Pingback: Ma quali OLIMPIADI !… AMNISTIA per chi sta in carcere | controappuntoblog.org

  2. sergiofalcone ha detto:

    *

    BELLO COME UNA PRIGIONE CHE BRUCIA
    [Beau comme une prison qui brûle, L’Insomniaque, Paris 1994]

    http://www.inventati.org/apm/abolizionismo/bello/bello.pdf

    *

  3. Ben detto, Salvo! Amnistia, libertà per tutti e presto!

  4. laura ha detto:

    pene alternative, indulto e aministia. Grande MARCO PANNELLA.

    • contromaelstrom ha detto:

      Cara Laura, la protesta la stanno facendo i detenuti e le detenute. Loro subiscono il disagio e pagano il costo che in carcere è sempre molto alto. Chiunque appoggi queta lotta e rispetti gli obiettivi della popolazione carcerata a noi va bene, purché non si cerchi di “mettere il cappello” sulla lotta stessa. Ossia non si cerchi vantaggi per se e consensi per il proprio gruppo politico.
      Noi siamo al fianco e in solidarietà con detenuti e detenute e ci interessa che “loro” escano dal carcere.
      Libere tutte liberi tutti

  5. gianni ha detto:

    Ho conosciuto Marco Pannella a Catanzaro quando ci mobilitammo da tutta Italia per portare questa parola d’ordine (“Valpreda libero”..”Liberi tutti i compagni”) nei quartieri popolari di quella città dove era stato trasferito il processo a Valpreda; allora certe parole d’ordine non erano limitate alle aule parlamentari (magari vuote od in tutt’altre faccende affaccendati), ma diffuse capillarmente nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle fabbriche da parte di tantissimi compagni che oggi sono stati spazzati via in vari modi. Questa mia vuole essere una indicacazione di intervento politico e di preoccupazione; con questo niente da togliere ai tanti meriti passati di Marco Pannella, quando era presente nelle piazze.Gianni Landi

    • sergiofalcone ha detto:

      Il Partito Radicale, negli anni che furono, ha condotto delle belle battaglie per i diritti civili.
      Senza il suo costante intervento, non avremmo né divorzio, né aborto. Il Partito comunista italiano, infatti, era troppo impegnato ad intrallazzare con gli alti vertici ecclesiastici e con la mafia demòncristiana, per il suo suicida compromesso storico. Quel che è poi accaduto, passerà, e tristemente, alla Storia. Il Piccì, in perfetto stile statalstalinista, ha distrutto la Sinistra rivoluzionaria e s’è poi suicidato, eticamente e politicamente, sposando il neoliberismo. Cioè, la forma ideologica e pratica che oggi assume il capitalismo.
      Ma il Partito Radicale, nonostante ogni suo sforzo nel senso dell’amnistia ad esempio, finita l’onda lunga dei movimenti, che ha cercato di cavalcare opportunisticamente, e cambiata l’aria, è tornato alla sua collocazione d’origine: ala sinistra del pensiero liberale italiano.
      Non riesco a dimenticare, infatti, che, tra i referendum invocati qualche tempo fa, i Radicali hanno inserito quello per una maggiore possibilità di licenziare i lavoratori. Il capitalismo senza freni, né regole.
      Il Partito Radicale, partito liberale (è bene sottolinearlo), è partito che pratica la bassa politica e l’opportunismo. E muta alleanze, a seconda delle sue convenienze del momento. Ricordo che, negli anni ’70, ha partecipato anche ad iniziative del movimento anarchico… Sic!
      Con la nostra idea di amnistia, esso ha ben poco in comune.
      Contro il carcere, sempre. E contro tutte le istituzione totali.

  6. gianni ha detto:

    Sono d’accordo con il commento di Sergio Falcone e lo trovo puntuale circa le posizioni opportuniste e liberali del Partito Radicale. …condivido tutto e forse ho sbagliato col mio precedente intervento nel dire che Pannella era presente a Catanzaro perchè poteva essere equivocato come fatto da un ex radicale. No Sergio, io sono anarchico dal 1968 in poi ed in totale disaccordo col Movimento anarchico “ufficiale”, catalogato come infiltrato “bolscevico” e come lottarmatista; dal 1972 ho lasciato il Movimento (????) anarchico ed il mio impegno politico l’ho dedicato notte e giorno ai vari Comitati, Collettivi, di fabbrica, di Quartiere, di carcere senza abbandonare le mie profonde convinzioni bakuniniste e maknoviste. Un forte e fraterno abbraccio. Gianni Landi

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