Sale la tensione nelle carceri italiane. Solidarietà e appoggio alle persone detenute

L’estate è appena iniziata e non promette niente di buono nelle carceri. Sappiamo per esperienza che le carceri, per la loro natura, non possono promettere niente di buono, mai! Riescono a garantire soltanto sofferenze e devastazione umana.

Il 16 giugno nel carcere di Poggioreale di Napoli una breve rivolta segnalava l’abbandono da parte delle direzioni di ogni rispetto per la persona detenuta e per la sua salute [leggi qui]. La rivolta è rientrata dopo alcune ore, ma non è cambiata di una virgola l’atteggiamento ottuso e cinico dell’attività dirigenziale per risolvere le situazioni gravi delle persone detenute. Difatti dopo due giorni una persona muore per mancata assistenza. Come a dire che le rivolte sono un termometro esatto dell’abbrutimento della realtà carceraria, ma andrebbero ascoltate, non represse.

Al carcere Pagliarelli di Palermo da quattro giorni i carcerati del reparto di alta sicurezza hanno deciso di rifiutare il cibo. La direttrice ammette le difficoltà: “Abbiamo 1.380 persone recluse in una struttura per 700 persone . Inoltre ieri hanno messo in campo una delle forme di lotta più dure: lo sciopero dei colloqui con i familiari. È un segnale della tensione che sale, ma nessuno ascolta.

Ad Agrigento è scoppiata una rivolta sfociata con l’incendio di alcuni materassi.

Le cause di questi disagi, solo un accenno, sono da attribuire alle condizioni che continuiamo a peggiorare: sovraffollamento, insufficienti condizioni igienico sanitarie, poca possibilità di cure mediche; a ciò si aggiunge un forte disagio psichico per i continui appelli dei governanti che promettono vendette brutali e barbare, che abbattono ogni speranza e fanno calare un nero sipario sulla realtà penitenziaria italiana.

Non solo in Sicilia, anche al Dozza di Bologna: «Ogni due giorni un atto di autolesionismo. In questa struttura per 500 detenuti ce ne sono 850. Con rischi per tutti». Il Garante: «C’è una grave carenza di operatori e educatori. E serve più cura per gli ospiti sotto processo». «Una rissa tra detenuti ogni due giorni, un atto di autolesionismo ogni trentasei ore. E ancora ventiquattro tentati suicidi (di cui uno riuscito) in dodici mesi. Periodo nel quale si sono registrati anche una ventina di aggressioni ai danni di agenti della Penitenziaria», che lamenta questa situazione.

Anche nel carcere di Ancona i detenuti protestano per una applicazione quanto mai rigida delle norme dell’ordinamento penitenziario da parte del Tribunale di sorveglianza di Ancona, norme create allo scopo di favorire il reinserimento dei detenuti giunti, ormai, alla fine del percorso custodiale – si legge in un comunicato a firma del presidente della Segreteria della Camera Penale, l’avvocato Fernando Piazzolla e gli avvocati Francesca Petruzzo e Gaetano Papa – Si tratta di persone che, condannate in via definitiva, hanno scontato la stragrande maggioranza della pena e si avviano verso l’uscita dal carcere, che hanno svolto un percorso controllato, guidato e costantemente osservato dalla struttura carceraria.

Ci sono molti interventi che denunciano il 25° giorno sciopero della fame di due detenute Silvia Ruggeri e Anna Beniamino che denunciano una situazione detentiva fatta di isolamento totale. E anche appelli rivolti ai parlamentari abruzzesi e ai consiglieri/e abruzzesi per recarsi nel carcere de L’Aquila per trovare una mediazione tra istituzione carceraria e le due detenute. Da segnalare che al carcere Le Costarelle de L’Aquila, non esiste ancora il garante dei detenuti. Per questo molti appelli chiedono ai parlamentari, che hanno la possibilità di entrare in carcere, che lo facciano con urgenza, la situazione è di estrema gravità, lo sciopero della fame totale per 25 giorni lascia dei segni irreversibili, immaginiamo se continua. É necessario intervenire con urgenza!

Per tutti coloro che stanno fuori delle galere, per evitare che la galera si espanda e recluda ogni forma di vita, è urgente l’impegno a comunicare a queste persone detenute la più attiva solidarietà.

NON SIETE SOLI !!!! va urlato sotto le mura di ogni carcere, per infondere fiducia, per sostenere e solidarizzare con chi lotta !!

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