Ci chiederanno …

Ci chiederanno …

Tra molti mesi o tra alcuni anni, le ragazze e i ragazzi che si affacciano alla vita, informati di ciò che succede e ciò che è successo, ci chiederanno …

-come mai non avete reagito adeguatamente ai governi (Renzi,  Gentiloni) che finanziavano la costruzione di “campi di concentramento” (così definiti da Amnesty e altri) in Libia per impedire i flussi migratori e si accordavano con bande criminali che sequestravano donne e uomini migranti, li rinchiudevano in luoghi infami stuprando, violentando e torturando? Tutto questo turpe commercio realizzato con i fondi pubblici

(2 febbraio 2017 il governo italiano ha firmato con la Libia di Fayez Mustafa Serraj un “Memorandum d’intesa” in cui si attua “la predisposizione di campi di accoglienza temporanei in Libia, sotto l’esclusivo controllo del Ministero dell’Interno libico, in attesa del rimpatrio”);

-come mai non avete reagito doverosamente all’inasprimento repressivo per il “decoro urbano” che ha prodotto barbarie come il “Daspo urbano” e rivitalizzato la “pericolosità sociale”?

-come mai non avete reagito apertamente alle azioni dei governi (Salvini, Di Maio) che impedivano alle navi delle Ong di salvare vite umane a rischio di annegamento nel Mediterraneo impedendo loro di attraccare nei porti italiani?

– come mai non avete reagito duramente alle sofferenze imposte dal governo (Salvini. Di Maio) costringendo alla permanenza forzata e illegale, sulla nave Diciotti, 137 migranti salvati in mare da un “pattugliatore della Guardia costiera” italiana, quindi già in territorio italiano, sequestrati per dieci giorni, e i tanti altri episodi di violenza criminale statale che si susseguono?

– come mai avete accettato passivamente che calasse su questo paese un clima reazionario buio e nero da controriforma, da inquisizione con i suoi rituali devastanti? Come mai avete subito progetti di persecuzione e schedatura di Rom e Sinti, i decreti di guerra alla mendicità e al vagabondaggio, gli sfratti violenti contro nuclei familiari buttati per strada senza un’alternativa abitativa?

^^^Molti e molte risponderanno che non è così, che non hanno accettato passivamente, che anzi si sono attivate e attivati e hanno protestato nelle tante forme consentite sui “social network”;

-le ragazze e i ragazzi ci guarderanno con sufficienza, ricordandoci che le strade sono rimaste vuote, le piazze riempite solo dei tavolini dei bar, i luoghi di lavoro silenti;

^^molte e molti risponderanno, “diamine, abbiamo  riempito la rete” e i “social network” di sms, hashtag, mail, twitt, abbiamo portato la protesta su youtube, su facebook” e le altre mille scempiaggini digitando “not in my name”,  “Salvini devi andartene”, “mai con Salvini”, ecc. ecc.;

-Le ragazze e i ragazzi ci guarderanno con sconforto, nello sguardo tutto il loro biasimo che può esprimere chi sa benissimo che l’accanimento sui “social” non è altro che un tentativo maldestro di nascondere la pusillanimità, l’egoismo, l’opportunismo, l’arroganza e le fanfaronate …. fingere di non sapere che ci hanno addomesticato, illudendoci stupidamente di essere vivi pur rimanendo socialmente morti. Ancorati alla sedia dove si subisce, altrettanto passivamente, il comando del “capo” e della “produttività” per ingraziarceli l’uno e l’altra e non contrastarli, facendo finta di ignorare che anche loro, il “capo” e la “produttività”, stanno dentro questo squallido imbarbarimento;

-le ragazze e i ragazzi ci ricorderanno che nei nostri tempi si è scritto molto sui volantini, sui documenti e ovunque, e si continua a scrivere, che un popolo conquista la sua libertà quando le strade non sono vuote, le piazze non piene dei soli tavolini dei bar e di turisti, ma affollate di piedi mobili che veicolano corpi urlanti accesi dalla volontà di non accettare il presente ma di volerlo trasformare, quando i posti di lavoro non sono silenziosi ma manifestano rabbia e determinazione interrompendo la produzione.

-ci ricorderanno che scambiare il terreno della protesta, storicamente conquistato, con le tecnologie utilizzate dal potere per addomesticarci, ci ha portato alla barbarie.

Che tristezza!!!!  Ma si può uscire da questa miseria!!!! Usiamo le tastiere solo per darci un appuntamento; poi, spegniamo quelle macchine e mettiamoci le scarpe, ben allacciate, scendiamo per strada …

insieme riprendiamoci la nostra vita!

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3 risposte a Ci chiederanno …

  1. Gianni Landi ha detto:

    Ti rispondo volentieri Salvatore : lo “avversario” è Padrone, oggi più di Ieri in Italia come in tutto il Mondo, delle Strutture statali, dei Media e della Finanza. E’ una guerra impari Salvatore ! Noi eravamo giovani, ingenui, disorganizzati, squattrinati, armati soltanto di sentimenti di solidarietà disinteressata, del bisogno di una società anti autoritaria, di una Cultura familiare e sociale Nuova, perchè quella vecchia ci soffocava. Eravamo giovani, ingenui e fiduciosi come tutti i “bambini” e gli ADULTI CI HANNO TRADITI. La Storia sociale è un tradimento continuo dei buoni sentimenti e questo è imperdonabile. Speriamo che i giovani di oggi siano più accorti e politicamente diffidenti.

    • contromaelstrom ha detto:

      D’accordo con te Gianni, ma io non perdo la speranza che altre generazioni riprendano quel cammino. Saranno ingenui? disorganizzati? solidali e disinteressati?… Penso che per fare una rivoluzione ci vogliono queste caratteristiche… poi, organizzarsi ed essere più accorti lo si impara lottando, l’abbiamo sperimentato, no? Un grande abbraccio. S.

  2. Gianni Landi ha detto:

    Carissimo Salvatore ho smesso di intervenire nel sociale nel 1980 dopo un breve periodo di carcerazione perchè mi resi conto che non avevamo avuto seguito e non erano stati recepiti i nostri suggerimenti , fossero essi di derivazione marxista o libertaria; perchè negli ultimi anni settanta era stata fatta terra bruciata di tutto ciò che avevamo cercato di costruire come extraparlamentari e questo grazie alle strumentalizzazioni mediatiche e politiche; perchè come compagno militante in senso lato, ero stato “bruciato”” politicamente nell’ambito toscano ed anche nazionale dalla marea socialdemocratica che ha sempre allignato nel campo socialista e diffondendosi come il venticello della CALUNNIA. Negli anni successivi al 1980 mi sono convinto che le “partite” non si possono vincere giocando di rimessa ma con idee chiare una tattica ed una strategia a lunga scadenza che preveda metodi di lotta incisivi e ben recepiti oltre che con un programma e delle indicazioni concrete di un futuro economicamente realizzabile. Il fallimento del comunismo di Stato, come la tecno burocrazia , anche consumistica come quella cinese odierna, non possono essere una proposta onesta per coloro che scoppiano ogni giorno.Salvatore soffro, FORSE, quanto te per questa realtà odierna, ma i “fuochi di paglia” che si intravedono, non mi scaldano per le ragioni che sopra ti ho esposto.FEDE, SPERANZA E CARITA’ NON MI HANNO MAI ACCONTENTATO 🙂 😉
    Un grande abbraccio da Gianni .

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