Mimmo Lucano ha vinto!

La Corte Di Cassazione con la motivazione: “Non favorì matrimoni di comodo, cercò solo di aiutare Lemlem (la sua compagna). Gli appalti assegnati con collegialità e con pareri di regolarità tecnica“, ha demolito l’impianto accusatorio che contro di lui era stato messo in piedi. La Cassazione afferma che mancano indizi di “comportamenti” fraudolenti che Domenico Lucano, il sindaco di Riace, avrebbe “materialmente posto in essere” per assegnare alcuni servizi, come quello della raccolta di rifiuti, a due cooperative dato che le delibere e gli atti di affidamento sono stati adottati con “collegialità” e con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato“.

Il 16 ottobre scorso il Tribunale della libertà di Reggio Calabria aveva disposto la misura cautelare nei confronti di Lucano, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Locri, che aveva rinviato a giudizio Lucano.

La Cassazione ha rilevato che non sono provate le “opacità” rispetto all’iniziativa di Lucano per l’affidamento di questi servizi alle cooperative L’Aquilone ed Ecoriace.

Bene!, siamo tutte e tutti contenti e ringraziamo di cuore i giudici della Cassazione.

Detto questo dobbiamo guardarci allo specchio oppure uno di fronte all’altro o una di fronte all’altra e, guardandoci negli occhi, sussurrarci: ma noi cosa abbiamo fatto? Noi garantisti, noi entusiasti dell’accoglienza, noi per il meticciato, noi per l’integrazione, … noi cosa abbiamo fatto per riportare Mimmo Lucano al suo onorato posto di sindaco di Riace?

Si, certo, ci siamo indignati, abbiamo protestato, un pugno di giorni, non di più! Pensavamo che quell’indignazione fosse sufficiente? No! Non siamo così ingenui e non credevamo che quei pochi grammi di sdegno bastassero per restituire Mimmo al suo posto di lavoro e al suo paese. Dopo qualche giorno abbiamo lasciato che tutto procedesse secondo l’andazzo vigente,  desolato e banale che però ci sta portando indietro di secoli scaraventandoci nel buco nero della più vieta reazione.  Sappiamo quanto ci vuole  per vincere le battaglie, altre volte l’abbiamo fatto!

E’ il caso di rimetterci in movimento nella convinzione che se non interveniamo in prima persona e in tante e tanti, se non recuperiamo la massima determinazione e partecipazione sui tanti temi su cui è in atto la canea reazionaria, che non solo parla e blatera, ma opera concretamente, sarà poi inutile piangere sull’avverso destino!

…mettiamoci le scarpe! 

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