Quali sentimenti verso il carcere?

Da molte parti oggi si parla di carcere, ma se ne parla come di un qualcosa che esiste, più o meno, da sempre e che è possibile soltanto migliorarlo, attenuando le tremende sofferenze che produce.

E’ TUTTO FALSO! Non è vero che il carcere è sempre esistito! Non è vero che è l’unica sanzione possibile! non è vero che non si può togliere di mezzo e riprendere il percorso millenario dell’umanità di ricercare un diverso modo di mantenere l’aggregato sociale coeso e solidale. senza che debba voler sbranarsi a vicenda.

Per questo ODIO IL CARCERE perché

*dal 2000 ad oggi, dentro quelle mura, hanno trovato la morte 3.019 persone di cui 1.107 per suicidio; 4 morti dal 1° gennaio (dati al 23 gennaio 2020);
*oltre il 60% delle persone rinchiuse in carcere viene invogliata ad ingerire psicofarmaci, ossia “la droga di stato”, con effetti devastanti;
*oltre il 70% delle persone recluse, una volta uscite dl carcere, sono costrette a riprendere l’attività illegale perché altre possibilità sono loro negate;
*il 100% delle persone recluse, oltre la libertà, in carcere perde anche la dignità;
*da 50 a 60 bambine e bambini inferiori a tre anni devono stare in carcere se vogliono accompagnarsi con la madre;
*in questo paese oltre l’ergastolo, che è pena anticostituzionale, esiste anche l’ergastolo ostativo, ancor più anticostituzionale (condannato anche dalla Corte europea), che funziona come la tortura: viene interrotta solo quando la persona detenuta inizia a fare il delatore: è una punizione di scambio;
*i dati del ministero dicono che circa il 70% delle persone detenute che escono dal carcere, tornano a fare quello che li ha portati in carcere. La rieducazione è un fallimento

Dal 2001 la repressione contro i movimenti sociali ha segnato una forte accelerazione.  E’ urgente comprendere  le dinamiche che alimentano la repressione. che prende forma e peso non da un impennata di reati e crimini contro la persona, che sono in netta diminuzione, ma da una deliberata scelta politica, come parte del complesso sistema di potere per il controllo sociale, necessario al mantenimento dell’ordine capitalistico. Non c’entra nulla l’astratta e rigorosa applicazione della legge, non c’entra nulla l’ideologia della “legalità”, è il potere repressivo che costruisce un vero e proprio “nemico pubblico” contro il quale opera per mobilitare tutte le forze sociali disponibili e che assume, di volta in volta il volto dell’albanese, dello zingaro, del maghrebino, del rumeno, ecc. Tutto questo al fine di occultare i gravi problemi sociali come: l’aumento delle disuguaglianze prodotte da un aumento dello sfruttamento: l’aumento della disoccupazione prodotta da un aumento dello sfruttamento; l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi sociale che ciascuna e ciascuno rincorre nella sua vita.

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